venerdì, settembre 26, 2008

The importance of saying goodbye

"Buongiorno e, nel caso non dovessimo rivederci, buonpomeriggio e buonasera". Erano più o meno le parole di Truman, in "The Truman Show", nel salutare i vicini di casa. Frasi, le sue, che facevano parte di una routine, e per questo considerate da molti superflue e vuote. In realtà però, se anche perdiamo il contatto con quello che facciamo, i nostri gesti hanno un significato. Forse chi riceve il nostro saluto, che sia un "Ciao", un "Come va?" o un "Arrivederci" è ugualmente abituato a darlo per scontato e la sua risposta scatterà in automatico ma la cosa strana di questi "vuoti" convenevoli è che nel momento in cui vengono a mancare acquistano peso. Queste parole prive di consistenza diventano d'un tratto macigni. Quante volte ci siamo trovati a dire di qualcuno "Non mi ha neanche salutato..."? E in qualche modo l'assenza di quel gesto diventava una profonda mancanza di rispetto.
Buongiorno, bentrovato, arrivederci, addio. Ti dicono che la persona che hai di fronte, iniziando quella giornata, volente o nolente, e qualunque sia il suo umore, all'occorrenza interagirà con te. Vogliono indicare che qualcuno ti sta dicendo "Io ci sono, ti ho visto, voglio che tu sappia che potrei voler scambiare qualche altra parola con te." Significano "Sto andando via, per un po'non mi vedrai e starò lontano, ma tornerò" Significano "Non ci vedremo più, non mi aspettare". I saluti sono porte che si aprono e che si chiudono. Per entrare devi salutare e aprire la porta, quando esci devi salutare e chiuderla, perchè nessun altro lo farà al tuo posto ed il freddo avrà tutto il tempo di entrare e sarà il gelo che troverai se e quando tornerai.

domenica, settembre 21, 2008

Equinozio d'autunno

Non sono abituata a dare valore a ciò che è sempre sotto i miei occhi, ma poi alle volte è come se cadesse un velo e d'improvviso il mondo si rivelasse e, immancabilmente, mi chiedo come ho fatto a essere così cieca. E' successo anche oggi. Quant'è bella la città in cui vivo? Quanti possono decidere di passare una domenica pomeriggio come tante altre passaggiando tra il Colosseo e i Fori Imperiali, tra Piazza di Spagna e la fontana di Trevi, mentre una carrozza attraversa lenta via del Corso e un figurante travestito da antico romano si mette in posa in mezzo ai turisti?
Al caldo dell'ultimo sole dell'estate musicisti e artisti di strada hanno improvvisato uno strano concerto e insolite danze lungo i marciapiedi.
Mi guardavo intorno e quello che vedevo mi piaceva. Mi guardavo intorno e mi sentivo fortunata a vivere qui.

venerdì, settembre 05, 2008

Strambità

Tutto ciò che si produce si deve vendere. Per quanto assurdo esiste un mercato per oggetti a dir poco bizzarri. Da assidua frequentatrice di mercatini e osservatrice di uomini, sono stata testimone dell'esistenza di manufatti al limite del credibile. Giorni fa la mia mente si è dovuta soffermare alcuni minuti a contemplare le implicazioni dell'esistenza di un crocifisso musicale corredato da palline colorate e luminose a intermittenza. Capite bene che se un marocchino lo vendeva esisterà una casa- magari neanche troppo lontano dalla nostra- nel cui salotto il manufatto fa bella mostra di sè e non c'è dubbio che il disegnatore di tale oggetto sia stato, almeno per qualche minuto, soddisfatto del suo operato. Non c'è dubbio che lo sia stato, ben più di un minuto, l'acquirente. Nel Sol Levante, regione dalla nota creatività, ho potuto però contemplare alcune delle più ricercate stranezze.: cilindri di peluche, che a una attenta analisi risultavano attrezzi per tenere rigido il gambale degli stivali, simpatici bastoncini di legno con buffi personaggi a decorarne una delle estremità...l'altra serviva a eliminare il cerume dalle orecchie e trampoli d'acciaio ricurvo che...be' quelli servivano a farsi notare, e in effetti funzionavano.
Ma senza andare così lontani nello spazio, posso dire che un mio amico si è messo a vendere occhiali decorati con conchiglie e che, sempre più spesso mi è capitato di vedere gente con un simpatico cappellino con ombrello incorporato, per le giornate di sole.
Voi cosa mi dite? Ci sono stati oggetti che vi hanno fatto pensare "E questo chi se lo compra?" o_0

