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mercoledì, ottobre 14, 2015

Io non tremo. E' solo un po' di me che se ne va.

Inizi ad ascoltare musica e tutto a un tratto ti senti un po' filosofa. L'ora è tarda e le canzoni sono di  un rock cupo, spaventato e fragile e finisce che ti senti cupa, spaventata e fragile anche tu ma, per qualche misterioso motivo, avverti una sorta di nobiltà e purezza in quelle sensazioni. Come se essere in grado provarle ti rendesse speciale, tu che speciale non ti eri mai sentita.

 Ai deliri notturni ci sono abituata ma questa strana consapevolezza è qualcosa di nuovo. Mi sento connessa con il mondo in modo insolito...vedo segni, coincidenze...non mi dicono che andrà tutto bene, no, questo no. Ma dicono che tutto, in qualche modo andrà avanti. Le situazioni si evolvono e se non mi freno, mi evolverò anche io.

e non è certo il tempo/ quello che ti invecchia e ti fa morire/ma tu rifiuti di ascoltare ogni segnale che ti può cambiare/perchè ti fa paura quello che succederà/se poi ti senti uguale

giovedì, novembre 27, 2014

"Forgive me" is all that you can't say...

Lo so, lo so. Lo so. In certi contesti le parole non servono. Gli sguardi, bla bla bla bla, tutto vero, tutto giusto, ma chi legge questo blog dovrebbe ormai sapere che io sono per la comunicazione, meglio se diretta. C'è qualcuno là fuori, che mi deve delle scuse. Una vagonata di scuse. E il fatto che non sia qui a farmele mi crea un problema e mi indispone.
Sento già una vocina petulante che sussurra "Ma tanto con le scuse che ci fai? Risolvono forse qualcosa?!". Ebbene vocina petulante, sì! In tutta onestà, delle scuse, sentite, mi farebbero stare meglio. Negarmele è un ulteriore segno di bassezza e pochezza d'animo. Quando si agisce male, chiedere perdono è necessario, non serve solo a dare un briciolo di soddisfazione a chi ha subito il torto, ma a mio avviso è un'ammissione di colpa che stabilisce che un confine è stato violato e non doveva esserlo. Se non senti di dover chiedere scusa a qualcuno, non hai preso atto del fatto che gli hai fatto del male, che hai oltrepassato  un limite, oppure, il chè è peggio, lo sai e  non te ne frega niente.
Chiedere perdono, se sbagliamo, ci rende migliori. Oddio, non farà di noi dei premi Nobel, ma sicuramente ci rende migliori di chi non lo fa.
Ricordatevene la prossima volta che l'orgoglio, la presunzione o il menefreghismo vi suggerirà di stare in silenzio. Ricordatevene soprattutto se decidete di fare qualcosa a me! 

lunedì, dicembre 02, 2013

Music’s the reason why I know time still exists

Vorrei vivere guardando orizzonti.
Cavoli, se ci ho provato. Ho cercato ispirazione in obiettivi più grandi di me, ho guardato tutto in prospettiva, ho proiettato me stessa lontano nel tempo...Perchè, come tutti, mi piacerebbe avere una rassicurazione su quello che mi aspetta tra 5, 10, 50 anni. Ma indovinate un po'?
Non ne ho idea.
Non riesco neanche lontanamente a immaginarlo.
Non ho una vita facile da immaginare. Non ho intrapreso uno di quei percorsi di cui si prevede ogni curva e ogni possibile deviazione, e non lo dico con orgoglio, perché a volte sarebbe bello non avere tutti i dubbi e le incertezze che mi accompagnano ogni giorno.
Avere un porto sicuro. Una sfavillante carriera. Una persona su cui contare.
Non posso permettermi una felicità basata sulla progettualità, però io ho dei momenti.
Ho questi momenti che sono come l'esplosione di una supernova, che porta il giorno nel cielo già trapuntato di stelle. Non lo so se chi vive in una scia di sogni avverati ha comunque momenti come questi. Forse sì, ma sospetto che in qualche modo per me valgano di più.
Non so se fra una settimana, un mese o un anno questa gioia sarà rimpiazzata da rimpianto, rabbia o tristezza però avrò per sempre la consapevolezza di aver vissuto un attimo in cui il mio cuore ha danzato.

