"Io non mi curo di quello che pensa la gente!"
Ah, no? Be' se pensano che tu sia strafottente magari hanno ragione!
Un conto è avere una bassa opinione di qualcuno sulla base di informazioni sbagliate, un altro è se quell'opinione è giustificata. Mettiamo che un giorno Novella 2000 titoli "Escusivo! J. Lo fa rapire 101 cuccioli di Dalmata per farne una tutina maculata!". Tutti a dire buuu per J. Lo, J Lo boia...Senza curarsi della verità! J. Lo ama i cuccioli! La tutina al massimo se la farebbe di coccodrillo, mai di dalmata! Prendiamo invece una notizia di Chi: "Dudù guarda in cagnesco la povera Dudina, gli ha attaccato le pulci? " Beh, in questo caso le pulci Dudina gliele ha attaccate sul serio, per cui ben vengano le occhiatacce di Dudù e il biasimo della gente per la sua scarsa igiene personale. Quando si leggono delle notizie, bisogna avere senso critico e non fermarsi alla superficie. Ma tornando a noi, beh, noi non siamo gente famosa e paparazzabile, non ci attribuiscono flirt immaginari con intere squadre di calcio o vacanze di mesi in rihab.
In genere, se qualcuno sa una cosa di me, è perché l'ho fatta.
E tu, lettore, se qualcuno pensa che sei tirchio, probabilmente lo sei!
Se qualcuno ti crede promiscuo probabilmente lo sei!
E in questo non voglio dare un giudizio morale: puoi essere tirchio, perché la vita ti ha portato a essere parsimonioso o a risparmiare per qualcosa che ti sta davvero a cuore. Niente di male. Ma ciò non toglie che sarà difficile farti sganciare 10 centesimi per un porcellino di marzapane per quanto sia adorabile. E' un fatto.
Puoi essere promiscuo, ma i partner che puoi avere avuto in un anno o in una vita non fanno di te una cattiva persona. Come ti sei comportato nei loro confronti lo fa. Anche questo è un fatto.
Se guardi indietro, e pensi alla tua vita, quanto male hai fatto? Quanto bene?
Il mondo è un posto migliore grazie a te? In questo caso bravo! Se lo è allora davvero non devi curarti del giudizio altrui. E' tale e quale? Poco male, la verità è che in pochi riescono a dare un'impronta positiva a quanto accade intorno a loro. Ancora una volta non hai nulla di cui vergognarti. Ma se hai fatto del male, se hai ferito, imbrogliato, umiliato, se hai compiuto azioni che giustificano l'odio altrui, allora il giudizio degli altri ti dovrebbe importare, perché ti indicherebbe chiaramente cosa c'è in te da migliorare. Se non ti importa di migliorare, lasciati dire che sei senza speranza, ma tanto a questo punto, per te, sarà un giudizio senza importanza.
mercoledì, luglio 09, 2014
lunedì, giugno 30, 2014
Osa essere tenero!
Che ci posso fare? Questa pubblicità della Milka mi piace! A distanza di anni mi piace ancora! Mi piace l'espressione placida della mucca che invita alla tenerezza, il tono della voce narrante, e mi piace che sia stata scelta la parola "osare"!
