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sabato, giugno 09, 2012

La verità è che non gli piaci abbastanza

"Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un'altra cosa. Siete fuori!"
E' vero! Il film potrà piacere o non piacere, a seconda che si apprezzino o meno le commedie romantiche, e le più critiche di noi potranno storcere il naso al pensiero che il regista voglia far passare il concetto che una strafiga come la protagonista Gigi, passi la vita a incassare due di picche, ma io l'ho trovato più istruttivo di un'intera puntata di Quark! E Piero Angela non me ne voglia. E quanto questa visione mi abbia positivamente influenzata e interiormente arricchita me lo ha dimostrato una recente conversazione con un'amica. Mi ha racconto un episodio che coinvolgeva, ovviamente, un uomo e immediatamente me ne ha fornito la sua interpretazione. La mia reazione è stata:
"Sempronia, cara, no."
"Ma non pensi che si sia comportato in maniera strana? Cioè prima mi chiama, e poi conclude la telefonata in fretta e furia senza nemmeno chiedermi di uscire!"
"Tesoro, tu gli hai detto che  stavi al lavoro e non avevi tempo di parlare."
"Sì, ma non era vero, volevo vedere la sua reazione...Oh e se si fosse offeso...?"
"Sempry, gli uomini non si offendono. Gli hai detto che non potevi parlargli? Ha chiuso. Si è offeso? No, sapeva che ci tenevi a sentirlo quindi non ha motivo di pensare che hai inventato una balla."
"Ma lui..."
 "No."
 "Non credi che..."
 "No."
"Mi fa bene parlare con te. Dai un'interpretazione div
ersa dagli eventi."
Ovviamente l'evento era chiaro. L'unico aspetto non chiaro era: se Sempronia voleva parlare con Amilcare, perché gli ha detto che era occupata?
Non temete, è solo una domanda retorica, dubito che perfino una laurea in neuroscienze possa servire a trovare la risposta.
Qual è il senso di tutto ciò? Semplicemente che spesso le risposte ce le abbiamo davanti agli occhi, ma rifiutiamo di vederle. E che dobbiamo stare attenti a ciò che chiediamo, perchè, caspiterina, potremmo essere accontentati. E ancora, la soluzione più semplice, il più delle volte, è quella giusta.
E non dimentichiamoci che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere.
E io sto ancora delirando.
Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda a qualunque costo. 


giovedì, giugno 30, 2011

Ti vedo tutte le mattine

I don't think that I'll see him again but/ We shared a moment that will last till the end...
Chi come me gestisce da anni un blog, frequenta forum, social network  e appartiene alla generazione delle chat, di messenger e skype, trova di una stupefacente normalità avere amici che non si sono mai realmente incontrati. Iniziare una  conversazione, rompere il ghiaccio, chiedere un'amicizia su facebook non ci comporta nessuno sforzo eppure quando usciamo dalla realtà virtuale, queste stesse azioni non ci  riescono più  così spontanee. Leggevo di alcuni ragazzi che hanno provato ad adottare nella vita off line gli stessi comportamenti comuni nelle loro vite on line...Inutile dire che ogni qualvolta si avvicinavano a un estraneo e gli dicevano "Ciao, vuoi stringere amicizia con me?"  raramente erano accolti a braccia  aperte. Il punto è che siamo sospettosi delle persone che incontriamo lungo la strada ma pronti a dare fiducia a una fotografia a lato di una finestra di conversazione. Non penso che i due comportamenti siano sbagliati in senso assoluto, ritengo invece che non siano giusti in senso assoluto e che cautela e coraggio dovrebbero essere dosati con la testa e con il cuore. Forse qualcuno troverà gratificante avere mille amici, tra i quali un battaglione di William, Toshio, Rudolf e Waikiki che non divideranno mai nulla con lui o lei, ma io spero invece di riuscire a scambiare ogni giorno una parola in più con coloro che incontro al bar, tutte le mattine o  lungo il tragitto per l'ufficio.  E chissà, forse riuscire a dire la cosa giusta, al momento giusto, quando in coda alla posta  qualcuno mi sorride in un modo che non posso fare a meno di ricambiare. 
Perchè capita, a volte, di voler dire qualcosa a persone che passano lievemente nella nostra vita, ma tutto ciò che viene in mente sembra sbagliato e pronunciare qualsiasi frase difficile e senza senso considerando che l'altro non è che una comparsa nella nostra esistenza. Quella stessa riluttanza non ci coglie quando ci nascondiamo dietro uno schermo o un nick name.
A volte la vita reale ci mette di fronte a un compito durissimo: guardare negli occhi una persona e dirle, magari, la cosa sbagliata. E' qualcuno che, con molta probabilità non rivedremo. Per conoscerci avremo soltanto quell'occasione e quella stupida frase sgangherata. Avremo soltanto quell'occasione. E quello  è esattamente il motivo per cui bisogna tentare.