Ricorderò che era notte ed era autunno, ero sotto gli alberi in mezzo alla città. 
E c'era la musica.
C'erano i ballerini, e c'era la musica.
Life isn't about waiting for the storm to pass...It's about learning to dance in the rain.


domenica, settembre 09, 2012

Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto


La razza umana si avvia all'auto-distruzione. Posso affermarlo  con certezza perché ormai non ci accontentiamo delle difficoltà della vita reale, e no... ci siamo inventati il web! Un labirinto di specchi dove è facile perdersi e incontrarsi e dove, soprattutto, nascono gli  amori! Amori impossibili, amori incredibili, sbalorditivi. Amori, permettetemelo, spesso fasulli. Ammettiamolo. L'anonimato e il mistero della rete ha fatto sì che tutti ci sentissimo, almeno una volta, i Romeo e la Giulietta di turno.
Eppure  Romeo e Giulietta sono morti, mentre noi siamo ancora qui, a lamentarci o a innamorarci del prossimo che ci dedicherà un sonetto di Shakespeare. Ovviamente, del web, non posso dire solo peste e corna, dopotutto le persone che vi bazzicano sono le stesse che incrociano i nostri destini a lavoro, per strada, nel parco, alla posta... Ciò da cui diffido sono le relazioni che si sviluppano sul web e si protraggono - ma solo virtualmente - per anni, senza passare al piano reale e che sviluppano,  nel giro di una sera o poco più, un livello di confidenza e di (presunta) conoscenza che non attribuiremmo nemmeno al nostro migliore amico.
 "Mi sembra di conoscerti da una vita...Con te sento di poter parlare di qualsiasi cosa".
Ebbene, intanto ti sembra, ma mi conosci da poco più di un paio d'ore e...sì, mi stai raccontando qualsiasi cosa! Ma proprio tutto. Anche cose che dal vivo non mi diresti nemmeno da ubriaco! Il problema però è che, tecnicamente, in chat, non stiamo veramente parlando. Chattiamo.  E, credimi, sconosciuto chattatore del mistero: non è la stessa cosa. Chattare mi da il tempo di riflettere su frasi ad effetto e saggi consigli da rifilarti. Mi permette di googolare argomenti di cui non so un piffero e all'occorrenza di aprire un sondaggio sul mio blog per 
capire cosa vogliono dire gli acronimi di cui infarcisci la conversazione, tipo TADBMVDB.Per quanto ne puoi  sapere, mentre mi spiattelli i particolari del tuo tentato suicidio, i maltrattamenti subiti da bambino, la ragazza che ti ha lasciato per tuo padre e altre amenità di questo tipo, io ballo la polka nel salotto di casa mentre detto le risposte alla mia scimmietta domestica. Ma va bene, ammetto  che non necessariamente si deve incappare in uno psicopatico. Però il rischio c'è. Ed è alto. Perché dietro lo schermo del pc ci sentiamo al sicuro e di conseguenza abbassiamo le difese. E questo, più o meno, è ciò che penso dell'amore on line: in qualche modo e per alcuni, esiste, ma non è più facile da trovare che off line. Come potrebbe? Io che scrivo questo post sono la stessa persona che ogni mattina prende il caffè nel bar sotto l'ufficio. Ho avuto storie belle e brutte, brevi, intense e l'unica cosa che ho imparato è che per capire una persona devi guardarla in faccia e, spesso, non basta nemmeno quello. E poi, naturalmente, ci vuole fortuna. E ce ne vuole tanta.

martedì, maggio 29, 2012

I still haven't found what I'm looking for

Due giorni fa una pankabestia mi ha salvato da una fine ignominosa, urlando come una pazza per farmi scansare dalla traiettoria di un autobus che altrimenti mi avrebbe investito come nella miglior tradizione di Final Destination.
Questo episodio mi ha fatto riflettere, non solo sul fatto che, passati i 30, non so ancora attraversare in sicurezza la strada ma soprattuto che 5 minuti prima, non avrei scommesso un eurocent sulla possibilità che quella ragazza con il cranio rasato per metà, avrebbe giocato un ruolo così importante nella mia giornata. Secondo il mio amico M. trattasi di incontro carmico e la ragazza avrebbe ricambiato un favore ricevuto in un'altra vita...Ma questa è un'altra storia. L'ovvia riflessione legata a questo episodo è che l'apparenza inganna, ma non è la sola: in un mondo in cui si trovano salvezza e risposte nei luoghi e con le persone più impensate, come capire dove cercare? 

In un mondo perfetto, per ottenere il lavoro dei propri sogni, basterebbe recarsi all'ufficio di collocamento. L'appuntamento al buio organizzato dagli amici basterebbe a incontrare l'uomo della vita (e secondo M. anche quello delle vite precedenti). In quello stesso mondo perfetto, a salvarmi  sarebbe stato Superman, che mi avrebbe depositato svolazzando sul tetto di un grattacielo, lasciandomi lì a domandarmi se avrei trovato un ascensore per scendere o se mi sarebbe toccato fare le scale.
Nella realtà la vita è la quintessenza del caos e raramente  le coppie di calzini si trovano ordinate nel cassetto della biancheria pulita! Uno forse sì, ma l'altro generalmente è in un luog
o molto più casuale, tipo il frigo.
E quindi? Bisogna smettere di c
ercare e aspettare che il caso ci condu
ca dove vuole, o è meglio continuare a comportarsi come se davvero sapessimo dove andare e come fare?
Mi rendo conto che è un pensiero anche più ingarbugliato del solito, ma mi piacerebbe che qualcuno lo afferrasse. Mi ha travolta come un'illuminazione.
O forse, è solo che sono fulminata...