Esiste un folto stuolo di uomini e donne che di certo stenterà a comprendere l'utilizzo di questo termine in relazione alla tenerezza. Donne che riempiono diari e agende di cuoricini, che a S. Valentino passano ore ai fornelli per realizzare manicaretti più o meno riusciti, che non riescono a comporre una frase di senso compiuto che non faccia riferimento, seppur vago, alle loro storie e che anche se in presenza di altri esseri umani, non sono in grado di stare vicine al loro Ammore, senza abbracciarlo, imboccarlo, o comunque trovare il modo di imbarazzarlo. E poi ci sono uomini, un po' meno a dire il vero, che scrivono biglietti e poesie di dubbio gusto, regalano sempre e solo peluches, hanno un vocabolario composto dalle frasi che si trovano nei Baci Perugina e usano i muri per scrivere alla loro amata cose che il resto del mondo sarebbe felice di ignorare. Per queste persone essere teneri non è difficile: vivono n un mondo di panna e zucchero filato, che si sgretola e si trasforma in tragedia a ogni litigio e rifiorisce ad ogni riappacificazione. Ma la mucca Milka non è stata chiamata in causa per loro! Nossignore! La dolce mucca è nata per tutti coloro che arrossiscono al solo al pensiero di avvicinarsi al fioraio, uomini e donne che si sono esibiti innumerevoli scene mute di fronte all'oggetto dei loro desideri, un esercito di cinici che però, in fondo, ci crede ancora. Ce ne vorrebbero di più di mucche viola pronte a dare la spinta quando serve. Perché davvero, ci sono momenti in cui la tenerezza servirebbe per un migliaio di buoni motivi ma tutto ciò che ci riesce è farfugliare un buongiorno e studiare il nodo dei lacci delle scarpe. Per questo la parola chiave è osare. Ricordatevi di osare, sempre! O forse lo fate già? :)
Esiste un folto stuolo di uomini e donne che di certo stenterà a comprendere l'utilizzo di questo termine in relazione alla tenerezza. Donne che riempiono diari e agende di cuoricini, che a S. Valentino passano ore ai fornelli per realizzare manicaretti più o meno riusciti, che non riescono a comporre una frase di senso compiuto che non faccia riferimento, seppur vago, alle loro storie e che anche se in presenza di altri esseri umani, non sono in grado di stare vicine al loro Ammore, senza abbracciarlo, imboccarlo, o comunque trovare il modo di imbarazzarlo. E poi ci sono uomini, un po' meno a dire il vero, che scrivono biglietti e poesie di dubbio gusto, regalano sempre e solo peluches, hanno un vocabolario composto dalle frasi che si trovano nei Baci Perugina e usano i muri per scrivere alla loro amata cose che il resto del mondo sarebbe felice di ignorare. Per queste persone essere teneri non è difficile: vivono n un mondo di panna e zucchero filato, che si sgretola e si trasforma in tragedia a ogni litigio e rifiorisce ad ogni riappacificazione. Ma la mucca Milka non è stata chiamata in causa per loro! Nossignore! La dolce mucca è nata per tutti coloro che arrossiscono al solo al pensiero di avvicinarsi al fioraio, uomini e donne che si sono esibiti innumerevoli scene mute di fronte all'oggetto dei loro desideri, un esercito di cinici che però, in fondo, ci crede ancora. Ce ne vorrebbero di più di mucche viola pronte a dare la spinta quando serve. Perché davvero, ci sono momenti in cui la tenerezza servirebbe per un migliaio di buoni motivi ma tutto ciò che ci riesce è farfugliare un buongiorno e studiare il nodo dei lacci delle scarpe. Per questo la parola chiave è osare. Ricordatevi di osare, sempre! O forse lo fate già? :)
che vaneggiava di
Cose scritte da altri,
DolceMente,
Papaveri e Papere
giovedì, giugno 26, 2014
A volte devi solo ballare con la musica che c'è
Sto ristrutturando casa. O meglio, ho finito di ristrutturare casa 6 mesi fa. Da allora però mi son guardata bene dall'inaugurarla perché non ho trovato il mobile che dico io per il salotto né le tende della giusta sfumatura di verde. Sì, voglio le tende verdi. Non ho nemmeno pianificato le vacanze: speravo nel miracolo, fosse mai che per una volta mi riuscisse di partire con qualcuno invece di dover investigare su quale delle mie amiche si fosse ritrovata single a ridosso dell'estate. Non sono ancora andata al mare, immaginando che due chiletti fosse ancora possibile perderli prima di doversi sottoporre alla prova costume. Non vado a correre, perché fa caldo, non cerco un lavoro migliore perché tanto c'è la crisi e quindi non si trova niente e non scrivo sul blog da un anno perché non ho cose particolarmente interessanti da pubblicare. E' cambiato qualcosa? Naturalmente no, e dubito che le cose cambieranno. Voglio dire, anche aspettando, l'estate romana non diventerà più fresca, la mia casa non sarà più abitabile con una tenda in più o io più bella riducendo di un centimetro la circonferenza cosce. E come potrebbe la mia vita diventare interessante? Perdindirindina! Hanno inventato il dog surfing e il lancio del nano eppure il mondo resta mediamente un posto monotono!