sabato, agosto 30, 2008

Non c'è mai tempo per le cose veramente importanti...

Ho preso giorni, ore, stagioni , li ho messi in una scatola e li ho mescolati.
Mi sono dedicata a lungo a cose che in realtà non richiedevano tanto tempo e non ho dato il giusto peso a ciò che invece quel tempo lo meritava.
E' così difficile stabilire quale sia la "giusta misura".
A fine giornata, immancabilmente mi guardo indietro e mi chiedo come ho potuto lasciar scivolare a quel modo i minuti e perchè ho trascurato proprio le cose a cui tenevo di più. Sono un'incredibile pasticciona. Forse, e dico forse, faccio così inconsapevolmente, per non dover fronteggiare scomode priorità, e in parte sarà davvero così ma una piccola percentuale delle cose che non faccio ha poco a che fare con doveri e grattacapi. Una telefonata, una lettera, un lavoretto da niente, una passeggiata in centro, una parola gentile, chiedere come va. E queste piccole cose sarei felice se qualcuno trovasse il tempo di farle per me. Ma si sa, il tempo è qualcosa di estremamente labile. Aumenta e diminuisce a seconda dell'umore e, a volte, sembra eterno, sembra non bastare mai, scompare.

martedì, agosto 26, 2008

Sogni di gloria

Pochi giorni fa i cieli della Cina si sono illuminati di fuochi d'artificio. Per chi li guardava in tv è stato un spettacolo maestoso ma immagino che laggiù, dal vivo, abbiano letteralmente mozzato il fiato.
Ogni 4 anni il mondo si mobilita per celebrare lo sport...L'importante è partecipare-ci dicono- ma l'impressione è che a vincere ci tengano in parecchi. Le Olimpiadi a me piacciono perchè trovano spazio sport che, diversamente, nessuno si fila e questo vale tanto per quelle estive che per quelle invernali.
Per quanto pigra anche io, se del giusto umore, amo mettermi alla prova ma mi diverto di più quando non c'è nulla in palio perchè permette a me e agli avversari di giocare senza ansia. Che poi, se ci pensiamo, l'ansia fa sì che il gioco non sia più gioco ma pura competizione. E quindi vai con i giri in bici, rigorosamente da passeggio e possibilmente senza mete precise, ping pong a ostacoli giocato nel giardino della zia saltando gatti, racchettoni estremo tra i sassi del bagnasciuga e beach volley d'assalto con sfidanti che ti crollano addosso dall'altra parte della rete. Ecco, in queste discipline mi sento davvero una campionessa, queste e il galleggiamento in acqua di mare, bocce e freccette e la caccia allo gnomo.
Insomma, lontana dalle medaglie e dagli allori mi tengo in forma anche io ;-)

mercoledì, agosto 20, 2008

L'estate sta finendo...