Buonanotte ai sognatori.

giovedì, gennaio 05, 2012

That don't impress me much


I maschi sono egocentrici. I maschi italiani anche un po' più della media, e qui devo dare la colpa alle mamme, che hanno contribuito  a inculcare l'autovenerazione nelle loro tenere menti. Vediamo come": Oggi facciamo la pasta al pesto senza basilico, perchè a Gigetto non piacciono le verdure!".
Bravo Gigetto, nel cui nome si è compiuto un attentato alla cucina italiana! Quello stesso Gigetto, da grande, sarà incapace di parlare di altri che di se stesso, avrà scarso interesse per le vite altrui e, cosa ancora più grave, continuerà a servire ai suoi ospiti piatti modificati secondo il suo discutibile gusto. Ugualmente, la ragazza con cui Gigetto è uscito un paio di volte, si sentirà dire, mentre si lima placidamente le unghie "Eustachia, io sono una persona complessa, con profondi drammi esistenziali, e io...io vedo che stai soffrendo per me, eppure io non volevo farti soffrire!".

Gigetto, a parte che sei riuscito a dire "io" 4 volte nella stessa frase, e poi Eustachia non sta soffrendo, sta solo soffiando sulle unghie per fare asciugare lo smalto.
Ci vuole una gran dose di autostima per credere di poter far soffrire una persona (sentimentalmente parlando ovviamente) ma in realtà non è così semplice.  Innanzitutto bisogna avere una presa significativa sull'altra, io per esempio mi interesso a qualcuno se si distingue per gentilezza, per buon umore, per carattere. Poi, naturalmente bisogna aver condiviso. Non si può aver nostalgia di ciò che non si è mai avuto. Certo, molte 13 enni potrebbero dire che soffrono d'amore per il cantante dei Tokyo Hotel, ma come sapete non ho molta stima delle 13 enni. E neanche dei Tokyo Hotel.
Questo della condivisione è un punto molto importante, perchè il tipico maschio egocentrico tende a pensare che il suo fascino latino faccia svenire le donne con la sola imposizione dello sguardo. Non funziona così.

Il fatto che una donna sia ben disposta nei tuoi confronti non significa che ti ami alla follia. Non significa nemmeno che ti desideri alla follia. Significa solo che è ben disposta nei tuoi confronti. E a quel punto tu, Gigetto, potrai decidere se farla addormentare spiegandole come il tuo corpo e il tuo spirito siano patrimonio del genere femminile e di come questo potrebbe procurarle infinita sofferenza o puoi scegliere di stare zitto.
Io ti consiglio la seconda opzione. Dicevo della condivisione...bisogna avere un trascorso insieme, giorni, mesi, anni, per poter ferire una persona. E bisogna, in quel tempo aver donato molto di sè, bisogna esserci stati nei momenti in cui era importante esserci, e aver risposto a promesse, proposte, desideri. In poche parole Gigetto, se vuoi  essere veramente importante per qualcuno, quel qualcuno deve essere importante per te. In caso contrario, non preoccuparti di poter far soffrire nessuno. A meno che tu non abbia buffi capelli alla Dragonball e il tuo cavallo di battaglia sia Monsoon.

domenica, ottobre 23, 2011

Pianta il tuo giardino e decora la tua anima...

...Invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
Come consiglio è giusto, giustissimo. Non va bene lamentarsi, non va bene restare a casa a mangiare biscottini al cioccolato e a guadare Star Trek! Insomma,  non puoi pensare che il principe azzurro, o la principessa rosa, busseranno alla porta per  invitarti a cena, e nemmeno che se ti fai  crescere i capelli alla Raperonzolo e li butti giù dalla finestra  qualcuno ci si arrampicherà su!
Però è anche vero che ci educano male.
Voglio dire, da piccoli ci riempiono la testa di queste fiabe sovversive. Sì, sovversive! Perchè sovvertono la realtà. Prendiamo la Bella Addormentata. Come dice lo stesso nome,  potrebbe essere un'icona per dei nullafacenti figli di papà. Sposa un principe, vive per sempre felice e contenta, e cosa fa per meritarlo? Dorme! Per tutta la durata della fiaba lei dorme. E Biancaneve? Cosa fa Biancaneve affinchè il principe si innamori di lei? Dorme anche lei. 
Che insegnamento dovrebbe trarne un bambino?!
I dodi si estinguono, vengono scoperti nuovi continenti, qualcuno lancia la moda dei pantaloni a zampa di elefante e in tutto ciò le principesse delle fiabe dormono e sposano principi. Non mi sembra giusto.
Oppure ci sono quelle che baciano rospi e si ritrovano accanto uno dei California Dream Men. Baciano bestie  e compare Neri Degli Uberti , sposano poveri e diventano mogli del Sultano del Brunei.  Nella mia esperienza personale un rospo resta sempre e comunque un rospo. Anzi, a volte diventa un rospo grasso.