Quello che è cambiato è che mi sono stufata. Ho capito che non esistono i momenti giusti. Esistono solo i momenti. E non esiste la perfezione. Ci siamo solo noi e le nostre insicurezze, gli unici limiti sono quelli che noi stessi ci diamo.
E adesso, credo di dover organizzare un party. @_@
P.S. un baciotto a tutti quelli che passano ancora di qui :)
Quello che è cambiato è che mi sono stufata. Ho capito che non esistono i momenti giusti. Esistono solo i momenti. E non esiste la perfezione. Ci siamo solo noi e le nostre insicurezze, gli unici limiti sono quelli che noi stessi ci diamo.
E adesso, credo di dover organizzare un party. @_@
P.S. un baciotto a tutti quelli che passano ancora di qui :)
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Pseudofilosofia di terz'ordine
lunedì, dicembre 02, 2013
Music’s the reason why I know time still exists
Vorrei vivere guardando orizzonti.
Cavoli, se ci ho provato. Ho cercato ispirazione in obiettivi più grandi di me, ho guardato tutto in prospettiva, ho proiettato me stessa lontano nel tempo...Perchè, come tutti, mi piacerebbe avere una rassicurazione su quello che mi aspetta tra 5, 10, 50 anni. Ma indovinate un po'?
Non ne ho idea.
Non riesco neanche lontanamente a immaginarlo.
Non ho una vita facile da immaginare. Non ho intrapreso uno di quei percorsi di cui si prevede ogni curva e ogni possibile deviazione, e non lo dico con orgoglio, perché a volte sarebbe bello non avere tutti i dubbi e le incertezze che mi accompagnano ogni giorno.
Avere un porto sicuro. Una sfavillante carriera. Una persona su cui contare.
Non posso permettermi una felicità basata sulla progettualità, però io ho dei momenti.
Ho questi momenti che sono come l'esplosione di una supernova, che porta il giorno nel cielo già trapuntato di stelle. Non lo so se chi vive in una scia di sogni avverati ha comunque momenti come questi. Forse sì, ma sospetto che in qualche modo per me valgano di più.
Non so se fra una settimana, un mese o un anno questa gioia sarà rimpiazzata da rimpianto, rabbia o tristezza però avrò per sempre la consapevolezza di aver vissuto un attimo in cui il mio cuore ha danzato.
Ricorderò che era notte ed era autunno, ero sotto gli alberi in mezzo alla città.
E c'era la musica.
C'erano i ballerini, e c'era la musica.
Cavoli, se ci ho provato. Ho cercato ispirazione in obiettivi più grandi di me, ho guardato tutto in prospettiva, ho proiettato me stessa lontano nel tempo...Perchè, come tutti, mi piacerebbe avere una rassicurazione su quello che mi aspetta tra 5, 10, 50 anni. Ma indovinate un po'?
Non ne ho idea.
Non riesco neanche lontanamente a immaginarlo.
Non ho una vita facile da immaginare. Non ho intrapreso uno di quei percorsi di cui si prevede ogni curva e ogni possibile deviazione, e non lo dico con orgoglio, perché a volte sarebbe bello non avere tutti i dubbi e le incertezze che mi accompagnano ogni giorno.
Avere un porto sicuro. Una sfavillante carriera. Una persona su cui contare.
Non posso permettermi una felicità basata sulla progettualità, però io ho dei momenti.
Ho questi momenti che sono come l'esplosione di una supernova, che porta il giorno nel cielo già trapuntato di stelle. Non lo so se chi vive in una scia di sogni avverati ha comunque momenti come questi. Forse sì, ma sospetto che in qualche modo per me valgano di più.
Non so se fra una settimana, un mese o un anno questa gioia sarà rimpiazzata da rimpianto, rabbia o tristezza però avrò per sempre la consapevolezza di aver vissuto un attimo in cui il mio cuore ha danzato.