domenica, maggio 15, 2011

Ogni cosa è illuminata

Delle volte nuvoloni neri si ammassano all'orizzonte. Sappiamo che portano catastrofe e sventura ma il massimo che possiamo fare è rifugiarci in casa. Sempre che la casa non ci crolli in testa. Il sereno invece non è annunciato proprio da niente, risultando improvviso e per questo ancora più gradito.  Accade anche però che mentre fuori il cielo si rischiara tu continui a startene al riparo nella tua cantina, giocando con la muffa e innaffiando il gatto...O forse il contrario, ma non è questo il punto. Negli ultimi tempi Qualcuno mi ha fatto notare che l'uragano me lo stavo solo immaginando. Naturalmente non basta che una cosa sia detta perchè diventi vera ma  le frasi giuste, dette dalle persone giuste hanno il potere di rendere tutto reale. In passato ho  avuto poca fiducia nell'umanità, io ho fatto di tutto per lei, perfino donare l'8 per mille, e lei cosa faceva per me? Niente! Per cui se una persona qualsiasi mi dicesse all'improvviso cose del tipo "Sei arguta! Sei spiritosa! Sei bella! Sei una blogger di talento! Hai dei capelli stupendi! "  io lo guarderei con sospetto, ma fortunatamente non è stata una persona a caso nell'umanità a dirmi che non c'era motivo per stare male. E stata una persona che aveva il potere di renderlo reale. La vita fa percorsi incredibili e poi si rimette sui binari che le sono destinati da sempre. Tutte le cose accadono per un motivo. Ogni cosa è illuminata e la bellezza è negli occhi di chi ti guarda.
Il significato di tutto ciò ve lo spiego un'altra volta. O forse no.

domenica, gennaio 16, 2011

A noi ce piace strano

 Come sono felice che le parole "buon gusto" non abbiano lo stesso significato per tutti! Se lo avessero, la terra sarebbe un posto ben triste, e con meno senso dell'umorismo. L'occasione per tale riflessione nasce nell'osservare la classica tavolata di diciottenni in pizzeria (a questo punto anche io mi merito un  "Ma che posti frequenti?!", e avete ragione anche voi...) con tanto di festeggiata con coroncina in testa e reggiseno a vista. E non iniziamo a dire cose del tipo "Sì, però volevo vedere te da giovane", perché ringraziando il Cielo, gli anni '80 e '90 ci regalarono gilè, spalline, fuseaux e altri simboli di sobrietà ma tutto ciò che riguarda le mutande fuori dai pantaloni e le schiene scoperte con l'elastico del reggiseno in mezzo, è venuto dopo. E comunque perché prendersela solo con le nuove generazioni? Una passeggiata su via del Corso in certe stagioni diventa quasi un safari: le donne in completi maculati neanche si contano più e nella maggioranza dei casi vale l'assioma per cui l'età di una donna è direttamente proporzionale al numero di macchie leopardesche sui suoi vestiti! E poi ci sono quelli decisi di fare di un evento indimenticabile qualcosa di veramente indimenticabile. Provate a immaginare la scena: ricevimento di nozze, un'ignara invitata che, in attesa degli sposi, cerca il suo posto tra decine di tavoli... E' allora che apprende che le è stato assegnato il tavolo Legolas, proprio a metà strada tra Gandalf e Frodo, e casomai si sbagliasse una semigigantografia del biondo elfo campeggia al centro del tavolo. E deve ancora riprendersi dallo shoc di essersi magicamente teletrasportata nella Terra di Mezzo che d'improvviso la sala è invasa dai fumogeni e nell'aria comincia  a vibrare la colonna sonora di Rocky, una tenda viene spostata ed ecco che gli sposi fanno il loro ingresso trionfale in sala, scendendo dal secondo piano in un ascensore di vetro trasparente. Questo al mio paese si chiama stile. Oh yeah. Inutile dire che la mia mente semplice non potrà mai concepire niente di altrettanto grandioso. Ma non si sa mai. Resterò qui, affacciata alla mia finestra, osservando i ragazzi che sfrecciano con le loro decappottabili e lasciando che l' Unz Unz delle loro autoradio mi ispiri. 

