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domenica, gennaio 29, 2012

Un posto, nel mondo

Lo ammetto. Sono un po' esterofila. Amo il mondo in tutta la sua variegata diversità e spero sempre che un viaggio, qualsiasi viaggio, mi porti di fronte a qualcosa che possa stupirmi. E poi amo la gente, mi piace vedere come cambia da un luogo all'altro: quello che pensa, quello che fa, come vive...E più di tutto amo il modo in cui i luoghi cambiano le persone. Se conosci un viaggiatore te ne accorgi subito, per qualcosa nella maniera in cui parla, in cui si guarda intorno, per il modo in cui ragiona. Non si tratta della "provenienza", non  importa se uno è americano, o australiano o filippino. Quello che conta è che, finlandese o creolo che sia, si sia trovato  lontano da casa, perchè quella lontananza, quell'essere diversi, quell'essere visitatori, apre la mente e rende elastici. Credo che  renda anche più ottimisti e in alcuni casi, riconoscenti. Non riesco a immaginare una ragazza con uno zaino in spalla, sotto una piramide o al padiglione d'oro, che non si  senta fortunata.   
Infinite partenze sono possibili solo con infiniti ritorni. Ho conosciuto persone grate di ogni partenza e ogni ritorno. Erano persone felici o almeno determinate a trovarla, la felicità e io penso che se non si ha paura di conoscere e di esplorare, la felicità arriva.
Poi magari la felicità abita sotto casa tua, ma la ricerca...la ricerca ti rende migliore.
Si capisce che ho voglia di partire?


mercoledì, gennaio 28, 2009

C'è un tempo perfetto per fare silenzio guardare il passaggio del sole d'estate e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta delle fate

Dio, è proprio tanto che piove e da un anno non torno da mezz'ora sono qui arruffato dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene.

Questo post sarà l'ultimo, o almeno lo sarà per il tempo che ci vorrà. E la causa è l'inquietudine che mi ha preso in questi ultimi mesi e che, adesso più che mai, mi impedisce di essere Lieve. Quando ho iniziato a scrivere in questo spazio, essere lieve mi ha molto aiutata, non sarò mai in grado di spiagarlo a chi non c' è passato, ma la leggerezza è stata una cura miracolosa per il peso che mi portavo nel cuore. Adesso però ci sono altre cose che devo affrontare e non riesco a essere autenticamente Lieve. Forse non è un buon motivo per smettere di scrivere, ma sicuramente è un buon motivo per smettere di scrivere qui, perchè queste pagine virtuali per me hanno un significato e mi sembrerebbe quasi di profanarlo continuando lo stesso. Esistono infiniti spazi e infiniti tempi. Al momento per me questo non è il tempo per scrivere qui. Grazie a tutti coloro che hanno letto i miei deliri, baciotti a tutti voi...ma non vi saluto perchè tanto, nei vostri blog, continuerò a girellare lo stesso :)

Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

sabato, gennaio 17, 2009

Una stanza tutta per sè.

A volte ho bisogno di confusione. E vivere con mio fratello e mia sorella, me ne assicura una buona dose. Non è soltanto per il disordine materiale che si accompagna alla convivenza, ma soprattutto per il fatto di non sapere chi troverai a casa, l'arrivo di ospiti (altrui) inattesi, il dover aggiungere un posto a tavola anche quando hai preparato soltanto un'insalata. Tutto ciò riempie vuoti di cui non si è neanche consapevoli, e che colpiscono, con la loro grandezza, soltanto nei casi in cui, magari per essere rimasto a casa una sera che tutti invece escono, ti ritrovi da sola. Ma esistono anche risvolti negativi, come l'esser beccata in pigiama nelle ore più impensabili del giorno, o con un asciugamano raccolto a turbante sui capelli bagnati, o il tuo divano preferito che diventa il letto dell'ospite di turno. Non fraintendete, perchè in genere queste cose non sono un problema... purchè non mi capitino tutte insieme!!!
Dopo la stanza singola, il mio nuovo sogno è un monolocale o_0

