Mi sono voltata verso di lei, poi mi sono guardata intorno: la metro era mezzo vuota, un ragazzino si arrampicava come una scimmia sui pali rossi, io potevo quasi immaginare le balle di fieno dei film western che rotolavano pigre al centro della carrozza, una signora grassa con 4 borse aveva allegramente occupato 4 sedili. Ero vicina a un'uscita ma nemmeno tanto e comunque non sarei stata un ostacolo per nessuno che volesse scendere. Tuttavia ho risposto: "No" e mi sono fatta da parte. Tutto perchè si levasse di mezzo non appena le porte si fossero aperte. Che posso farci? 'Sta gente mi mette ansia. Corrono sulle scale mobili, strombazzano al semaforo, accampano scuse per saltare la fila alla posta. Mi fan venire voglia di dire "Ma ti dai una calmata? Il tempo è prezioso per tutti, non solo per te. Non sprecarlo per farti venire un infarto!". Non sono questi i modi per "guadagnare tempo". Il tempo guadagnato è quello speso bene. Non la pensate così anche voi?
giovedì, febbraio 11, 2010
Dammi solo un minuto
Mi sono voltata verso di lei, poi mi sono guardata intorno: la metro era mezzo vuota, un ragazzino si arrampicava come una scimmia sui pali rossi, io potevo quasi immaginare le balle di fieno dei film western che rotolavano pigre al centro della carrozza, una signora grassa con 4 borse aveva allegramente occupato 4 sedili. Ero vicina a un'uscita ma nemmeno tanto e comunque non sarei stata un ostacolo per nessuno che volesse scendere. Tuttavia ho risposto: "No" e mi sono fatta da parte. Tutto perchè si levasse di mezzo non appena le porte si fossero aperte. Che posso farci? 'Sta gente mi mette ansia. Corrono sulle scale mobili, strombazzano al semaforo, accampano scuse per saltare la fila alla posta. Mi fan venire voglia di dire "Ma ti dai una calmata? Il tempo è prezioso per tutti, non solo per te. Non sprecarlo per farti venire un infarto!". Non sono questi i modi per "guadagnare tempo". Il tempo guadagnato è quello speso bene. Non la pensate così anche voi?
mercoledì, gennaio 13, 2010
Un tuffo dove l'acqua è più blu...
E anch'io, di ritorno da questa vacanza nel Sol Levante, sapevo che, al solito sarebbe stato un viaggio travolgente, ma come aspettarmi di ritrovare con le persone che avevo lasciato 5 anni fa, lo stesso identico feeling, come se da allora non fosse passato neanche un giorno? Non lo sapevo, non lo immaginavo. Ma adesso posso immaginarmi tornare laggiù, ancora una volta e so che certe cose, nemmeno il tempo le cambia.
Ed un pensiero le passa per la testa / "forse la vita non è stata tutta persa /forse qualcosa s'è salvato / forse davvero non è stato poi tutto sbagliato".
che vaneggiava di
DolceMente,
Pseudofilosofia di terz'ordine
lunedì, dicembre 21, 2009
Sognami, se nevica...
Il protagonista di Novecento nel suo lungo monologo dice una cosa bellissima e tremenda " I desideri stavano strappandomi l'anima, potevo viverli ma non ci sono riuscito, allora li ho incantati, uno ad uno...". Da parte mia posso solo suggerire di non incantarli, i vostri desideri, non so, mi sembra un buon suggerimento, sotto Natale.
Buone feste amici miei, ci si risente nel 2010 :)
che vaneggiava di
DolceMente,
Leggerezze,
Titoletti fuorvianti
martedì, dicembre 15, 2009
Fiabe Tristi
Sono convinta che ci sia qualcosa di fiabesco nel freddo.
Sarà perchè nelle fiabe ci sono sempre lunghi inverni da attraversare, tormente e bufere cui sopravvivere, o perchè le fiabe sono belle quando qualcuno le racconta intorno al fuoco, fatto sta che in questi giorno mi sembra di vivere in un crudo incanto alla Stephen King. Non che ci sia niente di spaventoso, ma non saprei in che altro modo comunicare quel senso di inquietudine e di bellezza che mi trasmettono alcuni scenari natalizi. Ecco, nonostante i bambini sorridenti e i babbi Natale grassi, dicembre ha delle atmosfere noir e suggerisce, a volte, un forte senso di contraddizione. Come una fiaba triste. Per quanto non sempre sia stato così, è opinione comune che le fiabe non debbano essere tristi...Voglio proprio vedere chi va a raccontare a un bambino che nella versione originale la Sirenetta muore! E la Sirenetta non è nemmeno la peggiore.