Noi ragazze moderne non siamo come queste principesse.  Noi non dormiamo, non aspettiamo che qualcuno ci venga a salvare, non abbiamo servitori, lampade e specchi magici, e non andiamo in giro a mordere mele avvelenate!
E però, nonostante ciò che ho scritto sia vero, sarebbe bello svegliarsi la mattina e scoprire che il principe non solo ci ha trovate ma una volta tanto ha fatto tutto per bene, tutto come volevamo che fosse.
E questo non perchè siamo pigre ma perchè in fondo in fondo, siamo tutte un po' principesse.
Ma solo un po'.

martedì, maggio 24, 2011

E ti giuro non volevo...!

La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Lo sa bene Brooke, la bionda di Beautiful che tra le tante avventure rimane incinta del marito della figlia. Brooke non aveva  intenzione di ferire i sentimenti della povera Bridget e ad ogni buon conto amava Deacon!
Senza scomodare le telenovelas, la storia moderna è piena di casi in cui gli eventi prendono, per i protagonisti, una piega inaspettata. Ma era davvero così inaspettata?
"Non volevo far male a nessuno!", dice l'ubriaco al volante dell'autobus dopo aver fatto strage di una famiglia di porcospini che attraversavano ignari la strada. Ma ci sarà un motivo se 90 è il limite di velocità e non del tasso alcolemico?
"Non volevo attirare l'attenzione!" dice Pippa Middleton all'indomani delle nozze di Kate.
E allora perchè ti sei vestita da sposa anche tu?!
E Zidane, certo non voleva prendere a testate Materazzi...Quindi ha avuto uno spasmo muscolare?

Il problema è che di questi tempi nessuno si assume le proprie responsabilità. Cioè non puoi dire che tu "non volevi" quando l'unica conseguenza logica di ciò che hai fatto non poteva che essere quella. Se compri vernice fuxia e la usi per dipingere casa, poi non puoi venirmi a dire che non volevi una casa fuxia. Se ti iscrivi a un corso di sanscrito ma poi mi dici che in realtà il tuo sogno è studiare norvegese io non posso che pensare che hai seri problemi mentali.
"Non è la donna con cui voglio passare la vita" e allora perdindirindina, perchè la sposi?!

E tu, sì dico a te Miss Italia! Basta con questa storia che in realtà al concorso ti ha iscritto tua madre! Vuoi davvero farmi credere che mentre tu piangevi disperata perchè desideravi preparare l'esame di matematica  lei ti urlava "Debosciata, fila a fare la manicure!"?
Occorre davvero prendersi le proprie responsabilità. Su alcuni eventi non abbiamo il controllo, su altri sì. Ricordatevelo quando scoprirete di vivere in una casa Fuxia e non smettete mai di chiedervi "Se non lo voglio, allora perchè lo faccio?" 

domenica, maggio 15, 2011

Ogni cosa è illuminata

Delle volte nuvoloni neri si ammassano all'orizzonte. Sappiamo che portano catastrofe e sventura ma il massimo che possiamo fare è rifugiarci in casa. Sempre che la casa non ci crolli in testa. Il sereno invece non è annunciato proprio da niente, risultando improvviso e per questo ancora più gradito.  Accade anche però che mentre fuori il cielo si rischiara tu continui a startene al riparo nella tua cantina, giocando con la muffa e innaffiando il gatto...O forse il contrario, ma non è questo il punto. Negli ultimi tempi Qualcuno mi ha fatto notare che l'uragano me lo stavo solo immaginando. Naturalmente non basta che una cosa sia detta perchè diventi vera ma  le frasi giuste, dette dalle persone giuste hanno il potere di rendere tutto reale. In passato ho  avuto poca fiducia nell'umanità, io ho fatto di tutto per lei, perfino donare l'8 per mille, e lei cosa faceva per me? Niente! Per cui se una persona qualsiasi mi dicesse all'improvviso cose del tipo "Sei arguta! Sei spiritosa! Sei bella! Sei una blogger di talento! Hai dei capelli stupendi! "  io lo guarderei con sospetto, ma fortunatamente non è stata una persona a caso nell'umanità a dirmi che non c'era motivo per stare male. E stata una persona che aveva il potere di renderlo reale. La vita fa percorsi incredibili e poi si rimette sui binari che le sono destinati da sempre. Tutte le cose accadono per un motivo. Ogni cosa è illuminata e la bellezza è negli occhi di chi ti guarda.
Il significato di tutto ciò ve lo spiego un'altra volta. O forse no.

giovedì, aprile 14, 2011

C’è un fiore…Credo che mi abbia addomesticato.

