Lo ammetto. Sono un po' esterofila. Amo il mondo in tutta la sua variegata diversità e spero sempre che un viaggio, qualsiasi viaggio, mi porti di fronte a qualcosa che possa stupirmi. E poi amo la gente, mi piace vedere come cambia da un luogo all'altro: quello che pensa, quello che fa, come vive...E più di tutto amo il modo in cui i luoghi cambiano le persone. Se conosci un viaggiatore te ne accorgi subito, per qualcosa nella maniera in cui parla, in cui si guarda intorno, per il modo in cui ragiona. Non si tratta della "provenienza", non importa se uno è americano, o australiano o filippino. Quello che conta è che, finlandese o creolo che sia, si sia trovato lontano da casa, perchè quella lontananza, quell'essere diversi, quell'essere visitatori, apre la mente e rende elastici. Credo che renda anche più ottimisti e in alcuni casi, riconoscenti. Non riesco a immaginare una ragazza con uno zaino in spalla, sotto una piramide o al padiglione d'oro, che non si senta fortunata.
Infinite partenze sono possibili solo con infiniti ritorni. Ho conosciuto persone grate di ogni partenza e ogni ritorno. Erano persone felici o almeno determinate a trovarla, la felicità e io penso che se non si ha paura di conoscere e di esplorare, la felicità arriva.
Poi magari la felicità abita sotto casa tua, ma la ricerca...la ricerca ti rende migliore.
Si capisce che ho voglia di partire?
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domenica, gennaio 29, 2012
Un posto, nel mondo
mercoledì, gennaio 28, 2009
C'è un tempo perfetto per fare silenzio guardare il passaggio del sole d'estate e saper raccontare ai nostri bambini quando è l'ora muta delle fate
Dio, è proprio tanto che piove e da un anno non torno da mezz'ora sono qui arruffato dentro una sala d'aspetto di un tram che non viene.
Questo post sarà l'ultimo, o almeno lo sarà per il tempo che ci vorrà. E la causa è l'inquietudine che mi ha preso in questi ultimi mesi e che, adesso più che mai, mi impedisce di essere Lieve. Quando ho iniziato a scrivere in questo spazio, essere lieve mi ha molto aiutata, non sarò mai in grado di spiagarlo a chi non c' è passato, ma la leggerezza è stata una cura miracolosa per il peso che mi portavo nel cuore. Adesso però ci sono altre cose che devo affrontare e non riesco a essere autenticamente Lieve. Forse non è un buon motivo per smettere di scrivere, ma sicuramente è un buon motivo per smettere di scrivere qui, perchè queste pagine virtuali per me hanno un significato e mi sembrerebbe quasi di profanarlo continuando lo stesso. Esistono infiniti spazi e infiniti tempi. Al momento per me questo non è il tempo per scrivere qui. Grazie a tutti coloro che hanno letto i miei deliri, baciotti a tutti voi...ma non vi saluto perchè tanto, nei vostri blog, continuerò a girellare lo stesso :)
Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.
Questo post sarà l'ultimo, o almeno lo sarà per il tempo che ci vorrà. E la causa è l'inquietudine che mi ha preso in questi ultimi mesi e che, adesso più che mai, mi impedisce di essere Lieve. Quando ho iniziato a scrivere in questo spazio, essere lieve mi ha molto aiutata, non sarò mai in grado di spiagarlo a chi non c' è passato, ma la leggerezza è stata una cura miracolosa per il peso che mi portavo nel cuore. Adesso però ci sono altre cose che devo affrontare e non riesco a essere autenticamente Lieve. Forse non è un buon motivo per smettere di scrivere, ma sicuramente è un buon motivo per smettere di scrivere qui, perchè queste pagine virtuali per me hanno un significato e mi sembrerebbe quasi di profanarlo continuando lo stesso. Esistono infiniti spazi e infiniti tempi. Al momento per me questo non è il tempo per scrivere qui. Grazie a tutti coloro che hanno letto i miei deliri, baciotti a tutti voi...ma non vi saluto perchè tanto, nei vostri blog, continuerò a girellare lo stesso :)
Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.
sabato, gennaio 17, 2009
Una stanza tutta per sè.
Dopo la stanza singola, il mio nuovo sogno è un monolocale o_0
che vaneggiava di
Cause Perse,
Deliri e Catastrofi,
Papaveri e Papere,
Spazi
lunedì, dicembre 08, 2008
In viaggio nel tempo
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Deliri,
Dubbi Amletici,
Leggerezze,
Spazi
domenica, luglio 13, 2008
My place
che vaneggiava di
Leggerezze,
Pseudofilosofia di terz'ordine,
Spazi
sabato, luglio 05, 2008
Ma tu chi sei che avanzando nel buio inciampi nei miei più segreti pensieri?