Ricorderò che era notte ed era autunno, ero sotto gli alberi in mezzo alla città.
E c'era la musica.
C'erano i ballerini, e c'era la musica.
Life isn't about waiting for the storm to pass...It's about learning to dance in the rain.
che vaneggiava di
DolceMente,
Leggerezze,
Pensieri strani
martedì, maggio 14, 2013
The day the saucers came
E' il titolo di una bellissima poesia di Gaiman, che potete leggere qui oppure, se vi accontentate di una traduzione approssimativa, qui. Il senso profondo che esprime è che spesso intorno a noi accadono cose straordinarie, ma non ce ne accorgiamo perché siamo intenti a logorarci sui nostri piccoli problemi, concentrati su un miope obiettivo, o fossilizzati ad aspettare un'unica cosa che ha il potere di tenerci in stallo mentale, bloccati nell'illusoria convinzione che nel momento in cui si realizzerà , allora sì, tutto andrà bene, tutto sarà come deve essere, un nuovo inizio, la vera vita. Ma la vita è quella che ci passa accanto mentre aspettiamo, la vita accade ogni giorno, con i suoi dischi volanti, le fate, i giganti, le macchine del tempo e le tempeste di vento. La vita non aspetta. Non restate soli a casa ad aspettare un lavoro, l'amore, il giorno perfetto, una chiamata, una cartolina: uscite, amate, scrivete, vivete, guardate il cielo e non lasciate che gli alieni arrivino senza che voi ne sappiate niente.
Io voglio fare così. E non aspetto nessuno.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Deliri,
Pseudofilosofia di terz'ordine
lunedì, dicembre 03, 2012
Ballando al buio
Negli ultimi tempi mi rendo conto di essere diventata più cinica e sospettosa. Non è sempre stato così ma...imparo dai miei errori.
Penso ancora che le cose belle possano accadere solo però, non le do per scontate e non mi aspetto che tutte le storie abbiano un lieto fine. Ma queste cose, le cose belle, le storie felici, io le apprezzo. Mi prende quasi il magone quando osservo persone che dovrebbero essere felici che si struggono per delle cazzate. Allestiscono tragedie. Volutamente cercano di attaccare ad altri il loro malcontento. Vogliono essere compatiti e sostenuti nelle loro mattane. Già lo so che a questo punto qualcuno mi dirà che parlo per invidia oppure che non posso giudicare i sentimenti e le insicurezze delle persone. Ma io lo faccio. Io giudico e come! Si può dire che ho aperto un blog apposta per farlo! E' vero che la ricetta della felicità non esiste, ma dovrebbe essere vietato per legge essere infelici per, e scusate se mi ripeto, cazzate. Se sei alta un metro e settanta e pesi 45 chili, non puoi lamentarti di essere ingrassata, specialmente se non è vero. Ma anche se lo fosse, e allora?Almeno tua madre non dovrà preoccuparsi di vederti morire di fame. E meno che mai puoi lamentarti di questa cosa davanti a una ragazza di un metro e 50 che di chili ne pesa 90, e quando la stessa ti fa notare "Va be' su, non farne una tragedia, altrimenti io mi dovrei sparare", risponderle "No, però sai, tu sei così di costituzione, mentre io ho le ossa sottili"...
Non puoi stare a lamentarti con l'amica che è stata appena mollata dopo 5 anni di fidanzamento perché il tuo ragazzo invece di regalarti il solitario ti ha fatto un misero rubino "che nemmeno si intona con i tuoi occhi" e magari rimarcare dicendo "Almeno tu che sei single non hai di questi problemi..." . E sì, sono proprio problemi.
Oppure ti lamenti perché una persona, molto più qualificata e competente di te, ha avuto la promozione al posto tuo. O perché, per guadagnare di più, ti hanno chiesto di fare degli straordinari. O perché le due settimane per andare in Brasile, te le danno solo ad agosto, ma tu volevi andarci quando lì era estate. Sta a vedere che per farti contento invertiamo le stagioni!