Osservando degli accattoni per le strade della capitale, tra tutte le luci sfavillanti e le decorazioni, non ho potuto fare a meno di pensare alla Piccola Fiammiferaia. Quella sì che mi sconvolgeva da piccola... La ascoltavo e riascoltavo (ricordate le fiabe in cassetta?A mille ce n'è... ) e credevo che prima o poi il finale sarebbe cambiato.
Ma ci sono casi in cui il finale non può essere cambiato e per quanto si possa riascoltare la storia, resta sempre lo stesso.
Sarà perchè nelle fiabe ci sono sempre lunghi inverni da attraversare, tormente e bufere cui sopravvivere, o perchè le fiabe sono belle quando qualcuno le racconta intorno al fuoco, fatto sta che in questi giorno mi sembra di vivere in un crudo incanto alla Stephen King. Non che ci sia niente di spaventoso, ma non saprei in che altro modo comunicare quel senso di inquietudine e di bellezza che mi trasmettono alcuni scenari natalizi. Ecco, nonostante i bambini sorridenti e i babbi Natale grassi, dicembre ha delle atmosfere noir e suggerisce, a volte, un forte senso di contraddizione. Come una fiaba triste. Per quanto non sempre sia stato così, è opinione comune che le fiabe non debbano essere tristi...Voglio proprio vedere chi va a raccontare a un bambino che nella versione originale la Sirenetta muore! E la Sirenetta non è nemmeno la peggiore.
Osservando degli accattoni per le strade della capitale, tra tutte le luci sfavillanti e le decorazioni, non ho potuto fare a meno di pensare alla Piccola Fiammiferaia. Quella sì che mi sconvolgeva da piccola... La ascoltavo e riascoltavo (ricordate le fiabe in cassetta?
Ma ci sono casi in cui il finale non può essere cambiato e per quanto si possa riascoltare la storia, resta sempre lo stesso.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Papaveri e Papere,
Vaneggiamenti inutili
lunedì, dicembre 07, 2009
Serendipity
Anni fa lessi un libro di Luciano De Crescenzo che aveva un'idea precisa sull'argomento. Con una serie di esempi da romanzo invitava a credere che gli esseri umani hanno il libero arbitrio e che il loro agire ha influenza su come e quando i fatti avvengono nel mondo, allo stesso tempo però esiste una sorta di mano invisibile che porta alcuni eventi a compiersi, a prescindere da tutto e da tutti. Era un modo per trovare la solita verità che è nel mezzo ma fui lieta di scoprire un matematico e pensatore che crede fortemente che un libro ti capita tra le mani perchè non poteva che andare così o che una persona la incontri perchè, fosse in Africa o al bar sotto casa, qualcuno voleva che ti dicesse ciao, e non ti lasciasse mai più.
lunedì, novembre 30, 2009
The morning rain clouds up my window and I can't see at all...
Gli americani sono i funesti inventori di tutta una serie di cose di cui potevamo benissimo fare a meno, fra le altre L'isola dei famosi, McDonald, la bomba atomica, Britney Spears e la musica house. Mi dicono che ogni tanto ne hanno imbroccata qualcuna giusta anche loro, ma ciononostante io sono prevenuta rispetto a qualsiasi "americanata" (a parte i film di Hollywood, che mi aiutano a spegnere il cervello e rilassarmi e che quindi apprezzo a prescindere). Ieri però sono stata portata a rivalutare una delle loro tradizioni, che fino a quel momento avevo bellamente ignorato, bollandola come l'ennesima festa consumistica: il Thanksgiving.
E' stata la mia prima festa del ringraziamento, un po' atipica se vogliamo, dal momento che si è svolta tra un mix multietnico di italiani e espatriati, e per questo non so dire se anche negli USA il clima con cui si festeggia sia quello che ho vissuto io ma non ho motivo di dubitarne. Quello che ho captato è stato un grande desiderio di aggregazione e di rispetto per la tradizione, ma senza retorica o ostentazione, solo esserci per il piacere di esserci e stare insieme, un po' come dovrebbe essere stare al mondo. Ieri l'unico ringraziamento corale è stato per l'organizzatrice della festa, ma credo che non sia sbagliato avere un giorno in cui ci si prenda del tempo per capire quali siano le cose per cui valga la pena essere grati.