Nella notte di Tanabata, la settima notte del settimo mese, Altair e Vega si incrociarsi nel cielo... Quando nelle notti estive contemplo il cielo e quel fiume lattiginoso mi si para davanti, spesso la mia mente indugia su questo racconto.
Chissà perchè gli amori infelici sono anche i più belli.
Deve essere bello non avere dubbi al punto di aspettare con fiducia l'unica persona di cui abbiamo bisogno.
Aspettarla con l'unica certezza che la perderemo di nuovo..
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Spazi,
Titoletti fuorvianti
sabato, maggio 24, 2008
Nutrimento dei sogni, continua fluidità, testimone di ogni dolore rivelatrice di verità...
Se si parla di musica si affronta un argomento vasto come il tempo e profondo come lo spazio. La musica è informe, mutevole, si adatta ai nostri stati d'animo e a volte li condiziona. La musica è popolare, perchè piace a tutti, nessuno escluso, ed è personale, perchè c'è una sola musica per ognuno di noi. La musica diverte, commuove, emoziona, indigna, la musica a volte anche stanca. Le canzoni di cui parlerò non sono le mie "preferite", come chiedeva un certo Meme, ma sono canzoni che mi ricordano qualcosa, lo faranno per molto tempo.
C'è Sally, alle cui note divento romantica più che malinconica forse perchè in me gli sguardi provocano ancora turbamenti...
Our farewell, una bellissima canzone che non posso fare a meno di odiare. Nonostante le parole del testo, per me è stata la canzone di un addio, ma non è per questo che la odio: la odio perchè è una canzone d'amore e avrei desiderato che parlasse d'altro...
Sentimiento Nuevo è legata a un cd, a una persona...mi mette di buon umore e mi ricorda che sono amata. Mi ricorda che posso essere amata anche senza saperlo.
E poi c'è More then Words, ho scritto questa, ma c'è un intero repertorio di canzoni da spiaggia che lego al ricordo di estati che non finiscono mai, di pomeriggi sulla spiaggia con gli amici e con una chitarra. Oh, lo so che queste cose non sono più di moda, ma chissà che un giorno non tornino ad essere in voga :)
venerdì, febbraio 22, 2008
Non siamo soli nell'immenso vuoto che c'è...
Astrofili dilettanti e semplici curiosi, osservatori distratti e altri più interessati, con il naso all'insù hanno assistito a questo piccolo fenomeno e probabilmente, almeno per qualche istante, i loro pensieri si sono rivolti a un altrove indefinitivamente lontano, a spazi così distanti da non trovare neanche definizione.
Quando andavo al liceo, avevo il pallino per la geografia astronomica. A quel tempo avrei saputo elencare i nomi di tutte le lune di Giove e riconoscevo almeno le costellazioni più importanti di questo emisfero :P, e poi mi interessava l'ufologia, la fantarcheologia, i cerchi nel grano... Intendiamoci, non credo che le piramidi siano state costruite da civiltà aliene e nemmeno che ogni giorno qualche anonimo terrrestre venga rapito e sottoposto a misteriose analisi da intelligenze di un altro pianeta, però mi interessava sentire i motivi che avevano indotto altri a crederlo. Ciò non toglie che agli extraterrestri ci credo. Non ritengo che se ne vadano in giro per le galassie ad arrecare fastidio agli altri, ma penso che stiano laggiù, nella loro parte di universo, a vivere una vita che segue altri schemi, altri canoni, altre leggi. E penso che vada bene così. Non siamo soli nell'universo, ma da quegli Altri ci separano distanze fisiche e temporali tali che mi inducono a pensare che, probabilmente per sempre, potremo soltanto immaginarci a vicenda.
che vaneggiava di
Cronaca Fuxia,
Deliri,
Pensieri strani,
Spazi
martedì, febbraio 05, 2008
Finestre sui mondi
E da quel mondo minuscolo riesco a sentirlo, l'immenso mondo là fuori, così bello e poeticamente crudele...
Non c'è che dire, mi piacciono le finistre anche se a volte mi fanno pensare troppo, e può far male.
che vaneggiava di
Deliri,
DolceMente,
Leggerezze,
Pensieri strani,
Pseudofilosofia di terz'ordine,
Spazi
sabato, gennaio 05, 2008
Di spazi, domande, chihuahua e altre amenità
La seconda qualità è la presunzione, qualità che il solito fan non mancherà di attribuirmi ma d'altronde non ho mai sostenuto di essere perfetta. La presunzione però è una gran brutta bestia perchè rende ottusi. Esistono infiniti punti di vista dai quali è possibile osservare un problema o una situazione e, oltre al proprio, occorrerebbe non rifiutarsi mai di considerare un paio di quelli altrui. Non è semplice, ma non ho mai detto che lo sia.