Non commento proprio casi analoghi sulla salute delle persone (p.e. "tu almeno non hai problemi con il parcheggio"...Si commenta da sola).
A tutto questo io dico BASTA. Ma si ascoltano quando parlano? Non pretendo che abbiano sensibilità e delicatezza per le persone che stanno loro accanto, no, quello sarebbe già un livello superiore di maturità e consapevolezza. Chiedo solo che non si rendano ridicoli. Perché quando l'effetto comico passa negli altri lasciano solo una grande tristezza.
Siamo davvero un'umanità e una generazione incapace di essere felice?
Se è così abbiamo sbagliato qualcosa.
Penso ancora che le cose belle possano accadere solo però, non le do per scontate e non mi aspetto che tutte le storie abbiano un lieto fine. Ma queste cose, le cose belle, le storie felici, io le apprezzo. Mi prende quasi il magone quando osservo persone che dovrebbero essere felici che si struggono per delle cazzate. Allestiscono tragedie. Volutamente cercano di attaccare ad altri il loro malcontento. Vogliono essere compatiti e sostenuti nelle loro mattane. Già lo so che a questo punto qualcuno mi dirà che parlo per invidia oppure che non posso giudicare i sentimenti e le insicurezze delle persone. Ma io lo faccio. Io giudico e come! Si può dire che ho aperto un blog apposta per farlo! E' vero che la ricetta della felicità non esiste, ma dovrebbe essere vietato per legge essere infelici per, e scusate se mi ripeto, cazzate. Se sei alta un metro e settanta e pesi 45 chili, non puoi lamentarti di essere ingrassata, specialmente se non è vero. Ma anche se lo fosse, e allora?Almeno tua madre non dovrà preoccuparsi di vederti morire di fame. E meno che mai puoi lamentarti di questa cosa davanti a una ragazza di un metro e 50 che di chili ne pesa 90, e quando la stessa ti fa notare "Va be' su, non farne una tragedia, altrimenti io mi dovrei sparare", risponderle "No, però sai, tu sei così di costituzione, mentre io ho le ossa sottili"...
Non puoi stare a lamentarti con l'amica che è stata appena mollata dopo 5 anni di fidanzamento perché il tuo ragazzo invece di regalarti il solitario ti ha fatto un misero rubino "che nemmeno si intona con i tuoi occhi" e magari rimarcare dicendo "Almeno tu che sei single non hai di questi problemi..." . E sì, sono proprio problemi.
Oppure ti lamenti perché una persona, molto più qualificata e competente di te, ha avuto la promozione al posto tuo. O perché, per guadagnare di più, ti hanno chiesto di fare degli straordinari. O perché le due settimane per andare in Brasile, te le danno solo ad agosto, ma tu volevi andarci quando lì era estate. Sta a vedere che per farti contento invertiamo le stagioni!
Non commento proprio casi analoghi sulla salute delle persone (p.e. "tu almeno non hai problemi con il parcheggio"...Si commenta da sola).
A tutto questo io dico BASTA. Ma si ascoltano quando parlano? Non pretendo che abbiano sensibilità e delicatezza per le persone che stanno loro accanto, no, quello sarebbe già un livello superiore di maturità e consapevolezza. Chiedo solo che non si rendano ridicoli. Perché quando l'effetto comico passa negli altri lasciano solo una grande tristezza.
Siamo davvero un'umanità e una generazione incapace di essere felice?
Se è così abbiamo sbagliato qualcosa.
che vaneggiava di
E lasciami gridare,
Persone pessime,
Sandra fa schifo
domenica, settembre 09, 2012
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto
La razza umana si avvia all'auto-distruzione. Posso affermarlo con certezza perché ormai non ci accontentiamo delle difficoltà della vita reale, e no... ci siamo inventati il web! Un labirinto di specchi dove è facile perdersi e incontrarsi e dove, soprattutto, nascono gli amori! Amori impossibili, amori incredibili, sbalorditivi. Amori, permettetemelo, spesso fasulli. Ammettiamolo. L'anonimato e il mistero della rete ha fatto sì che tutti ci sentissimo, almeno una volta, i Romeo e la Giulietta di turno.