E' stata la mia prima festa del ringraziamento, un po' atipica se vogliamo, dal momento che si è svolta tra un mix multietnico di italiani e espatriati, e per questo non so dire se anche negli USA il clima con cui si festeggia sia quello che ho vissuto io ma non ho motivo di dubitarne. Quello che ho captato è stato un grande desiderio di aggregazione e di rispetto per la tradizione, ma senza retorica o ostentazione, solo esserci per il piacere di esserci e stare insieme, un po' come dovrebbe essere stare al mondo. Ieri l'unico ringraziamento corale è stato per l'organizzatrice della festa, ma credo che non sia sbagliato avere un giorno in cui ci si prenda del tempo per capire quali siano le cose per cui valga la pena essere grati.
lunedì, novembre 23, 2009
Chi disprezza compra?
E' una tecnica così infantile che quasi quasi mi fa tenerezza. Pargoli che usano i loro giocattoli a mo' di arma su altri pargoli, bimbi che tirano le trecce alle loro compagniucce di gioco, adolescenti vestite da Braz che riempiono di insulti altri adolescenti che portano le mutande sopra i pantaloni, babbuini maschi che inseguono babbuine femmine...sono scene di una semplicità a dir poco disarmante. L'idea di fondo è che dissimulando il nostro apprezzamento per qualcosa o evidenziandone i difetti, si possa in qualche modo ottenere "un prezzo migliore". Nel campo delle relazioni umane funziona? Secondo me è tutto tranne che una tecnica infallibile. Per come è il mio carattere se qualcuno fa il difficile con me, lascio stare. Non ho tempo nè voglia di chiedermi se sta applicando qualche oscura tecnica appresa su Men's Health o i consigli del sessuologo di Loveline. Parlare serve per comunicare. Se diciamo una cosa e ne pensiamo un'altra non comunichiamo. Le nostre azioni comunicano i nostri pensieri, quindi le nostre azioni devono essere coerenti! Di solito sono le donne a montare i più strambi castelli in aria a proposito di una relazione (o presunta tale) sulla base di congetture e elucubrazioni mentali (ma attenzione, anche i maschietti non sono immuni!). In questo senso è illuminante un film che ho visto di recente "La verità è che non gli piaci abbastanza". E' inutile farsi viaggi mentali: nel 90% dei casi chi ha interesse per qualcuno lo dimostra, volontariamente o meno. Certo, quel 10% complica di un po' l'equazione, come se la vita, già di per sè, non lo fosse abbastanza...
che vaneggiava di
Ciarle,
Dubbi Amletici,
Pseudofilosofia di terz'ordine
lunedì, novembre 16, 2009
Il dono della sintesi
Esempio:
- Con chi esce Fernanda questa sera?
- Ah, Fernanda... Non so se ti ricordi quell'omino basso che abitava accanto a Giuseppa, tu ricordi, vero, Giuseppa? L'ex babysitter di tuo cugino Gioppy...
- ... Gioppy non è mio cugino e non ricordo Giuseppa ma, insomma esce con questo ometto basso...
- No, non esce con lui. Ma come, Gioppy non è tuo cugino?!
- ... Lo saprò se lo è, e lui non lo è!
E non ricordi Giuseppa?
- Ma insomma! Con chi esce Fernanda?
- Ah, Fernanda, non lo so.
- Ma come, e l'omino basso che c'entrava?
- No niente, io non so con chi esce Fernanda, ma io e l'amica della zia (conosci la zia, partecipo' allo Zecchino d'oro e fu la più brava di tutti ma Topo Gigio corruppe la giuria e quindi lei fu eliminata al primo turno...), io e la zia avremmo voluto che lui le presentasse il nipote del figlio, che è tanto bravo perchè...bla bla.. bla...bla ..ecc. ecc...
Ora, sono io strana o sarebbe stato meglio che la conversazione si svolgesse invece così:
- Con chi esce Fernanda?
- Non lo so.
Ok, adesso mi direte che manco di poesia, sono fredda e poco comunicativa ma un'altro dialogo del genere e sparo a qualcuno...
che vaneggiava di
Deliri,
Papaveri e Papere,
Vaneggiamenti inutili
lunedì, novembre 09, 2009
Potevi pensarci!