lunedì, dicembre 08, 2008

In viaggio nel tempo

Viaggiare, qualora non lo si faccia solo con la fantasia, ha come risultato ultimo quello di coprire distanze; distanze fisiche, che ci permettono di misurare gli spostamenti in termini di chilometri. Ma capita che varcare alcuni confini permetta di compiere un salto che è anche temporale. Non mi sto lanciando in teorie fantascientifiche su buchi neri e universi neonati, ciò cui accenno è verificabile. Alcuni paesi, alcune città inequivocabilmente di questo mondo, si sono fermate in momenti diversi del tempo e tutto, o quasi, dall' architettura, agli stili di vita, alle mode, in esse appare come una vecchia fotografia in bianco e nero. Non ho esperienza di tutti i luoghi del mondo, ma un viaggetto recente mi ha fatto posare lo sguardo su un piccolo angolo di est dove i grigi palazzi a schiera, decadenti se non in rovina, sono gli stessi di 40 anni fa e dove le donne si acconciano ancora i capelli con pettinature voluminose e eccentriche ciocche frisè. Dove i negozi, seminterrati, si affacciano con finestrelle rasoterra lungo la strada, e si è costretti a chinarsi per comparare qualcosa, e la musica che passa più spesso alla radio è quella che noi ascoltavamo 20 anni fa, e anche le auto per strada sono di quegli anni lì. E così ho realizzato che mentre alcune città sono proiettate nel futuro e visitandole quel futuro lo si può toccare con mano, in altre il tempo si è quantomeno rallentato. E chissà se, avendo la possibilità di viaggiare e vedere di più, mi sarebbe permesso di vedere altre bolle nel tempo, ancora più remote, ancora più singolari. E chissà perchè in tutto questo non posso fare a meno di provare una profonda malinconia.

domenica, luglio 13, 2008

My place

"E una vita che sto in doppia" è il titolo che campeggia su questo blog. Il perchè della scelta è stato ampliamente spiegato ma, detto in due parole, la "doppia" era per me, da quando sono nata, una sistemazione fisica e una realtà esistenziale. Lo è ancora? In realtà mia sorella si è trasferita in un'altra città per cui la mia stanza, tecnicamente parlando, non è più una doppia. Nondimeno resta una doppia nello spirito, e vi spiego il perchè: c'è ancora il suo letto, per quando viene nei week end, qualcuno dei suoi vestiti nell'armadio, anche se di solito usa i miei, e poi naturalmente i porcellini, quelli che non ha potuto portare con sè almeno. La mia gemella colleziona oggetti a forma di porcellino per cui la nostra stanza è un trionfo di peluche rosa, salvadanai panciuti, lampade con la coda arricciata e statuette di maialini con gli occhiali da sole. Del resto non mi sono mai lamentata di queste cose perchè, tutto sommato, mi piacciono e da parte sua mia sorella ha accettato con serenità il mio cosiddetto angolo zen, vale a dire chili di libri, soprammobili e souvenirs di foggia o provenienza orientale che fan mostra di sè in un angolino della stanza. E poi ci sono i miei altri libri, i fumetti, le mie adorate cianfrusaglie (leggi bigiotteria)...Tutto questo per dire che una stanza ti dice sempre qualcosa su chi ci vive. La mia, per quanto abbia al momento un solo abitante, è indubbiamente una doppia. Ed è una stanza zeppa di maialini, candele e acchiappasogni, bruciaincensi, una chitarra senza una corda, bacchette di legno e altre cose così. Forse sono anche io un po' così.

sabato, luglio 05, 2008

Ma tu chi sei che avanzando nel buio inciampi nei miei più segreti pensieri?

Racconta la leggenda che la dea Orihime (la stella Vega) e il pastore Hokoboshi (Altair), si innamorarono e si sposarono ma il padre di lei, adirato, decise di separarli per sempre frapponendo tra i due un fiume celeste: la Via Lattea. Fu solo in seguito, commosso dai pianti degli amanti, che concesse loro di potersi rincontrare, ma solo una volta l'anno.
Nella notte di Tanabata, la settima notte del settimo mese, Altair e Vega si incrociarsi nel cielo... Quando nelle notti estive contemplo il cielo e quel fiume lattiginoso mi si para davanti, spesso la mia mente indugia su questo racconto.
Chissà perchè gli amori infelici sono anche i più belli.
Deve essere bello non avere dubbi al punto di aspettare con fiducia l'unica persona di cui abbiamo bisogno.
Aspettarla con l'unica certezza che la perderemo di nuovo..

sabato, maggio 24, 2008

Nutrimento dei sogni, continua fluidità, testimone di ogni dolore rivelatrice di verità...