domenica, ottobre 31, 2010

Ma anche no!

 Tra le incombenze derivanti dal mio nuovo lavoro mi tocca monitorare alcuni siti di gossip. Ebbene sì, c'è chi fa anche questo.
Confesso che in pochi giorni ho potuto colmare molte mie lacune: sono meno ignorante ma ciò non mi rende anche più felice. Ora, qualcuno mi spieghi chi ha decretato che parlare della coppia Clooney/Canalis è cool. Ci sono varie perle da conoscere nella loro love story: dal matrimonio non celebrato in luglio, alla stampa che non si fila Ely agli Emmy, passando per la colazione con DJ Francesco e la Marcuzzi (posso solo immaginare l’entusiasmo di George in quest’ultimo frangente) ma la mia preferita è l’intervista in cui la Canalis racconta di come tutte le donne del mondo la invidiano e indipercui, la odiano.

Questa dichiarazione la dice lunga circa i tempi che la ex velina ha trascorso fuori dal mondo e fuori di testa, con che mezzo non mi permetto di commentarlo, fatto sta che viene davvero voglia di prenderla a capocciate (Zidane docet). Odiare Ely perché sta con George sarebbe come odiare la Jolie perché sta con Brad, mentre nella realtà tutti amano i Brangelina e, d’altra parte, considerando che la Canalis è una bella gnocca, ci sarebbe da chiedersi come mai nessuno odia George. Non occorre un’indagine sociologica per scoprirlo: la gente è stufa di lei, e di mille altri come lei perché mancano di onestà. "Sì, sono magra, ma di costituzione, in realtà mangio una teglia di lasagne al giorno", "Come mi mantengo in forma? Dormo 12 ore e quando posso gioco con i bambini", "Il mio sogno più grande? La pace nel mondo e che tutti possano avere un capo firmato nel loro armadio", "Sì, sono famoso, ma il fatto di essere figlio di Madonna non c'entra niente, mi sono fatto da solo io."
Non ti basta essere famoso, attraverso percorsi e circostanze che sfiorano il miracolo, devi convincere il prossimo che il successo te lo sei guadagnato con doti mentali, spirituali, per attitudine verso qualche nobile arte, addirittura per una qualche salvifica disposizione naturale che ti permette di ingurgitare  qualsiasi cosa e poter sfilare per Victoria's secret e che tutto il resto è una coincidenza. E devi convincere di questo il prossimo anche se non sai cantare, ballare, presentare, dipingere, disegnare, parlare, dopo ogni pasto ti chiudi in bagno e, in sostanza, perfino il tuo manager si trova in serio imbarazzo quando deve parlare delle tue doti. Ma non divaghiamo, il punto è che  in barba a tutta la gente che magari ha fatto l’accademia e si è pagata gli studi lavando piatti, la Canalis fa l’attrice. A Hollywood, ma per carità, George non c’entra niente. Permettete che mi girino un po’ le balle? Ora il talento si acquista per osmosi? O è forse diventato una malattia venerea? Che se io mi fidanzo con un chirurgo poi mi metto a operare le appendiciti?
E ho parlato della Ely, perché se comincio a parlare di Belen perdo di obiettività. Vi dico solo che ho cambiato operatore da quando lei fa la pubblicità :P