Allora ragazzi, ripetete tutti dopo di me: "Anche se mi fidanzo non smetterò di avere una vita sociale".
Insomma, ormai siamo adulti (o almeno parlo per me), qualcosa dalla vita dovremmo averla imparata. Io ho imparato che bisogna avere sempre un piano B. Aspetti una telefonata che non arriva? Chiama tu, e possilmente qualcunaltro. Lui ti dà buca a un appuntamento? Invita un paio di amiche a cena. La persona con la quale avevi progettato il tuo futuro ti molla? Ebbene devi avere un futuro di riserva lì da quache parte sul quale metterti a lavorare. Certo, prima puoi piangere, strapparti i capelli, disperarti, ma poi conviene rimboccarsi le maniche, perchè qualcuno può anche avere il potere di rovinarti la giornata, ma nessuno ha il diritto di rovinarti la vita. Chiaro no? Ma perchè il piano B sia attuabile in tempi non biblici la condizione necessaria è non aver mollato tutti gli amici durante i bei vecchi tempi in cui "Io e Te, Te e Io" sembrava essere l'unica realtà possibile. Certo, se si è fortunati qualcuno accanto rimane lo stesso, magari può accoglierti con uno scappellotto e dirti "Te l'avevo detto", ma personalmente, la mia dose di fortuna preferisco giocarmela nella buona salute e nel superenalotto, per cui, perfavore, una telefonata a Tizio e a Caio fatela ogni tanto. Qui in ufficio siamo inondati dalle lacrime e dai pianti e il motivo è che, per la poveretta, la vita d'ora in poi si prospetta tutta in salita. Ma anche senza andare a immaginare tragici scenari che non auguro a nessuno, tenersi stretti gli amici non è mai una cattiva idea ;-)
che vaneggiava di
Cause Perse,
Deliri e Catastrofi,
Gossip
lunedì, novembre 02, 2009
Bisogna saper perdere
Già da giuovinetta, quando a casa mia impazzavano i tornei di Risiko e nulla era in gioco a parte la dignità, avevo avuto sentore di che affaraccio brutto fosse la competizione. Ormai adulta non smetto di stupirmi osservando il modo in cui gli uomini, intesi come genere umano, senza distinzione di sesso, razza, ceto sociale e religione, impazziscono di fronte alla sconfitta. Ovviamente più alta è la posta più incontrollabili sono i concorrenti. Sto lavorando nel comitato organizzativo di un quiz a premi: 2000 iscritti, da regolamento passano il primo turno in 200. Ebbene 300 degli esclusi hanno scritto e/o fatto ricorso e/o telefonato non capacizzandosi di non essere passati. "Non è possibile che io non abbia vinto". Certo, ma la cosa più impossibile è che possano vincere tutti, e purtroppo il concetto non gli entra in capoccia. Alcuni insistono coprendosi di ridicolo "Ho dato tutte le risposte esatte! Controlli e confuti le mie risposte, se crede." Ok, ma devo davvero dimostrarti che LEOPARDI non ha vinto il nobel? Altri vedono ovunque il complotto. "Qui c'è qualcosa che mi puzza, io DEVO ESSERE tra i vincitori perchè ho dato tutte le risposte esatte!". Forse, ma sono stati in tantissimi a dare tutte le risposte, per cui vince chi le ha date in meno secondi, e quando gli dici che la persona che si è qualificata è stata più veloce la risposta è "Non è possibile!" Aridaje..Preferiscono tutti pensare al complotto, all'imbroglio, alla mistificazione piuttosto che ammettere che qualcuno possa essere stato più bravo di loro. Non vi sto a raccontare di quello che sosteneva di aver risposto a 3 domande in 1 secondo (E' il vostro cronometro che non funziona!"), o di quell'altro che ci ha intasato la posta di email perchè qualcuno prendesse in considerazione la sua tesi per cui una sciarpa, arrotolata intorno a un palo, possa a buon diritto essere considerata un turbante, ma vi assicuro che in questi giorni sono mio malgrado a contatto con persone che stanno raschiando il fondo del barile della loro dignità.
In conclusione: se non sapete accettare la sconfitta, non partecipate!
In conclusione: se non sapete accettare la sconfitta, non partecipate!
che vaneggiava di
Cause Perse,
E lasciami gridare,
Papaveri e Papere
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