Esiste al mondo qualcuno che vi ha fatto pensare "C'è riuscito, mi ha addomesticato" ? E con questo non mi aspetto che vi abbia tenuto sul bordo di una piscina con una palla sul naso, anche se ammetto che sarebbe interessante vedervi in una tale circostanza.  E non mi riferisco nemmeno a tutti quelli che per amore di qualcuno in certo modo e in certa misura, cambiano.  Che poi, diciamo la verità, i cambiamenti spesso sono un fatto esteriore, una finzione o, nel migliore dei casi, un compromesso per il quieto vivere.  "Da quando sto con Richard sono diventata vegetariana anche io"... E te credo! Chi lo sopporta altrimenti il signor Gere quando ti mangi una bistecca?
"Il mio Puffino è un te-so-ro. Tutte le domeniche si alza alle 7 per aiutarmi a fare le pulizie". Ma quello che non ti dice di Puffino è che la sua alternativa è dormire in giardino e, sulla lunga distanza, il divorzio.
"Da quando mi conosce il mio Totò è un altro uomo. Ha chiuso con la droga, la malavita e le donne di malaffare!" Ed è vero! Il suo Totò è davvero un altro uomo!
E' il fratello gemello per l'esattezza.  Il vecchio Totò è scappato 10 anni fa, quando ha capito che volevi incastrarlo. Le persone non cambiano facilmente, sicuramente non lo fanno per gli altri. I cambiamenti sono innescati soltanto da una convinzione profonda.  L'addomesticamento è un'altra cosa.
E' la creazione di un legame. E' rendere familiare ciò che prima era estraneo. E' una fiducia continuamente messa alla prova e eternamente rinnovata. E' un'accettazione graduale e reciproca della propria vicinanza. Non pensiate che sia facile accettare la vicinanza di qualcuno! Provate a infilarvi in un ascensore affollato, o a dividere il bracciolo della poltrona con il vostro vicino al cinema! Ma quando qualcuno arriva, un po' sporco e con rimasugli di cibo agli angoli della bocca, e  prende posto accanto a voi sul divano, e a voi sembra la cosa più naturale del mondo, e non provate nemmeno un briciolo di fastidio, è allora che vi hanno addomesticato. E credo sia una cosa buona. 
E' per questo che a volte ho voglia di prendermi un cucciolo.

In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.  Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….

domenica, gennaio 16, 2011

A noi ce piace strano

 Come sono felice che le parole "buon gusto" non abbiano lo stesso significato per tutti! Se lo avessero, la terra sarebbe un posto ben triste, e con meno senso dell'umorismo. L'occasione per tale riflessione nasce nell'osservare la classica tavolata di diciottenni in pizzeria (a questo punto anche io mi merito un  "Ma che posti frequenti?!", e avete ragione anche voi...) con tanto di festeggiata con coroncina in testa e reggiseno a vista. E non iniziamo a dire cose del tipo "Sì, però volevo vedere te da giovane", perché ringraziando il Cielo, gli anni '80 e '90 ci regalarono gilè, spalline, fuseaux e altri simboli di sobrietà ma tutto ciò che riguarda le mutande fuori dai pantaloni e le schiene scoperte con l'elastico del reggiseno in mezzo, è venuto dopo. E comunque perché prendersela solo con le nuove generazioni? Una passeggiata su via del Corso in certe stagioni diventa quasi un safari: le donne in completi maculati neanche si contano più e nella maggioranza dei casi vale l'assioma per cui l'età di una donna è direttamente proporzionale al numero di macchie leopardesche sui suoi vestiti! E poi ci sono quelli decisi di fare di un evento indimenticabile qualcosa di veramente indimenticabile. Provate a immaginare la scena: ricevimento di nozze, un'ignara invitata che, in attesa degli sposi, cerca il suo posto tra decine di tavoli... E' allora che apprende che le è stato assegnato il tavolo Legolas, proprio a metà strada tra Gandalf e Frodo, e casomai si sbagliasse una semigigantografia del biondo elfo campeggia al centro del tavolo. E deve ancora riprendersi dallo shoc di essersi magicamente teletrasportata nella Terra di Mezzo che d'improvviso la sala è invasa dai fumogeni e nell'aria comincia  a vibrare la colonna sonora di Rocky, una tenda viene spostata ed ecco che gli sposi fanno il loro ingresso trionfale in sala, scendendo dal secondo piano in un ascensore di vetro trasparente. Questo al mio paese si chiama stile. Oh yeah. Inutile dire che la mia mente semplice non potrà mai concepire niente di altrettanto grandioso. Ma non si sa mai. Resterò qui, affacciata alla mia finestra, osservando i ragazzi che sfrecciano con le loro decappottabili e lasciando che l' Unz Unz delle loro autoradio mi ispiri. 