Anche su Nessundove non riuscivo a fare a meno di tirare le somme delle estati passate. Questa ancora passata non è ma lo è per me, visto che per quest'anno ho chiuso coi tramonti sulla spiaggia, con il rumore del mare in tempesta che mi sveglia, con le passeggiate infinite per posti noti, a incontrare volti conosciuti da una vita. E nel tempo, forse, qualche nome è anche svanito, ma non è svanito il senso di familiarità che respiro ogni qualvolta ritorno nelle mie città. Sono state ferie molto brevi, motivo per cui ho cercato di godermi ogni minuto, sia che cercassi affari tra le bancarelle del solito mercatino, sia che bevessi una birra tra le luci e la musica del locale del porto. Rientravo a casa in punta di piedi, per non svegliare i miei e poi mi fermavo qualche minuto sul terrazzo a guardare stelle cadenti e a esprimere desideri. In questi giorni ogni telefonata, ogni incontro, ogni abbraccio, mi ha lasciato un profondo senso di tenerezza. Avrei voluto poter conservare quel calore in un sacchetto, insieme al profumo del basilico e del rosmarino, dei cornetti caldi del forno, insieme al chiacchiericcio degli amici, lo sciabordio del mare e a tutte le immagini che, invece, porto nel cuore.

mercoledì, agosto 06, 2008

Dormire, forse sognare

Il riposo non è una "perdita di tempo". E' necessario per poter tornare a svolgere al meglio le proprie occupazioni, per accingersi a farle con rinnovato entusiasmo. A volte serve anche a capire che, nella realtà , si ha voglia di fare qualcos'altro. Non credo che nelle prossime due settimane io arrivi a una conclusione così drastica perchè, sebbene il mio mondo sia indubbiamente migliorabile, pure vi sono diverse cose che apprezzo in esso. Però è con grande gioia che mi prendo una pausa. Ormai da tempo sogno il sole e la spiaggia e una miriade di semplici attività che mi attendono e che riscoprirò con piacere di amare. E quando questa breve parentesi sarà chiusa, il mio vecchio mondo sarà qui ad aspettarmi. Venerdì partirò. Ci si risente tra 15 giorni, buone vacanze a tutti, navigatori della rete :)

lunedì, luglio 28, 2008

Celami in te, dove cose più dolci son celate, fra le radici delle rose e delle spezie.

Amo la buona cucina.
Capirai- direte voi -se è buona davvero è impossibile non amarla. Ma al di là dell'assaggio adoro guardare all'opera chi sa "creare", impastare, insaporire...Nel mio piccolo mi applico, ma mentirei parlando di grandi risultati. Però mi piace sperimentare, usare ingredienti sconosciuti, accostamenti insoliti che nella maggior parte dei casi risultano temerari, ma a volte riescono. Ultimamente avevo poco da sperimentare, visto che mio fratello era a dieta e mi aveva implorato di non tentarlo, motivo per cui cose diverse dall'insalata e dal petto di pollo erano state bandite, ma fra pochi giorni mi ritroverò campo libero in cucina, per cui sto facendo scorta di spezie e pastrocchi vari che vorrei utilizzare. Adoro la cucina giapponese, i dolci arabi, le spezie indiane. Certi sapori, alcuni profumi, determinati aromi hanno qualcosa di fascinoso. Parlano di luoghi lontani, di culture distanti e usarli è uin po' come viaggiare. Cosa vi diverte provare in cucina? Ci sono piatti che amate di più e vi piace sperimentare?Io mi considero un'esploratrice dei sapori o_0