Eppure Romeo e Giulietta sono morti, mentre noi siamo ancora qui, a lamentarci o a innamorarci del prossimo che ci dedicherà un sonetto di Shakespeare. Ovviamente, del web, non posso dire solo peste e corna, dopotutto le persone che vi bazzicano sono le stesse che incrociano i nostri destini a lavoro, per strada, nel parco, alla posta... Ciò da cui diffido sono le relazioni che si sviluppano sul web e si protraggono - ma solo virtualmente - per anni, senza passare al piano reale e che sviluppano, nel giro di una sera o poco più, un livello di confidenza e di (presunta) conoscenza che non attribuiremmo nemmeno al nostro migliore amico.
"Mi sembra di conoscerti da una vita...Con te sento di poter parlare di qualsiasi cosa".
Ebbene, intanto ti sembra, ma mi conosci da poco più di un paio d'ore e...sì, mi stai raccontando qualsiasi cosa! Ma proprio tutto. Anche cose che dal vivo non mi diresti nemmeno da ubriaco! Il problema però è che, tecnicamente, in chat, non stiamo veramente parlando. Chattiamo. E, credimi, sconosciuto chattatore del mistero: non è la stessa cosa. Chattare mi da il tempo di riflettere su frasi ad effetto e saggi consigli da rifilarti. Mi permette di googolare argomenti di cui non so un piffero e all'occorrenza di aprire un sondaggio sul mio blog per capire cosa vogliono dire gli acronimi di cui infarcisci la conversazione, tipo TADBMVDB.Per quanto ne puoi sapere, mentre mi spiattelli i particolari del tuo tentato suicidio, i maltrattamenti subiti da bambino, la ragazza che ti ha lasciato per tuo padre e altre amenità di questo tipo, io ballo la polka nel salotto di casa mentre detto le risposte alla mia scimmietta domestica. Ma va bene, ammetto che non necessariamente si deve incappare in uno psicopatico. Però il rischio c'è. Ed è alto. Perché dietro lo schermo del pc ci sentiamo al sicuro e di conseguenza abbassiamo le difese. E questo, più o meno, è ciò che penso dell'amore on line: in qualche modo e per alcuni, esiste, ma non è più facile da trovare che off line. Come potrebbe? Io che scrivo questo post sono la stessa persona che ogni mattina prende il caffè nel bar sotto l'ufficio. Ho avuto storie belle e brutte, brevi, intense e l'unica cosa che ho imparato è che per capire una persona devi guardarla in faccia e, spesso, non basta nemmeno quello. E poi, naturalmente, ci vuole fortuna. E ce ne vuole tanta.
lunedì, agosto 06, 2012
Niente di nuovo dalle stelle
Gli italiani sono tutti più bravi di Prandelli a fare la nazionale e di Pippo Baudo a mettere su San Remo, questo almeno a parole. E a parole sono tutti qualificati a dare consigli, specialmente se non richiesti. E così, oltre a pronostici di grandi sventure e delusioni nei quali incorrerò in un non ben identificato ma prossimo futuro credo di aver recepito anche un velato e divertito accenno alla mia ingenuità e alla mia attitudine naif di affrontare il mondo.
E in parte è vero che sono così, ma le mie azioni dei giorni precedenti erano state dettate da quella parte di me che non ha nulla a che vedere con i peluche e i gattini abbandonati, quella parte, per intenderci, che ama giocare a freccette con le foto di William e Kate e lo fa perchessì e basta, e anche se poi si ritrova con i buchini sulla parete.
Ed è stato allora che mi è stato chiaro quanto parziale e distorta fosse l'immagine che avevo dato di me. Vengo vista come una persona che non si espone mai ma, ogni volta che faccio qualcosa di avventato, pericoloso, qualcosa che appunto mi ESPONE, tutti sono portati a pensare che lo faccio perché non vedo il rischio e non ho pensato alle conseguenze. Non è così. Sono consapevole. Sono un Kamikaze. E faccio quello che faccio perché mi va.
