Niente, forse mi piaceva perchè insegna che ci può essere amore nel modo in cui si taglia una zucchina, rabbia nel pulire un pavimento, magia nel vedere una luce a una finestra e che-forse, tutto quello che cerchiamo è a portata di mano, magari non in una cucina, ma chissà che non sia alla porta accanto.
venerdì, novembre 23, 2007
Kitchen
Niente, forse mi piaceva perchè insegna che ci può essere amore nel modo in cui si taglia una zucchina, rabbia nel pulire un pavimento, magia nel vedere una luce a una finestra e che-forse, tutto quello che cerchiamo è a portata di mano, magari non in una cucina, ma chissà che non sia alla porta accanto.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Ciarle,
Cose scritte da altri
mercoledì, novembre 21, 2007
Piccoli omicidi tra amici
Ma non solo quelli.
Si sa che in branco l'essere umano si trasforma, ma non sempre in peggio. Lasciamo alla TV e ai giornalisti i resoconti sui reati di gruppo e parliamo invece di quando la giusta compagnia ci ha fatto fare quelle cose un po' matte, un po' stupide ma innocenti e divertenti, che un giorno racconteremo ai nipotini, o anche no. Per esempio, io e due amiche quest'estate ci siamo sedute al tavolo con un gruppo di turisti muniti di cartellini numerati, e insieme abbiamo dato i voti alla gente che passava per il corso pricipale di Lipari. Quando qualcuno vedeva una persona che gli piaceva la nominava con frasi tipo "La ragazza con il vestito rosso", oppure "Il ragazzo con il cappellino giallo", "Papà con bambino"...gli altri individuavano il soggetto e su le palette...
Naturalmente ci sono le imprese di gioventù, come quando con fratellini e cuginetti si dormiva sotto l'albero di natale, o anni dopo, in vacanza con gli amici in qualche zona scalcagnata del mondo, noleggiando una macchina dall'aspetto al contempo truzzo e decrepito che a malapena partiva (vorrei poterla mostrare...meritava e capireste perchè l'ho citata). Ancora ricordo una certa notte di capodanno, ci siamo ritrovati in una dozzina a cantare il motivo di un valzer, per strada, e ad aprire le danze sotto le luci della torre Eiffel. Ricordo gavettoni, e chitarre, pedalò notturni e altre vicende, e sorrido. Molti di quei volti che rivedo sono gli stessi che ho accanto adesso, altri invece sono di persone che ho dimenticato ma ciò che mi fa stare bene è il pensiero di aver condiviso una risata, un sogno infantile, un desiderio di avventura, con qualcun altro. Perchè è condividendo che ci si sente più vivi.
martedì, novembre 20, 2007
Fatti non foste a viver come bruti...
Il lavoro nobilita l'uomo, ma in tempi come i nostri in cui è quanto mai scarso, fortunatamente non è il solo elemento a decretare le nostre virtù.
Avete capito di che sto parlando? Si tratta di tutte "le altre cose" a cui indirizziamo le nostre aspirazioni e la nostra passione quando il tempo ce lo permette.
Mi piace immaginare che in un mondo ideale tutti potremmo essere chi desideriamo. E sarebbe un mondo assai più colorato, pieno di mimi, pittori, saltinbanchi, creatori di origami, marionettisti e fotografi di nuvole. Attività inutili, è vero, ma trovo che nell'effimero e nell'insensato a volte si nasconda una grande pace. Rispetto a tutte le attività che portiamo avanti durante la giornata i nostri hobby hanno un grandissimo vantaggio: il risultato non conta. E' così. E ve lo dice una frequentatrice di karaoke con un repertorio che va da Cindy Louper a Raffaella Carrà, una che ha giocato partite di calcetto femminile incurante della folla che si raccoglieva per farsi due risate e che passa notti intere a scrivere racconti che nessuno leggerà mai. Paradossalmente, piccole cose senza senso come queste mi aiutano a dare un senso alla vita e a volte mi portano vicino alla comprensione di cose più grandi.
venerdì, novembre 16, 2007
Sono una ragazza semplice
E alla fine voglio anch'io ciò che vogliono tutte le ragazze semplici.Una Ferrari gialla che a mezzanotte si trasformi in cedro candito.