martedì, luglio 06, 2010

Una zebra a pois

 Ho visto per la strada una nonnina. Avrà avuto 70 anni. Indossava un vestito giallo e una borsa a pois. Non era una borsa vistosa, ma era un accessorio gioioso, e anche il suo vestitino svolazzante lo era.
Ho avuto come un rapido flash. Ho pensato che quella vecchietta  doveva certo avere avuto una vita avventurosa.
Probabilmente ha girato il mondo, non so perchè l'avrei vista bene sul dorso di un elefante, durante un safari, o su una nave da crocera, a contemplare un iceberg nei mari del nord.
Nella mia visione, quella donna, da giovane ha tentato ogni sorta di mestiere, non si è mai arricchita, ma ha sempre fatto solo ciò che le piaceva, senza mai permettere a nessuno di mantenerla. Ha fatto sport, corsa probabilmente, e ballo. Me la immagino che balla ancora, tutti i venerdì sera, qualcosa di lento ma pieno di ritmo, come un tango o un valzer. So che ama i dolci e il buon vino, con quel vestito giallo non potrebbe essere altrimenti, e sono quasi certa che abbia avuto un amante francese.
Vi starete chiedendo perchè ve lo racconto, e in tutta sincerità non lo so bene neanche io. Mi stavo solo chiedendo che tipo di vecchietta sarò io, un giorno. Se avrò anche io una borsetta a pallini e se il mio vestitino colorato svolazzerà nel vento.

martedì, agosto 26, 2008

Sogni di gloria

Pochi giorni fa i cieli della Cina si sono illuminati di fuochi d'artificio. Per chi li guardava in tv è stato un spettacolo maestoso ma immagino che laggiù, dal vivo, abbiano letteralmente mozzato il fiato.
Ogni 4 anni il mondo si mobilita per celebrare lo sport...L'importante è partecipare-ci dicono- ma l'impressione è che a vincere ci tengano in parecchi. Le Olimpiadi a me piacciono perchè trovano spazio sport che, diversamente, nessuno si fila e questo vale tanto per quelle estive che per quelle invernali.
Per quanto pigra anche io, se del giusto umore, amo mettermi alla prova ma mi diverto di più quando non c'è nulla in palio perchè permette a me e agli avversari di giocare senza ansia. Che poi, se ci pensiamo, l'ansia fa sì che il gioco non sia più gioco ma pura competizione. E quindi vai con i giri in bici, rigorosamente da passeggio e possibilmente senza mete precise, ping pong a ostacoli giocato nel giardino della zia saltando gatti, racchettoni estremo tra i sassi del bagnasciuga e beach volley d'assalto con sfidanti che ti crollano addosso dall'altra parte della rete. Ecco, in queste discipline mi sento davvero una campionessa, queste e il galleggiamento in acqua di mare, bocce e freccette e la caccia allo gnomo.
Insomma, lontana dalle medaglie e dagli allori mi tengo in forma anche io ;-)