Se si parla di musica si affronta un argomento vasto come il tempo e profondo come lo spazio. La musica è informe, mutevole, si adatta ai nostri stati d'animo e a volte li condiziona. La musica è popolare, perchè piace a tutti, nessuno escluso, ed è personale, perchè c'è una sola musica per ognuno di noi. La musica diverte, commuove, emoziona, indigna, la musica a volte anche stanca. Le canzoni di cui parlerò non sono le mie "preferite", come chiedeva un certo Meme, ma sono canzoni che mi ricordano qualcosa, lo faranno per molto tempo.
C'è Sally, alle cui note divento romantica più che malinconica forse perchè in me gli sguardi provocano ancora turbamenti...
Our farewell, una bellissima canzone che non posso fare a meno di odiare. Nonostante le parole del testo, per me è stata la canzone di un addio, ma non è per questo che la odio: la odio perchè è una canzone d'amore e avrei desiderato che parlasse d'altro...
Sentimiento Nuevo è legata a un cd, a una persona...mi mette di buon umore e mi ricorda che sono amata. Mi ricorda che posso essere amata anche senza saperlo.
E poi c'è More then Words, ho scritto questa, ma c'è un intero repertorio di canzoni da spiaggia che lego al ricordo di estati che non finiscono mai, di pomeriggi sulla spiaggia con gli amici e con una chitarra. Oh, lo so che queste cose non sono più di moda, ma chissà che un giorno non tornino ad essere in voga :)

venerdì, febbraio 22, 2008

Non siamo soli nell'immenso vuoto che c'è...

Pochi giorni fa un'eclissi di luna.
Astrofili dilettanti e semplici curiosi, osservatori distratti e altri più interessati, con il naso all'insù hanno assistito a questo piccolo fenomeno e probabilmente, almeno per qualche istante, i loro pensieri si sono rivolti a un altrove indefinitivamente lontano, a spazi così distanti da non trovare neanche definizione.

Quando andavo al liceo, avevo il pallino per la geografia astronomica. A quel tempo avrei saputo elencare i nomi di tutte le lune di Giove e riconoscevo almeno le costellazioni più importanti di questo emisfero :P, e poi mi interessava l'ufologia, la fantarcheologia, i cerchi nel grano... Intendiamoci, non credo che le piramidi siano state costruite da civiltà aliene e nemmeno che ogni giorno qualche anonimo terrrestre venga rapito e sottoposto a misteriose analisi da intelligenze di un altro pianeta, però mi interessava sentire i motivi che avevano indotto altri a crederlo. Ciò non toglie che agli extraterrestri ci credo. Non ritengo che se ne vadano in giro per le galassie ad arrecare fastidio agli altri, ma penso che stiano laggiù, nella loro parte di universo, a vivere una vita che segue altri schemi, altri canoni, altre leggi. E penso che vada bene così. Non siamo soli nell'universo, ma da quegli Altri ci separano distanze fisiche e temporali tali che mi inducono a pensare che, probabilmente per sempre, potremo soltanto immaginarci a vicenda.

martedì, febbraio 05, 2008

Finestre sui mondi

Il sole che filtra dalle persiane e porta la luce nella stanza avvolta dalla penombra, il vento che spalanca le imposte, il fiato che si condensa su un vetro o le gocce di pioggia che vi scivolano lente e parlano di refrigerio. Osservo questa e mille altre cose nei pressi della mia finestra, che come tutti i passaggi, ha in sè qualcosa di magico che forse è' il suo essere al contempo in due luoghi, uno interno e l'altro esterno. Quando mi affaccio anch'io ho l'impressione di essere in bilico tra due mondi. Di uno riesco a intravedere gli spazi immensi, anche quando affaccia su un vicolo cieco, perchè alle sue spalle si disegnano cieli e orizzonti, dell'altro vedo che è intimo e interno, minuscolo ma pronto a esplodere repentinamente e a espandersi come il big bang.
E da quel mondo minuscolo riesco a sentirlo, l'immenso mondo là fuori, così bello e poeticamente crudele...
Non c'è che dire, mi piacciono le finistre anche se a volte mi fanno pensare troppo, e può far male.

sabato, gennaio 05, 2008

Di spazi, domande, chihuahua e altre amenità

Credo sia giunto il momento di accreditare una volta per tutte l'immagine dispotica e tirannica attribuitami da un fan dalla rete. Oggi parlerò di quelle qualità umane che più disturbano la mia regale e antidemocratica personalità. Al primo posto, naturalmente, l'invadenza. E nel mondo odierno sembra non se ne possa fare a meno.Gente conosciuta da una frazione di secondo si sente abbastanza in confidenza da abbracciare, toccare, fare il solletico e magari attaccarti un post it sulla fronte. Non che abbia niente contro i post it, beninteso, ma il concetto è che ho un ego abbastanza esteso da necessitare di uno spazio maggiore di quello che posso occupare fisicamente e se qualcuno lo invade...mi imbestialisco come un criceto ubriaco. Se poi l'invadenza diventa mentale divento un cihuahua inferocito. Trovo di pessimo gusto stimolare l'intimità, anche solo mentale, fra estranei. E per questo che non mi troverete mai tra il pubblico di un programma della De Filippi a sindacare sull'autenticità di sentimenti che non mi appartengono e nemmeno mi riguardano. E' un concetto di invadenza un pochino troppo lato? Forse, ma l'importante è capirsi.
La seconda qualità è la presunzione, qualità che il solito fan non mancherà di attribuirmi ma d'altronde non ho mai sostenuto di essere perfetta. La presunzione però è una gran brutta bestia perchè rende ottusi. Esistono infiniti punti di vista dai quali è possibile osservare un problema o una situazione e, oltre al proprio, occorrerebbe non rifiutarsi mai di considerare un paio di quelli altrui. Non è semplice, ma non ho mai detto che lo sia.
E voi? Avanti, cos'è che proprio non sopportate?