Il solito osservatore esterno si è convinto che credo nelle favole. La verità è che usa se stesso come metro di valutazione di tutto e giudica gli altri sulla base dei suoi schemi, delle sue abitudini e dei suoi comportamenti. Non riesce a capire, o a credere, che io possa agire per sentirmi appagata qui e adesso, senza troppo interesse per quanto avverrà tra una settimana.
C'è un filo di maschilismo nei suoi processi mentali. Sono certa che il mio stesso discorso, se fatto da un uomo, lo avrebbe accettato, dalle mie labbra gli risulta incomprensibile, se non addirittura falso.
Ma del maschilismo e del femminismo mi importa poco. Non posso vivere per uniformarmi a una categoria. Devo vivere per essere felice. Farmi male ogni tanto. E poi ricominciare.
"Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza."
sabato, giugno 23, 2012
Non sono una signora
Non era certo la voce della mia coscienza, e non starò a spiegarvi chi fosse, ma qualcuno oggi con grande nonchalance mi ha detto che sono scapestrata, pigra, approssimativa e disordinata. Ha aggiunto che queste sono caratteristiche distintive degli uomini e che gli uomini cercano donne intelligenti, precise e ordinate proprio per salvarsi dal loro perenne stato di inadeguatezza. La logica conclusione di questi postulati è che non troverò mai un uomo. La cosa tremenda è che temo abbia ragione. Su tutto. L'aspetto più sconvolgente di questa conversazione/rivelazione è però un altro: il mio simpatico interlocutore ha gettato luce su quello che consideravo uno dei più grandi misteri dell'umanità vale a dire com'è possibile che ogni rompiballe di questa terra abbia al suo fianco un uomo che la sopporti a costo della sua integrità psichica. Trattasi di uno di quei fenomeni conosciuti nel mondo animale come simbiosi, per cui due esseri anche molto differenti tra loro - nel caso specifico un soggetto femmina, saccente e logorroico con una spiccata propensione al controllo e un soggetto maschio approssimativo e amante del calcio e del quieto vivere, imparano a coesistere e a trarre beneficio dalla reciproca compagnia. Un po' come avviene tra i gamberetti e le anemoni di mare. A dire il vero, lo avevo sempre un po' sospettato, ma non avrei mai detto che qualcuno me lo avrebbe confermato.
Potete anche non credermi, ma sono convinta che essere quel tipo di donna, non sia poi così difficile. Siete liberi di pensare che lo dica per autodifesa o per pura presunzione, ma mi basterebbe poco per diventare quella che sa sempre in che cassetto stanno i calzini, dice la cosa giusta al momento giusto e non dimentica mai i compleanni. E' questione di disciplina e educazione, di regole e di modelli. Io credo sia molto più difficile accettare la propria natura, specialmente se è naif e sognante. E' difficile perché devi venire a patti col pensiero che nuoterai per sempre sola in un mare sconfinato. E' un pensiero triste, che fa capire come mai siano in tanti a cercare accordi come quello di cui sopra. Io per il momento resisto. Forse un giorno incontrerò qualcuno che sorriderà della mia goffagine e non se ne curerà. O magari, chissà, capitolerò e imparerò ad attaccare i bottoni e archiviare le bollette. Al momento non accadde nulla di tutto ciò. Me ne sto qui, in questo oceano senza fine. E so solo che non sono un dannatissimo gamberetto.
sabato, giugno 09, 2012
La verità è che non gli piaci abbastanza
"Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un'altra cosa. Siete fuori!"
E' vero! Il film potrà piacere o non piacere, a seconda che si apprezzino o meno le commedie romantiche, e le più critiche di noi potranno storcere il naso al pensiero che il regista voglia far passare il concetto che una strafiga come la protagonista Gigi, passi la vita a incassare due di picche, ma io l'ho trovato più istruttivo di un'intera puntata di Quark! E Piero Angela non me ne voglia. E quanto questa visione mi abbia positivamente influenzata e interiormente arricchita me lo ha dimostrato una recente conversazione con un'amica. Mi ha racconto un episodio che coinvolgeva, ovviamente, un uomo e immediatamente me ne ha fornito la sua interpretazione. La mia reazione è stata:
"Sempronia, cara, no."