martedì, giugno 17, 2008

Al passo coi tempi

Nuvola, in visita qui nella capitale, neanche facciamo finta di interessarci a questi Europei e oziamo sul divano tra un succo al mirtillo, il pc, lo zapping e il libro degli origami. Com'è noto, in queste serate di palpitante suspance, il palinsesto televisivo raggiunge l'apice dell'insulsagine ma ecco che tra un deprimente Muccino, un giallo sbiadito e una commediola erotica degli anni settanta spunta il capolavoro!
Mentre l'Italia si ferma perchè gioca la nazionale, io e l'amichetta
Il lungometraggio di Heidi!
Certo, parlando di Heidi tutti abbiamo delle certezze...si sa...Heidi è quella a cui, non si capisce come, sorridevano i monti e le caprette facevano ciao. Heidi è l'amichetta di Peter e Clara, la bambina cicciottella e un po' burinozza che dalle alpi svizzere svernava in Germania. Insomma, Heidi la conosciamo bene.
E invece no.
Dovete sapere che qualcuno si è preso la briga di ridisegnarla. Questa Heidi qua è una bimba anoressica e non molto simpatica, viene da pensare che dopo qualche mese a Francoforte di tornare fra le mucche non avrà poi molta voglia. Clara è un'adolescente nevrotica, e in confronto la signorina Rottermeier è dolce e remissiva. Peter già nella versione originale appariva un bifolco sottomesso, qui è l'ombra di se stesso.
Bah, sarà che anche i cartoni animati hanno bisogno di una mano di vernice e una lucidatura ogni tanto, ma se i bambini di oggi hanno gusti diversi, potrebbero anche produrgli qualche pokemon e qualche Braz in più...O no? o_O

lunedì, aprile 21, 2008

Sotto il segno dei pesci

Se accade che mi ritrovo a passeggiare in campagna, raccogliendo fiorellini di campo, con un amico al fianco che mi legge l'oroscopo di Paolo Fox, è normale che mi interroghi sull'influenza che hanno le stelle sull'umanità.
A volte penso che da lassù se la ridano di tutti noi, in modo particolare degli astrologi, poi mi ricredo e capisco che non ce la danno tutta questa importanza e probabi9lmente ci ignorano alla bell'è meglio. Non ho mai creduto a mappe astrali o robe così, ma mi diverte parlarne con chi se ne "intende", e ogni tanto scopro cose curiose su quello che gli altri pensano di me, camuffato da ciò che coincide con le caratteristiche del mio segno che, tanto per la cronaca, è il sagittario.
Sono un segno di fuoco, e di fuoco è anche il mio ascendente, il Leone. Cosa significhi questo, io non lo so. Ma mi suona bene. E trovo il sagittario e il leone segni più dignitosi della Scimmia, che invece mi è toccata in sorte nell'oroscopo cinese...
Come reagite quando vi chiedono di che segno siete? Quando qualcuno apre il giornale per leggervi la sorte giornaliera?
Essendo i segni slo 12, trovo strano che un dodicesimo della popolazione mondiale possa aspettarsi nella giornata le stesse cose che devo aspettarmi io, eppure questi tentativi di predirmi il futuro mi divertono, e mi fanno sorridere, per cui ascolto. Come dire...se non lo prendi sul serio, male non può fare :P

martedì, marzo 04, 2008

La musica ci salverà. Ma chi ci salverà dalla musica?

Volevo evitarlo, davvero ci ho provato a ignorare l'argomento, ma con tutto quello che si è detto e si continua a dire in giro di Sanremo, alla fine ho capitolato e ho deciso di buttare qui qualche osservazione sul festival. L' Anonimo Intellettuale mi ha fatto sapere di essere rimasto sgomento di fronte al criptico testo della Tatangelo. Mi sorprende che l'abbia udita, io cambiavo canale quando toccava a lei, purtroppo non sono stata abbastanza lesta di riflessi da perdere l'attimo impagabile in cui ha detto a Gigi che lo ama. Adesso ho gli incubi.
Della canzone che ha vinto posso dire solo una cosa: presto o tardi la canterò al Karaoke, non me ne vogliano i miei compagni di baldorie, se la prendessero con Jo di Tonno e Lola Ponce. Io tifavo per Max Gazzè. Lo avevo ascoltato la prima volta senza troppa convinzione, ma nell'esibizione con Marina Rei e Paola Turci la canzone mi è parsa davvero bellissima.
Le vallette erano belle, eleganti, vallettosissime, ma non ne sentirò la mancanza, di loro mi chiedo solo "Ma erano proprio necessarie?". Al che qualcuno mi dirà che neanche quello che scrivo io è necessario e nessuno me lo fa notare, ma voi avete miliardi di blog tra cui scegliere, mentre io, in definitiva, non ho nemmeno sky!
Due parole merita anche la giuria-ok lo so che gli italiani son tutti bravi a fare la nazionale meglio di Trapattoni e Sanremo meglio di Baudo- ma qualcuno me lo spiega con che criterio Frizzi, la Colombari e Fede stavano lì a sindacare su cosa è ascoltabile e cosa no?!!!! Ma siamo seri...Federico Moccia di melodia e intonazione ne sa quanto me. E per finire voglio dire una cosa che so già essere impopolare: a me Cammariere non è piaciuto per niente. La musica era piacevole, è vero, ma il testo? Sicuramente la fama di poeta non se l'è fatta con parole come quelle...
Ok, ho finito. E di Sanremo non ne parlerò più, almeno fino al prossimo anno ^^.