giovedì, dicembre 23, 2010

Uomini e re

Guardare le persone può essere fonte di ispirazione.  Se ne stanno lì, a passeggiare per i fatti loro, intenti in pensieri che non ci riguardano. Hanno vite, in quelle case e in quegli uffici in cui non entreremo mai, e sogni. C'è qualcosa di più insondabile dei sogni di un altro? Non che sia tutto oro quello che luccica: immaginiamo quante monetine vengono sperperate nelle fontane o quante stelle cadenti consumano le loro scie nel cielo affinchè un'umanità senza fantasia invochi amore, soldi o ritorni.  Non c'è nulla di vile in questo, ma credo che nella regione del Desiderio bisognerebbe osare in quanto la volontà cambia la realtà. C'è questo ragazzo. Lo potresti incontrare in discoteca o a una festa perchè ama la compagnia e divertirsi, non diresti mai che in TV guarda sempre solo la pubblicità o che quando cammina in fretta per strada con aria distratta è perchè ascolta The Economist con la sua nuova applicazione. Dimentica o tralascia  tutto ciò che riguarda se stesso, compreso il sonno, ma gestisce milioni di altre cose con precisione. Sa rimanere senza parole,  ma conosce tante lingue. Lavora tanto e a  volte si sente perso, ma un  giorno vorrebbe diventare presidente. Non si è scelto un sogno facile, ma i sogni non dovrebbero esserlo!
Lo sanno bene ballerine, astronauti, piloti e piccoli re.

venerdì, aprile 16, 2010

Ascoltami

 Un giorno mi piacerebbe sapere  come le persone con cui ogni giorno sono a contatto per lavoro percepiscono me. Io, per il momento posso solo dire di loro, e lo faccio cogliendo l'occasione dell'ennesimo cambio di lavoro. Visto  che il mio primo capo era una ex modella cocainomane da allora in poi la mia strada, in questo senso, e' sempre stata in discesa: peggio di quella vuol dire che mi dimetto subito.
Chi mi segue su fb sa delle lunghe ore passate a  ascoltare la neomamma amministrativa. Riusciva a parlare di sua figlia in qualsiasi contesto, anche a proposito dello sbarco sulla luna! Ciò che mi faceva sorridere di lei era il modo in cui sbandierava la sua modernità e  il suo anticonvenzionalismo che, per lei, coincidevano con il suo essere cosa a parte  da tutte quelle donne/mamme che vivono per la famiglia e per fare foto alla loro prole. Anche a scuola sono stata a contatto con soggetti interessanti, ma più che ai colleghi mi riferisco agli alunni. Un'esperienza  quasi shokkante: meno di 10 anni di differenza ma un universo a parte. Alcuni di loro mi piace ricordarli come erano, bonaccioni e poco interessati all'economia, con il cuore  in tumulto per le appassionanti avventure di Elisa di Rivombrosa o in attesa che il loro fidanzato galeotto tornasse in libertà per lasciare la scuola e metter su famiglia con lui. Altri li immagino li' dove dovrebbero essere, a fare corse su moto truccate, risse o, piu probabilmente, in galera. Ma questa è storia.
Attualmente condivido l' ufficio con uno dei soggetti piu strambi che mi siano mai capitati. Lei parla. Ma non ascolta. No, non e' sorda ma le conversazioni con lei hanno un che di irreale. Conversazione tipo. Mentre chatta su msn, la soggetta, che chiamerò V. mi chiede:
"Cosa fai stasera?"
"Faccio Bungee Jumping con Fabrizio Frizzi."
"Ah, carino."  Non era la risposta che voleva e continua a chattare. Dopo poco V. ritorna all'attacco. "Che cucini stasera?"

-"Qualcosa di leggero...bistecca di dinosauro."
"Ah, carino." E torna al pc. Poi.-"Che ne pensi di una borsa gialla o rosa, per l'estate invece della solita bianca, sono colori che vanno su tutto, vero?"

"Belle entrambe, ma personalmente opterei per la gialla."
"Eh si, rosa e'proprio bella e poi va su tutto, vero?"
"...Si, certo, dipende anche dalla tonalita...Come la vuoi, rosa chiaro?"
"Si la voglio rosa scuro,  bel colore va su tutto...Cosa fai stasera"
"....Sto a casa a farmi un'insalata."
"Ah buona l'insalata!Anche io la faccio stasera! L'insalata fa bene, non  come le bistecche di dinosauro che sono indigeste e ...  "
Si commenta da sola, vero?