Un principe in nero che mi accompagni ai balli e che sia così bravo a condurre che la gente lo guardi ammirata e nessuno badi a me, che ho tolto le scarpette perchè i tacchi mi fanno male.
Una villa regale in contrada Castello con sette nani da giardino sotto il boschetto di meli...
Sarebbe bello, e neanche troppo complicato ma, se scavo un po' più a fondo, mi rendo conto che quel che desidero di più è una vita da fiaba, di quelle che non ti regala il genio della lampada.
Se avessi le scarpette rosse di Doroty, nel regno di Oz, chiederei anche io un luogo in cui tornare, che sia la mia casa, magari un monolocale, con pile di libri e cd e montagne di disordine, e la confusione più totale. E alla fata turchina chiederei qualcuno con cui litigare e piangere, e disperarsi, abbracciarsi, riconciliarsi, e che, con tutti i suoi difetti e nonostante una buona dose di orgoglio, sappia quando parlare, e quando stringermi e tacere. Perchè ci sono molti modi per essere soli. E molti modi per stare insieme. E queste cose non me le ha dette il grillo parlante, non ne ha bisogno, e io non le ho chieste nemmeno. E' ciò che tutti sognano, ma poi si svegliano. E non ricordano.
Un principe in nero che mi accompagni ai balli e che sia così bravo a condurre che la gente lo guardi ammirata e nessuno badi a me, che ho tolto le scarpette perchè i tacchi mi fanno male.
Una villa regale in contrada Castello con sette nani da giardino sotto il boschetto di meli...
Sarebbe bello, e neanche troppo complicato ma, se scavo un po' più a fondo, mi rendo conto che quel che desidero di più è una vita da fiaba, di quelle che non ti regala il genio della lampada.
Se avessi le scarpette rosse di Doroty, nel regno di Oz, chiederei anche io un luogo in cui tornare, che sia la mia casa, magari un monolocale, con pile di libri e cd e montagne di disordine, e la confusione più totale. E alla fata turchina chiederei qualcuno con cui litigare e piangere, e disperarsi, abbracciarsi, riconciliarsi, e che, con tutti i suoi difetti e nonostante una buona dose di orgoglio, sappia quando parlare, e quando stringermi e tacere. Perchè ci sono molti modi per essere soli. E molti modi per stare insieme. E queste cose non me le ha dette il grillo parlante, non ne ha bisogno, e io non le ho chieste nemmeno. E' ciò che tutti sognano, ma poi si svegliano. E non ricordano.
giovedì, novembre 15, 2007
Coffee and chocolate
Chi mi conosce lo sa.
Ho due grandi vizi...Cioè, in realtà ne ho molti di più, ma questi sono i più evidenti. Il caso vuole che appartengano entrambi alla sfera gastronomica: cioccolato e caffè. Cercate di capirmi, non mi affascinano come fanno con qualsiasi altro goloso, nel tempo ho sviluppato una vera e propria dipendenza. Bevo caffè a litri e a ripetizione, un po' come altri invece fumerebbero pacchi di sigarette. Col cioccolato fortunatamente mi controllo, ma almeno un quadretto al giorno, meglio se fondente, lo devo mangiare, o rischio di diventare irritabile e un pizzichino malinconica. A volte penso che dovrei darci un taglio ma poi ci rifletto e mi dico Perchè mai?
In realtà mi rendo conto che non sono tanto i sapori a legarmi, quanto i piccoli riti che ad essi si accompagnano: sentire l'aroma del caffè che si spande per la casa e l'allegro gorgoglio della macchinetta, scegliere le tazzine, rigorosamente colorate. e infine sorseggiare la scura bevanda con lentezza e serenità. La cioccolata invece la gusto di sera, accomodata sul divano, guardando la TV e, come avrete capito, è un modo di coccolarmi oltre che una mania. Toglietemi queste due cose e impazzisco. C'è qualcosa, anche al di fuori della vostra dispensa, senza la quale vi sentite perduti? Perchè per me è così...senza le mie droghe sono persa .__.