domenica, novembre 25, 2007

Il gabbiano

"Cosa sono i sogni?" chiese il figlio di Lia alla sua balia, con la voce infantile spezzata dal sonno.
"Sono fiabe dimenticate, storie perdute, abbandonate" rispose lei dolcemente "Ogni sogno é un mondo che raggiungiamo nel sonno, quando le nostre anime volano sulle ali degli uccelli. Da quando sono giunta in questa casa, la mia anima viaggia con un gabbiano. Non saprei dire perché, ma da questa camera che da sul mare ogni notte partiamo per terre lontane e sono nuovamente qui quando il sole irrompe nel giorno. Solo una volta ho rischiato di non tornare e di recidere il filo che mi ancorava qui. Simile ai bimbi delle fiabe che smarriscono la via di casa sedotti dai richiami delle fate, ho rischiato di perdermi nelle nebbie dei sogni, ammaliata da voci che non potrò mai dimenticare."
Il bambino si agitò nel lettino, deciso ad ascoltare la nuova storia.
"Il gabbiano é arrivato come ogni sera, le piume bianche confuse nella luce della luna. L'ho visto posarsi lieve sulle lenzuola di seta mentre già mi assaliva un noto torpore. Cullata dal respiro del bimbo nel letto accanto al mio, assopita dal profumo di sandalo e di lavanda del guanciale, la parte che custodisce la mia più profonda essenza é volata nelle terrre dell'Eterno Crepuscolo, dove non c'é conoscenza e non c'é dolore. Lì ho visto le danze del Popolo Minuto, i suoi giochi sulla riva del lago. Ho visto esseri di bellezza infinita invitarmi a ballare. Il ritmo dei tamburi era tutt'uno con il mio cuore e quando la musica cessò per un attimo fu come morire. Ma mani leggere mi condussero al banchetto nel bosco, fra cibi squisiti, aromi di incensi e foglie di agrifoglio. Seguiva i miei passi un uomo dall'aria cortese. Non aveva armi con sé ma lo distinguevano i lineamenti decisi di un guerriero. Quando ci venne offerto del vino, con gli occhi mi supplicò di non bere.
- É il succo dell'oblio- Sussurrò, e presami per mano si lanciò in una corsa furiosa tra gli alberi. Mille voci argentine ci inseguivano, rabbiose e confuse ma molto vicine. Io mi affidai al cavaliere come a un amico da tempo noto, senza neanche chiedere dove andavamo e se era davvero possibile trovare un riparo in quel paese fatato. Giungemmo sulla riva del mare, un cielo plumbeo si specchiava sulla superficie delle onde in tempesta e di colpo vidi l'uomo accasciarsi sulla sabbia, colpito in petto da una freccia d'oro. Morì tra le mie braccia... Un falco dalle piume lucide comparve nel cielo, rimasi un istante incantata a contemplare il suo volo e nella testa mi nacque un pensiero.

- Cercalo nel mondo dei tuoi ricordi, quello oltre il mare- Diceva.
Gli esseri magici erano intorno a me, decisi a ricondurmi nella città nella foresta, ma questa volta sapevo cosa avrei perduto andando via con loro e non ero disposta a pagare il prezzo. Sollevai le braccia e chiamai il gabbiano. Mi destai nel mio letto che non era ancora giorno e da allora cerco l'uomo del sogno..."
La balia sorrise guardando gli occhi del piccolo chiudersi sempre più.
"E non sei triste?" chiese il bambino con l'ultimo sforzo di volontà.
"No bimbo caro. Perché so che il mio destino é da questa parte del mare. E ora dormi".
Un pettirosso si fermò un istante sul davanzale della finestra e si rituffò nel cielo, volava sereno.