giovedì, febbraio 11, 2010

Dammi solo un minuto

 "Che...Scende alla prossima?"
Mi sono voltata verso di lei, poi mi sono guardata intorno: la metro era mezzo vuota, un ragazzino si arrampicava come una scimmia sui pali rossi, io potevo quasi immaginare le balle di fieno dei film western che rotolavano pigre al centro della carrozza, una signora grassa con 4 borse aveva allegramente occupato 4 sedili. Ero vicina a un'uscita ma nemmeno tanto e comunque non sarei stata un ostacolo per nessuno che volesse scendere. Tuttavia ho risposto: "No" e mi sono fatta da parte. Tutto perchè si levasse di mezzo non appena le porte si fossero aperte. Che posso farci? 'Sta gente mi mette ansia. Corrono sulle scale mobili, strombazzano al semaforo, accampano scuse per saltare la fila alla posta. Mi fan venire voglia di dire "Ma ti dai una calmata? Il tempo è prezioso per tutti, non solo per te. Non sprecarlo per farti venire un infarto!". Non sono questi i modi per "guadagnare tempo". Il tempo guadagnato è quello speso bene. Non la pensate così anche voi?

lunedì, dicembre 21, 2009

Sognami, se nevica...

 Se solo ci si riflette, i desideri sembrano poter non finire mai. Se dovessi compilare una di quelle liste  di tutte le cose che si vogliono fare, provare o possedere almeno una volta nella vita, sarebbe lunga un chilometro e tuttavia sono consapevole che realizzare quei desideri non sarebbe essenziale per la mia felicità...o almeno lo sarebbe solo una piccola parte. Credo davvero che la felicità stia nel mezzo: una vita di rinunce, se pure per un più alto ideale, non è per me, ma neanche una vita spesa alla ricerca di ogni forma di appagamento. Desiderare è come far ardere una fiamma : non deve spegnersi, non deve divampare e distruggere quello che sta intorno, deve illuminare e riscaldare e se lo fa riempie il mondo di colori e, per qualcuno, indica una via.
Il protagonista di Novecento nel suo lungo monologo dice una cosa bellissima e tremenda " I desideri stavano strappandomi l'anima, potevo viverli ma non ci sono riuscito, allora li ho incantati, uno ad uno...". Da parte mia posso solo suggerire di non incantarli, i vostri desideri, non so, mi sembra un buon suggerimento, sotto Natale.
Buone feste amici miei, ci si risente nel 2010 :)

domenica, ottobre 25, 2009

Perdutamente

Sono pronta per le mie impressioni di settembre.
Ma, direte voi, siamo in ottobre!

E' vero, però io ho i miei tempi per metabolizzare, e di questo ve ne sarete accorti ;)
Settembre è stato...bello, ma settembre è finito. A settembre c'era ancora aria d'estate, ora i colori dell'autunno rinfrescano le strade.
Per ogni ciclo che si chiude c'è un periodo di transizione in cui si ricerca un nuovo equilibrio. E' un periodo di divenire, di consapevole evoluzione, di scoperta, e io ho scoperto che mi faccio troppe paranoie...
Capirai, e ci voleva tanto per scoprirlo?
Evidentemente sì. E' una di quelle lezioni che va appresa per gradi. Ho vissuto la mia vita da formichina, e non mi ha sempre convinta. Ora, con l'inverno alle porte, inauguro la mia stagione da cicala. Rischioso? Forse. Ma non per chi ha intenzione di portarsi l'estate nel cuore.

domenica, gennaio 04, 2009

The butterfly effect

Una farfalla sbatte le ali in Europa e un tornado si scatena ai tropici. Imprevedibile effetto valanga. E le nostre decisioni, la nostra indifferenza, le nostre parole in che modo influenzano il mondo?
E lasciando da parte il macrocosmo, che dire del modo in cui influenzano la vita di altri come noi? C'è chi cambia vita in maniera radicale: entrando nella Legione Straniera, prendendo i voti, cambiando sesso... Ma come si giunge a queste determinazioni e, caso per caso, è possibile risalire alla "farfalla" che con il suo impercettibile battito d'ali ha determinato la scelta?
Ho recentemente scoperto che un mio vecchio compagno di classe delle elementari ha compiuto una delle sopracitate eclatanti scelte di vita - scelta che comporta una buona dose di rinunce e sacrifici perquanto nel farla si ritenga senza dubbio di trarne benefici maggiori.
La mia mente è tornata indietro nel tempo, agli antichi banchi di scuola. Sono stata un po' crudele con quel compagno di classe. In tanti piccoli modi ho compiuto tante piccole crudeltà vagamente inconsapevoli come solo le crudeltà dei bambini possono essere.
E ora non ho motivo di ritenere che lui non sia felice pensando a chi diventerà e, anzi, tutto lascerebbe pensare che abbia trovato la sua strada per la felicità. Eppure non riesco a fare a meno di pensare che in piccolissima parte sono stata io a spingerlo a compiere quel passo, io e le piccole crudeltà di chissà quante altre persone.
E mi chiedo se non potevano esserci altre strade per lui. Me lo chiedo e mi sento un po' in colpa...