Ho due grandi vizi...Cioè, in realtà ne ho molti di più, ma questi sono i più evidenti. Il caso vuole che appartengano entrambi alla sfera gastronomica: cioccolato e caffè. Cercate di capirmi, non mi affascinano come fanno con qualsiasi altro goloso, nel tempo ho sviluppato una vera e propria dipendenza. Bevo caffè a litri e a ripetizione, un po' come altri invece fumerebbero pacchi di sigarette. Col cioccolato fortunatamente mi controllo, ma almeno un quadretto al giorno, meglio se fondente, lo devo mangiare, o rischio di diventare irritabile e un pizzichino malinconica. A volte penso che dovrei darci un taglio ma poi ci rifletto e mi dico Perchè mai?
In realtà mi rendo conto che non sono tanto i sapori a legarmi, quanto i piccoli riti che ad essi si accompagnano: sentire l'aroma del caffè che si spande per la casa e l'allegro gorgoglio della macchinetta, scegliere le tazzine, rigorosamente colorate. e infine sorseggiare la scura bevanda con lentezza e serenità. La cioccolata invece la gusto di sera, accomodata sul divano, guardando la TV e, come avrete capito, è un modo di coccolarmi oltre che una mania. Toglietemi queste due cose e impazzisco. C'è qualcosa, anche al di fuori della vostra dispensa, senza la quale vi sentite perduti? Perchè per me è così...senza le mie droghe sono persa .__.
lunedì, novembre 12, 2007
La poesia vince di mille secoli il silenzio
Leggere è il mio modo di conquistare mondi fantastici. Sin da quando ero una bambina non ho mai conosciuto passatempo che mi attirasse di più. Sfioro le pagine di un libro e per qualche istante la mia mente si trova in un altrove vago e indistinto...il regno delle possibilità, il regno delle alternative infinite, dei finali mai scritti, dei particolari taciuti. E' il regno di tutte le storie narrate e di quelle che restano da raccontare. Non so spiegare perchè, ma questa breccia sull'infinito mi fa tremare l'anima e la riempie di malinconia. E' una sensazione dolce e quasi commovente. Penso alle Storie, e la mia vita mi appare insignificante. Penso agli scrittori, anche a quelli che amo, e penso che forse anche la loro vita lo era, insignificante, eppure in se stessi hanno trovato i semi dell'eternità. E trovo che anche questo dettaglio, a suo modo, abbia qualcosa di sublime, e di toccante.
sabato, novembre 10, 2007
Il bello dei viaggi sono i viaggiatori...
In tutti i miei viaggi ho avuto la compagnia di soggetti eccentrici e disorientanti che- ne sono quasi certa- si smaterializzavano una volta scesi dal treno, andando forse a casa, forse in un altro mondo u_U.
Io ho visto cose che voi umani...ci vuole proprio eh... Ho visto una rissa tra vecchie e due giovani napoletani che, mentre quelle dimenavano i bastoni, interpretavano l'avvenimento e davano agli altri passeggeri i numeri da giocarsi al lotto. Ho stretto la mano di un uomo con tre dita, tre grosse dita che lo facevano somigliare a una specie di uomo arpia, ho ascoltato i deliri di uomini che sostenevano con convinzione la necessità che io aprissi un negozio e diventassi imprenditrice di me stessa, ho rifiutato un cortese invito in Costa Azzurra e preso un caffè con un becchino, una barista che voleva diventare una cantante e un controllore. Ciò che mi fa pensare che ci sia qualcosa di irreale in questi viaggi è che di norma tendo a dimenticarli immediatamente, finchè qualcosa non me li riporta in mente. Adesso per esempio, sento che ne sto dimenticando tanti, eppure per quanto i particolari mi sfuggano, mi vengono in mente i volti di centinaia di persone che ho incontrato. E il bello dei treni è proprio che ti può capitare a fianco chiunque, gente con cui magari chiacchieri per ore e che diversamente non avresti mai incontrato o con la quale non ti sarebbe venuto in mente di scambiare una parola. Ricordo una nonnina che, arrivate insieme a Roma, dovetti accompagnare, con i suoi bagagli, a prendere un altro treno, e poi un tipo che mi fece chiedere il numero di telefono da sua madre : , ricordo una ragazza californiana che studiava matematica ed era in vacanza con i suoi zii, e una famiglia australiana con 4 bambini che hanno cantato per tutto il tempo, un ragazzo che diceva di essere stato il timoniere della Amerigo Vespucci, una guardia carceraria, una maestra d'asilo. Mi chiedo se anche in loro sia rimasto un vago ricordo di me, me lo chiedo, davvero...
martedì, novembre 06, 2007
Profondamente
Quanto intensamente riuscite a desiderare qualcosa?