venerdì, febbraio 22, 2008

Non siamo soli nell'immenso vuoto che c'è...

Pochi giorni fa un'eclissi di luna.
Astrofili dilettanti e semplici curiosi, osservatori distratti e altri più interessati, con il naso all'insù hanno assistito a questo piccolo fenomeno e probabilmente, almeno per qualche istante, i loro pensieri si sono rivolti a un altrove indefinitivamente lontano, a spazi così distanti da non trovare neanche definizione.

Quando andavo al liceo, avevo il pallino per la geografia astronomica. A quel tempo avrei saputo elencare i nomi di tutte le lune di Giove e riconoscevo almeno le costellazioni più importanti di questo emisfero :P, e poi mi interessava l'ufologia, la fantarcheologia, i cerchi nel grano... Intendiamoci, non credo che le piramidi siano state costruite da civiltà aliene e nemmeno che ogni giorno qualche anonimo terrrestre venga rapito e sottoposto a misteriose analisi da intelligenze di un altro pianeta, però mi interessava sentire i motivi che avevano indotto altri a crederlo. Ciò non toglie che agli extraterrestri ci credo. Non ritengo che se ne vadano in giro per le galassie ad arrecare fastidio agli altri, ma penso che stiano laggiù, nella loro parte di universo, a vivere una vita che segue altri schemi, altri canoni, altre leggi. E penso che vada bene così. Non siamo soli nell'universo, ma da quegli Altri ci separano distanze fisiche e temporali tali che mi inducono a pensare che, probabilmente per sempre, potremo soltanto immaginarci a vicenda.

mercoledì, dicembre 19, 2007

Quello strano venerdì

Di solito non parlo di cronaca, di qualsiasi colore, ma c'è una notizia di ieri che non so trattenermi dal commentare. Una coppia italiana ha lottato per 15 mesi in tribunale, arrivando addirittura in appello, per poter chiamare il figlio Venerdì. Hanno perso. E per fortuna, aggiungo io. Ciò che mi perplime non è tanto il nome scelto dai genitori per il pargolo, quanto l'accanimento nel volerglielo imporre. C'è gente che attende anni per avere un giusto processo e invece ecco come facciamo perdere tempo ai giudici. All'anagrafe vi hanno detto di no? Rassegnatevi! Chiamatelo Domenico o Sabatino. Io per prima ammetto che esistono nomi peggiori- tuttavia, la figlia di Madonna, Lourdes Maria, non subirà mai gli sfottò dei coetanei, se non altro perchè, se tanto mi da tanto, i suoi amichetti avranno nomi altrettanto bislacchi, da Oceano a Chanel, a Brooklyn a Apple. In ogni caso potrà contare su un esercito di analisti che penseranno a risollevare la sua autostima. Il povero Venerdì no. C'è solo una piccola possibilità che diventi lo zimbello della classe per il suo nome eppure questa possibilità esiste e i giudici pensano che non valga la pena rischiare sulla pelle del piccolo solo perchè i genitori hanno un insano concetto di originalità. Ma li facessero loro gli originali...
Ma poi perchè scegliere un nome che fa sembrare il frugoletto un parente povero della famiglia Addams? o_0