lunedì, dicembre 08, 2008

In viaggio nel tempo

Viaggiare, qualora non lo si faccia solo con la fantasia, ha come risultato ultimo quello di coprire distanze; distanze fisiche, che ci permettono di misurare gli spostamenti in termini di chilometri. Ma capita che varcare alcuni confini permetta di compiere un salto che è anche temporale. Non mi sto lanciando in teorie fantascientifiche su buchi neri e universi neonati, ciò cui accenno è verificabile. Alcuni paesi, alcune città inequivocabilmente di questo mondo, si sono fermate in momenti diversi del tempo e tutto, o quasi, dall' architettura, agli stili di vita, alle mode, in esse appare come una vecchia fotografia in bianco e nero. Non ho esperienza di tutti i luoghi del mondo, ma un viaggetto recente mi ha fatto posare lo sguardo su un piccolo angolo di est dove i grigi palazzi a schiera, decadenti se non in rovina, sono gli stessi di 40 anni fa e dove le donne si acconciano ancora i capelli con pettinature voluminose e eccentriche ciocche frisè. Dove i negozi, seminterrati, si affacciano con finestrelle rasoterra lungo la strada, e si è costretti a chinarsi per comparare qualcosa, e la musica che passa più spesso alla radio è quella che noi ascoltavamo 20 anni fa, e anche le auto per strada sono di quegli anni lì. E così ho realizzato che mentre alcune città sono proiettate nel futuro e visitandole quel futuro lo si può toccare con mano, in altre il tempo si è quantomeno rallentato. E chissà se, avendo la possibilità di viaggiare e vedere di più, mi sarebbe permesso di vedere altre bolle nel tempo, ancora più remote, ancora più singolari. E chissà perchè in tutto questo non posso fare a meno di provare una profonda malinconia.

venerdì, novembre 07, 2008

Chi ha paura del lupo cattivo?

Una assistente di volo ha comunicato che la colazione non sarebbe stata servita per via di alcune turbolenze. Pochi istanti dopo l'aereo sul quale viaggiavo ha cominciato a trasformarsi in una sorta di shaker per passeggeri. Io pur ancorata alla mia poltrona con le unghie, ho mantenuto una mia dignità, il mio vicino di volo, palesemente sull'orlo di una crisi di nervi, ha cominciato a dare segni di cedimento, con risate isteriche, gridolini e un fiume di parole il cui senso era "Mi sono appena sposato, ho tutta una vita davanti, sono troppo giovane per morire". Dubito che le cose che mi ha raccontato me le avrebbe dette se non avesse pensato sul serio di poter morire entro pochi istanti. Dubito che mi avrebbe addirittura rivolto la parola se l'aereo non avesse iniziato a ballare. E' curioso cosa siamo in grado di fare e di dire quando ci sentiamo in pericolo ed è curioso che siano situazioni diverse a scatenare in noi il panico. Io, ad esempio, dò il peggio di me in presenza di vermi e insetti, in particolar modo posso diventare isterica alla vista di uno scarafaggio, ma conosco uomini che tremano di fronte ai ragni, ai topi, e gente adulta che non prende sonno senza una lieve luce nella stanza... Quasi sempre le paure che ci paralizzano sono inconsistenti e irrazionali. Chissà cos'è che ci incatena davvero al di là della mera immagine di ciò che vediamo.

sabato, ottobre 18, 2008

Il mio sesto senso e mezzo

Oggi pioverà o ci sarà il sole, lui arriverà in ritardo, qualcuno mi chiamerà dopo tanto tempo, succederà qualcosa di bello...Sensazioni a fior di pelle che nella mente non si articolano in veri pensieri ma fermentano a livello incoscente e colpiscono come una rivelazione quando accadono davvero. Non riusciamo a spiegarci come facevamo a saperlo, ma in certi giorni è come se un suggeritore segreto ci avvertisse di quello che ci aspetta. Certo, a livello statistico sono più le volte che non ci prendiamo che quelle in cui le nostre intuizioni sono giuste e nel caso di un pronostico esatto, anche involontariamente, abbiamo tenuto conto di tutta una serie di indizi che, messi insieme, potevano aiutarci a risalire alla verità. Ma ci sarà un caso su mille in cui quel che avviene avviene senza un motivo palese, eppure noi "ce lo sentivamo".
"Sarà la volta buona", "Mi parlerà", "Qualcosa cambierà"... Anche a me capita di rado, ma mi capita e in quei frangenti mi sento un po' veggente, un po' chiromante, un po' sensitiva nei confronti del mondo e di chi mi circonda. Senza spingersi nel campo dei superpoteri, qualcuno ha qualche sesto senso e, magari anche un altro mezzo in più? =)