"Ma non pensi che si sia comportato in maniera strana? Cioè prima mi chiama, e poi conclude la telefonata in fretta e furia senza nemmeno chiedermi di uscire!"
"Tesoro, tu gli hai detto che stavi al lavoro e non avevi tempo di parlare."
"Sì, ma non era vero, volevo vedere la sua reazione...Oh e se si fosse offeso...?"
"Sempry, gli uomini non si offendono. Gli hai detto che non potevi parlargli? Ha chiuso. Si è offeso? No, sapeva che ci tenevi a sentirlo quindi non ha motivo di pensare che hai inventato una balla."
"Ma lui..."
"No."
"Non credi che..."
"No."
"Mi fa bene parlare con te. Dai un'interpretazione diversa dagli eventi."
Ovviamente l'evento era chiaro. L'unico aspetto non chiaro era: se Sempronia voleva parlare con Amilcare, perché gli ha detto che era occupata?
Non temete, è solo una domanda retorica, dubito che perfino una laurea in neuroscienze possa servire a trovare la risposta.
Qual è il senso di tutto ciò? Semplicemente che spesso le risposte ce le abbiamo davanti agli occhi, ma rifiutiamo di vederle. E che dobbiamo stare attenti a ciò che chiediamo, perchè, caspiterina, potremmo essere accontentati. E ancora, la soluzione più semplice, il più delle volte, è quella giusta.
E non dimentichiamoci che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere.
E io sto ancora delirando.
Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda a qualunque costo.
E' vero! Il film potrà piacere o non piacere, a seconda che si apprezzino o meno le commedie romantiche, e le più critiche di noi potranno storcere il naso al pensiero che il regista voglia far passare il concetto che una strafiga come la protagonista Gigi, passi la vita a incassare due di picche, ma io l'ho trovato più istruttivo di un'intera puntata di Quark! E Piero Angela non me ne voglia. E quanto questa visione mi abbia positivamente influenzata e interiormente arricchita me lo ha dimostrato una recente conversazione con un'amica. Mi ha racconto un episodio che coinvolgeva, ovviamente, un uomo e immediatamente me ne ha fornito la sua interpretazione. La mia reazione è stata:
"Sempronia, cara, no."
"Ma non pensi che si sia comportato in maniera strana? Cioè prima mi chiama, e poi conclude la telefonata in fretta e furia senza nemmeno chiedermi di uscire!"
"Tesoro, tu gli hai detto che stavi al lavoro e non avevi tempo di parlare."
"Sì, ma non era vero, volevo vedere la sua reazione...Oh e se si fosse offeso...?"
"Sempry, gli uomini non si offendono. Gli hai detto che non potevi parlargli? Ha chiuso. Si è offeso? No, sapeva che ci tenevi a sentirlo quindi non ha motivo di pensare che hai inventato una balla."
"Ma lui..."
"No."
"Non credi che..."
"No."
"Mi fa bene parlare con te. Dai un'interpretazione diversa dagli eventi."
Ovviamente l'evento era chiaro. L'unico aspetto non chiaro era: se Sempronia voleva parlare con Amilcare, perché gli ha detto che era occupata?
Non temete, è solo una domanda retorica, dubito che perfino una laurea in neuroscienze possa servire a trovare la risposta.
Qual è il senso di tutto ciò? Semplicemente che spesso le risposte ce le abbiamo davanti agli occhi, ma rifiutiamo di vederle. E che dobbiamo stare attenti a ciò che chiediamo, perchè, caspiterina, potremmo essere accontentati. E ancora, la soluzione più semplice, il più delle volte, è quella giusta.
E non dimentichiamoci che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere.
E io sto ancora delirando.
Un saggio una volta mi ha detto che se un uomo vuole stare con una donna farà in modo che succeda a qualunque costo.
che vaneggiava di
Cause Perse,
Cronaca Fuxia,
Gossip,
Vaneggiamenti inutili
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