sabato, ottobre 20, 2007

Spazi emozionali

Tanto per cambiare, oggi parlerò di futilità, ma lo farò in modo tale da sembrare seria (u_U) . Intanto, come molti sanno io ho una sorella gemella. Il che mi porta a dire di essere stata in "doppia" sin dal grembo materno e quella è una località in cui, i più, hanno diritto a una singola. Non fraintendete, io ADORO avere una gemella e ADORO mia sorella, ma è il modo migliore per spiegarvi le parole che campeggiano nel titolo.
Per il 90% delle persone che conosco io non sono Ada (e neanche Lieve), non sono l'eccentrica indossatrice di cappotti colorati, non sono la strimpellatrice di chitarra da quattro soldi o un'anonima scribacchina senza talento, o perlomeno lo sono, ma non solo. Prima di ogni altra classificazione e definizione ed epiteto e soprannome io sono "una delle gemelle". Qualcuno, a questo punto, ha già intuito cosa intendo per spazio emozionale?Forse no, perchè al solito sono stata prolissa e per nulla chiara.Mi chiedo: in un mondo in cui, per mancanza di spazio, costruiamo grattacieli sempre più alti e automobili formato micromachine, e detersivi concentrati e pc portatili...in un mondo che è già così stretto, non è proprio possibile alle persone, avere uno spazio tutto per sè nella mente degli altri? Che bisogno c'è di stringersi anche lì? Avrò diritto a uno spazio emozionale tutto mio nella mente di chi mi vuole bene? Forse ce l'ho ma, diamine! E' così difficile dimostrarlo?

Diceva una certa volpe a un certo Piccolo Principe "Le parole sono fonte di malintesi..." quindi usiamole con criterio!

mercoledì, ottobre 10, 2007

Spazi mancanti

Vorrei galleggiare, in un luogo senza pareti, senza sofitti, senza gravità. Possibile invece che il mondo mi suggerisca soltanto claustrofobia?
Dove sono finite le corse che facevo da bambina? Dove sono le risate senza respiro, gli orizzonti immensi, le parole e gli sguardi che ti sfiorano il cuore e ti fanno sentiire leggera?
Come è possibile che venga a mancare la terra sotto i piedi? Non avere più un posto proprio in cui tornare, sentirsi estranei al mondo, perdere un amico senza un perchè o un percome e senza nemmeno un addio?
E dove mi porterà la tempesta che si avvicina? Forse in nessun luogo. Forse in un posto vicino, forse, finalmente, a casa.

martedì, novembre 07, 2006

E' una vita che sto in doppia


E' una vita che sto in doppia
...e con questo cosa voglio dire?
Naturalmente uso l'espressione "stare in doppia" nel suo significato più metafisico, se mai ne ha avuto uno, e se non ce l'ha glielo creo io.
C'è la solitudine e c'è il contrario della solitudine e, in mezzo, esiste il vivere in doppia.
Qualcosa o qualcuno che non ti fa sentire i freddi siderali, le turbe emotive e gli sfinimenti cosmici tipici di tutti quei momenti in cui sei davvero sola come un gambo di sedano...vivere in doppia, in un certo senso ti fa stare bene. Ti fa stare bene anche quando vivi in doppia in senso solo mentale. Scopri che qualcuno, lontano miliardi di miliardi di chilometri, in Cina, in Giappone o magari su Marte, ha detto, fatto, pensato, disegnato, una cosa che all'incirca, più o meno, pressapoco, avevi detto, fatto, pensato o disegnato anche tu. E in tutto ciò trovi una sorta di...comunione spirituale con il mondo che, se anche non ti fa sentire un genio, perlomeno ti fa sentire cool.
Ma qual è la contropartita? Qual è il risvolto, direte voi che, per disgrazia o per fortuna, siete inciampati in questo maldestro blog di periferia?C'è che in doppia si divide e si condivide.
C'è che in doppia si sta anche quando si vuole stare da soli.
C'è che in doppia c'è sempre rumore e che quindi, in doppia, si rinuncia al silenzio.Questo blog è la prima "camera singola" della mia vita.Un luogo bislacco in cui esporre la mia filosofia del doppio e altro ancora.
E se qualcuno vorrà intervenire per dire la sua, mi farà piacere. Apriremo tutte le stanze di questa immensa villa, e ci sarà posto per tutti.
E se nessuno passerà di qui o sarà interessato alle mie parole, vorrà dire che, quantomeno, avrò un posto per pensare in silenzio e quando mi annoierò potrò semplicemente chiudere a chiave e magari cercarmi un altro posto.Non è la solitudine che mi spaventa. E' il non avere alternativa.Perciò, se voglio, posso anche ballare da sola.