E voi? Avanti, cos'è che proprio non sopportate?
domenica, novembre 25, 2007
Il gabbiano
"Sono fiabe dimenticate, storie perdute, abbandonate" rispose lei dolcemente "Ogni sogno é un mondo che raggiungiamo nel sonno, quando le nostre anime volano sulle ali degli uccelli. Da quando sono giunta in questa casa, la mia anima viaggia con un gabbiano. Non saprei dire perché, ma da questa camera che da sul mare ogni notte partiamo per terre lontane e sono nuovamente qui quando il sole irrompe nel giorno. Solo una volta ho rischiato di non tornare e di recidere il filo che mi ancorava qui. Simile ai bimbi delle fiabe che smarriscono la via di casa sedotti dai richiami delle fate, ho rischiato di perdermi nelle nebbie dei sogni, ammaliata da voci che non potrò mai dimenticare."
Il bambino si agitò nel lettino, deciso ad ascoltare la nuova storia.
"Il gabbiano é arrivato come ogni sera, le piume bianche confuse nella luce della luna. L'ho visto posarsi lieve sulle lenzuola di seta mentre già mi assaliva un noto torpore. Cullata dal respiro del bimbo nel letto accanto al mio, assopita dal profumo di sandalo e di lavanda del guanciale, la parte che custodisce la mia più profonda essenza é volata nelle terrre dell'Eterno Crepuscolo, dove non c'é conoscenza e non c'é dolore. Lì ho visto le danze del Popolo Minuto, i suoi giochi sulla riva del lago. Ho visto esseri di bellezza infinita invitarmi a ballare. Il ritmo dei tamburi era tutt'uno con il mio cuore e quando la musica cessò per un attimo fu come morire. Ma mani leggere mi condussero al banchetto nel bosco, fra cibi squisiti, aromi di incensi e foglie di agrifoglio. Seguiva i miei passi un uomo dall'aria cortese. Non aveva armi con sé ma lo distinguevano i lineamenti decisi di un guerriero. Quando ci venne offerto del vino, con gli occhi mi supplicò di non bere.
- É il succo dell'oblio- Sussurrò, e presami per mano si lanciò in una corsa furiosa tra gli alberi. Mille voci argentine ci inseguivano, rabbiose e confuse ma molto vicine. Io mi affidai al cavaliere come a un amico da tempo noto, senza neanche chiedere dove andavamo e se era davvero possibile trovare un riparo in quel paese fatato. Giungemmo sulla riva del mare, un cielo plumbeo si specchiava sulla superficie delle onde in tempesta e di colpo vidi l'uomo accasciarsi sulla sabbia, colpito in petto da una freccia d'oro. Morì tra le mie braccia... Un falco dalle piume lucide comparve nel cielo, rimasi un istante incantata a contemplare il suo volo e nella testa mi nacque un pensiero.
- Cercalo nel mondo dei tuoi ricordi, quello oltre il mare- Diceva.
Gli esseri magici erano intorno a me, decisi a ricondurmi nella città nella foresta, ma questa volta sapevo cosa avrei perduto andando via con loro e non ero disposta a pagare il prezzo. Sollevai le braccia e chiamai il gabbiano. Mi destai nel mio letto che non era ancora giorno e da allora cerco l'uomo del sogno..."
La balia sorrise guardando gli occhi del piccolo chiudersi sempre più.
"E non sei triste?" chiese il bambino con l'ultimo sforzo di volontà.
"No bimbo caro. Perché so che il mio destino é da questa parte del mare. E ora dormi".
Un pettirosso si fermò un istante sul davanzale della finestra e si rituffò nel cielo, volava sereno.
sabato, ottobre 20, 2007
Spazi emozionali
Tanto per cambiare, oggi parlerò di futilità, ma lo farò in modo tale da sembrare seria (u_U) . Intanto, come molti sanno io ho una sorella gemella. Il che mi porta a dire di essere stata in "doppia" sin dal grembo materno e quella è una località in cui, i più, hanno diritto a una singola. Non fraintendete, io ADORO avere una gemella e ADORO mia sorella, ma è il modo migliore per spiegarvi le parole che campeggiano nel titolo.