martedì, luglio 22, 2008

Uno su un milione

Mario e Clode mi hanno chiesto di scavare nella mia libreria e tra i film della memoria per individuare due personaggi che possa ritenere il mio ideale di uomo...impresa ardua che mi ha fatto riflettere su quanto sia di gusti difficili. Almeno poi mirassi all'eccellenza. Tutt'altro... Per iniziare credo sia opportuno restringere il campo, ed eliminare gli uomini cervellotici, con profondi drammi esistenziali, insicuri, noiosamente idealisti e malgrado ciò egocentrici e autoreferenziali, e quindi depenniamo i vari Werther, Jacopo Ortis, e tutti coloro stanno su questa scia. Non amo neanche gli sciupafemmine alla Genji Monogatari, o per restare in tema orientale, alla Tokyo Blues. 'Sti tipi sono maschi che non devono chiedere mai, ma preferisco di gran lunga chi chiede, trovo sia anche più educato. Insomma, il personaggio che vorrei selezionare deve essere un tipo pratico, che sappia quello che vuole, dotato di ragionevole fascino, diretto e trasparente fino alla crudeltà (che può sembrare un male, ma sempre meglio che essere contorti e opachi fino alla crudeltà). Non voglio un eroe che anteponga il bene del mondo al mio, per cui ecco che anche Ben Affleck in Armageddon viene spuntato via (lo so, Bruce Willis prende il suo posto nel sacrificio finale, ma lui era pronto a farlo). Se non si trattasse di un telefilm, citerei Sahid, di Lost. Che poi ha l'invidiabile qualità di non essere scontato e buonista, non da poco se si considerano i cliché di cui è stata nutrita la mia generazione. E che dire di Orlando Bloom ne "I pirati dei Caraibi"? Purtroppo una serissima indagine scientifica che faceva bella mostra di sè in un numero di Metro di qualche giorno fa, affermava con certezza che i capelli lunghi in un uomo sono sintomo di infedeltà (per quanto i miei personalissimi studi non diano molta fiducia neanche ai rasati, per non parlare dei mesciati!) per cui ecco che salta giù dalla nave anche il bel pirata. E quindi eccomi qua che cito un filmetto da quattro soldi "Qualcuno da Amare" con Christian Slater il cui personaggio, a ben pensarci, non soddisfa nessuno dei criteri che ho elencato, ma appaga una certa mia remota ricerca di tenerezza e me lo fanno preferire a tutti gli spartani di 300. E così le chiacchiere scritte finora non son servite a niente a parte capire che spesso, quello che scegliamo è diverso da ciò che pensavamo di desiderare. Sul fronte libri, ho preso una cotta per Jonathan Strange, uno dei maghi del romanzo "Jonathan Strange & Mr. Norrell", perchè per avere ciò che voleva non ha esitato ad andare a prenderselo dietro il cielo, dall'altro lato della pioggia. Rrestando in tema di maghi, citerei anche Prospero, colui che tesse la trama de "La tempesta". Non un personaggio romantico e nemmeno un uomo ideale se non nel suo nucleo più profondo: esperto dell'animo umano e consapevole dell'arbitrarietà del destino. Consapevole che la vita è un palcoscenico e va vissuta finchè non cala il sipario.

domenica, luglio 13, 2008

My place

"E una vita che sto in doppia" è il titolo che campeggia su questo blog. Il perchè della scelta è stato ampliamente spiegato ma, detto in due parole, la "doppia" era per me, da quando sono nata, una sistemazione fisica e una realtà esistenziale. Lo è ancora? In realtà mia sorella si è trasferita in un'altra città per cui la mia stanza, tecnicamente parlando, non è più una doppia. Nondimeno resta una doppia nello spirito, e vi spiego il perchè: c'è ancora il suo letto, per quando viene nei week end, qualcuno dei suoi vestiti nell'armadio, anche se di solito usa i miei, e poi naturalmente i porcellini, quelli che non ha potuto portare con sè almeno. La mia gemella colleziona oggetti a forma di porcellino per cui la nostra stanza è un trionfo di peluche rosa, salvadanai panciuti, lampade con la coda arricciata e statuette di maialini con gli occhiali da sole. Del resto non mi sono mai lamentata di queste cose perchè, tutto sommato, mi piacciono e da parte sua mia sorella ha accettato con serenità il mio cosiddetto angolo zen, vale a dire chili di libri, soprammobili e souvenirs di foggia o provenienza orientale che fan mostra di sè in un angolino della stanza. E poi ci sono i miei altri libri, i fumetti, le mie adorate cianfrusaglie (leggi bigiotteria)...Tutto questo per dire che una stanza ti dice sempre qualcosa su chi ci vive. La mia, per quanto abbia al momento un solo abitante, è indubbiamente una doppia. Ed è una stanza zeppa di maialini, candele e acchiappasogni, bruciaincensi, una chitarra senza una corda, bacchette di legno e altre cose così. Forse sono anche io un po' così.