Ci sono momenti in cui mi convinco che non ottengo mai niente perchè non lo desidero abbastanza. Non mi sento una persona spenta, tutt'altro, eppure i miei sforzi in questa vita hanno la parvenza di quelli del matto che cercò di prosciugare il fiume bevendo...è come se ci fosse sempre qualcuno con molta più sete di me.
Mi capita raramente di accorgermente, ma quando vedo la passione negli altri, mi colpisce come un pugno allo stomaco.
Ecco...io voglio volere. Voglio che esista una ragione che mi assorba completamente. Negli ultimi mesi mi sono sentita dire più volte, come rimprovero, che sono una persona fredda, e io ho negato con veemenza, perchè io lo sento il sangue che ribolle appena sotto la mia pelle, però mi chiedo se non abbiano avuto ragione loro. Ciò che si sente dentro dovrebbe essere evidente anche fuori...o no?
Oddio...deliro...
che vaneggiava di
Deliri,
DolceMente,
Leggerezze,
Pensieri strani
sabato, novembre 03, 2007
Di mercatini, conversazioni improbabili e cani con cappello!
Intorno a me capitano cose bislacche.
In realtà accadono ovunque e intorno a tutti, ma per la forma mentis che mi distingue io le noto, le annoto e ci ricamo sopra. E' per questo che a volte mi sento una novella Amelie e i colori del mio mondo sono assurdamente accesi. Invece del solito mercatino cittadino del sabato, ieri mi sono spinta con una amica fino a quello di Tropea. Si tratta di pochi chilometri, ma l'impressione è stata quella di superare una linea immaginaria che dividesse il Polo Nord dall'Equatore. Di qua gente insciarpata e incappottata, di là altri in maglietta e pantaloncini...E che dire di Marco Polo?
Non l'esploratore dell'impero di Kubilai Khan, ma il buffo cane con cappello conosciuto sul corso, non più di 24 ore fa...Lui e il suo padrone, che parlava un misto di tre lingue e che era un distinto barbone piuttosto in là con gli anni, ben si ricordavano del mio amico che ha insistito per fermarsi a salutarli, memore di una conversazione avuta con loro e un bambino di quattro anni, l'inverno prima.
Cose che possono accadere, e che accadono...ma che hanno tanto di straordinario, se ci pensi un po' su...
In realtà accadono ovunque e intorno a tutti, ma per la forma mentis che mi distingue io le noto, le annoto e ci ricamo sopra. E' per questo che a volte mi sento una novella Amelie e i colori del mio mondo sono assurdamente accesi. Invece del solito mercatino cittadino del sabato, ieri mi sono spinta con una amica fino a quello di Tropea. Si tratta di pochi chilometri, ma l'impressione è stata quella di superare una linea immaginaria che dividesse il Polo Nord dall'Equatore. Di qua gente insciarpata e incappottata, di là altri in maglietta e pantaloncini...E che dire di Marco Polo?
Non l'esploratore dell'impero di Kubilai Khan, ma il buffo cane con cappello conosciuto sul corso, non più di 24 ore fa...Lui e il suo padrone, che parlava un misto di tre lingue e che era un distinto barbone piuttosto in là con gli anni, ben si ricordavano del mio amico che ha insistito per fermarsi a salutarli, memore di una conversazione avuta con loro e un bambino di quattro anni, l'inverno prima.
Cose che possono accadere, e che accadono...ma che hanno tanto di straordinario, se ci pensi un po' su...
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Gossip,
Pensieri strani,
Vaneggiamenti inutili
giovedì, novembre 01, 2007
L'insostenibile leggerezza dell'essere...
Chi glielo spiega che la vita cambia ad ogni secondo?
che vaneggiava di
Deliri,
Leggerezze,
Pseudofilosofia di terz'ordine
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