Per il 90% delle persone che conosco io non sono Ada (e neanche Lieve), non sono l'eccentrica indossatrice di cappotti colorati, non sono la strimpellatrice di chitarra da quattro soldi o un'anonima scribacchina senza talento, o perlomeno lo sono, ma non solo. Prima di ogni altra classificazione e definizione ed epiteto e soprannome io sono "una delle gemelle". Qualcuno, a questo punto, ha già intuito cosa intendo per spazio emozionale?Forse no, perchè al solito sono stata prolissa e per nulla chiara.Mi chiedo: in un mondo in cui, per mancanza di spazio, costruiamo grattacieli sempre più alti e automobili formato micromachine, e detersivi concentrati e pc portatili...in un mondo che è già così stretto, non è proprio possibile alle persone, avere uno spazio tutto per sè nella mente degli altri? Che bisogno c'è di stringersi anche lì? Avrò diritto a uno spazio emozionale tutto mio nella mente di chi mi vuole bene? Forse ce l'ho ma, diamine! E' così difficile dimostrarlo?
Diceva una certa volpe a un certo Piccolo Principe "Le parole sono fonte di malintesi..." quindi usiamole con criterio!
Per il 90% delle persone che conosco io non sono Ada (e neanche Lieve), non sono l'eccentrica indossatrice di cappotti colorati, non sono la strimpellatrice di chitarra da quattro soldi o un'anonima scribacchina senza talento, o perlomeno lo sono, ma non solo. Prima di ogni altra classificazione e definizione ed epiteto e soprannome io sono "una delle gemelle". Qualcuno, a questo punto, ha già intuito cosa intendo per spazio emozionale?Forse no, perchè al solito sono stata prolissa e per nulla chiara.Mi chiedo: in un mondo in cui, per mancanza di spazio, costruiamo grattacieli sempre più alti e automobili formato micromachine, e detersivi concentrati e pc portatili...in un mondo che è già così stretto, non è proprio possibile alle persone, avere uno spazio tutto per sè nella mente degli altri? Che bisogno c'è di stringersi anche lì? Avrò diritto a uno spazio emozionale tutto mio nella mente di chi mi vuole bene? Forse ce l'ho ma, diamine! E' così difficile dimostrarlo?
Diceva una certa volpe a un certo Piccolo Principe "Le parole sono fonte di malintesi..." quindi usiamole con criterio!
mercoledì, ottobre 10, 2007
Spazi mancanti
Dove sono finite le corse che facevo da bambina? Dove sono le risate senza respiro, gli orizzonti immensi, le parole e gli sguardi che ti sfiorano il cuore e ti fanno sentiire leggera?
Come è possibile che venga a mancare la terra sotto i piedi? Non avere più un posto proprio in cui tornare, sentirsi estranei al mondo, perdere un amico senza un perchè o un percome e senza nemmeno un addio?
E dove mi porterà la tempesta che si avvicina? Forse in nessun luogo. Forse in un posto vicino, forse, finalmente, a casa.
martedì, novembre 07, 2006
E' una vita che sto in doppia
E' una vita che sto in doppia
...e con questo cosa voglio dire?
Naturalmente uso l'espressione "stare in doppia" nel suo significato più metafisico, se mai ne ha avuto uno, e se non ce l'ha glielo creo io.
C'è la solitudine e c'è il contrario della solitudine e, in mezzo, esiste il vivere in doppia.
Qualcosa o qualcuno che non ti fa sentire i freddi siderali, le turbe emotive e gli sfinimenti cosmici tipici di tutti quei momenti in cui sei davvero sola come un gambo di sedano...vivere in doppia, in un certo senso ti fa stare bene. Ti fa stare bene anche quando vivi in doppia in senso solo mentale. Scopri che qualcuno, lontano miliardi di miliardi di chilometri, in Cina, in Giappone o magari su Marte, ha detto, fatto, pensato, disegnato, una cosa che all'incirca, più o meno, pressapoco, avevi detto, fatto, pensato o disegnato anche tu. E in tutto ciò trovi una sorta di...comunione spirituale con il mondo che, se anche non ti fa sentire un genio, perlomeno ti fa sentire cool.
Ma qual è la contropartita? Qual è il risvolto, direte voi che, per disgrazia o per fortuna, siete inciampati in questo maldestro blog di periferia?C'è che in doppia si divide e si condivide.
C'è che in doppia si sta anche quando si vuole stare da soli.
C'è che in doppia c'è sempre rumore e che quindi, in doppia, si rinuncia al silenzio.Questo blog è la prima "camera singola" della mia vita.Un luogo bislacco in cui esporre la mia filosofia del doppio e altro ancora.
E se qualcuno vorrà intervenire per dire la sua, mi farà piacere. Apriremo tutte le stanze di questa immensa villa, e ci sarà posto per tutti.
E se nessuno passerà di qui o sarà interessato alle mie parole, vorrà dire che, quantomeno, avrò un posto per pensare in silenzio e quando mi annoierò potrò semplicemente chiudere a chiave e magari cercarmi un altro posto.Non è la solitudine che mi spaventa. E' il non avere alternativa.Perciò, se voglio, posso anche ballare da sola.
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