martedì, dicembre 16, 2008
Ti regalerò una rosa, una rosa rossa per dipingere ogni cosa...
lunedì, dicembre 08, 2008
In viaggio nel tempo
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Deliri,
Dubbi Amletici,
Leggerezze,
Spazi
mercoledì, novembre 26, 2008
Se un giorno io non fossi più io - divagazioni su cose più grandi di me. Molto più grandi.
Se nella tua vita passata sei stato cattivello, rinasci animale. Uno scarafaggio, in altre parole, è qualcuno che le ha combinate grosse quando andava su due zampe.
Se sei stato buono rinasci uomo e fonti ben informate sostengono che se non sei stato COSI' buono, può toccarti di rinascere donna.
Può anche darsi che tu ti sia comportato nella maniera più ZEN possibile, così che, al momento della morte, abbandoni per sempre questa valle di lacrime, ti sganci dalla ruota della morte e della rinascita ed entri nel Nirvana, che non è il paradiso, ma qualcosa di diverso, ammesso che qualcuno sappia esattamente cosa sia il paradiso. Il nirvana comunque, per citare parole non mie è "il grande vuoto e la sua assenza di santità", una definizione che, attaccata come sono alla "pienezza" terrena, mi spaventa un po', motivo per cui nessuno è mai riuscito a convincermi della desiderabilità di questo vuoto... ma sto divagando. Ho riassunto teorie che richiederebbero tomi interi di spiegazioni in due righe, quindi prendete le mie parole per quello che sono: becere approssimazioni. Dove sta la complicatezza cui accennavo? Be', ecco, la faccenda complicata è che il buddhismo (perchè di buddhismo si sta parlando) non crede nell'esistenza di un'anima individuale, quindi chi o cosa si rincarna? Qui le spiegazioni si sprecano, ma il concetto è che a rincarnarsi siano varie parti di te, non necessariamente tutte, parti che in qualche modo ti rappresentano ma non ti rappresentano in toto, così che l'essenza che si viene a creare nel nuovo individuo sei tu, e allo stesso tempo non lo sei. Concetto senza dubbio non del tutto privo di fascino ma per quel che mi riguarda non auspicabile come quello di un'anima immortale in cui io sono io e basta. Detto questo, la mia mente semplice si è chiesta chi o cosa sarei stata in passato se tutto questo fosse vero, e ho pensato a un essere che mi somigliasse almeno in parte, e l'unico che mi è venuto in mente è il gatto. Nessuna Cleopatra, nessuna Zarina Russa. Un gatto. Non so quale sia il peccato per una vita felina, certo è che un'esistenza da edonista non è la peggiore delle condanne :P E' solo un gioco ma se non fosse la vostra prima volta su questo mondo, chi credete che sareste stati?
venerdì, novembre 07, 2008
Chi ha paura del lupo cattivo?
Una assistente di volo ha comunicato che la colazione non sarebbe stata servita per via di alcune turbolenze. Pochi istanti dopo l'aereo sul quale viaggiavo ha cominciato a trasformarsi in una sorta di shaker per passeggeri. Io pur ancorata alla mia poltrona con le unghie, ho mantenuto
una mia dignità, il mio vicino di volo, palesemente sull'orlo di una crisi di nervi, ha cominciato a dare segni di cedimento, con risate isteriche, gridolini e un fiume di parole il cui senso era "Mi sono appena sposato, ho tutta una vita davanti, sono troppo giovane per morire". Dubito che le cose che mi ha raccontato me le avrebbe dette se non avesse pensato sul serio di poter morire entro pochi istanti. Dubito che mi avrebbe addirittura rivolto la parola se l'aereo non avesse iniziato a ballare. E' curioso cosa siamo in grado di fare e di dire quando ci sentiamo in pericolo ed è curioso che siano situazioni diverse a scatenare in noi il panico. Io, ad esempio, dò il peggio di me in presenza di vermi e insetti, in particolar modo posso diventare isterica alla vista di uno scarafaggio, ma conosco uomini che tremano di fronte ai ragni, ai topi, e gente adulta che non prende sonno senza una lieve luce nella stanza... Quasi sempre le paure che ci paralizzano sono inconsistenti e irrazionali. Chissà cos'è che ci incatena davvero al di là della mera immagine di ciò che vediamo.
martedì, ottobre 28, 2008
Dammi la pioggia, la pioggia, la pioggia che batte sul tetto d'assicelle, è la migliore amica di rose e ispirazione
Riflettevo sull'estro e sull'illuminazone artistica. Pensavo agli sconfinati eserciti di uomini e di donne che dedicano frammenti della loro vita a un'arte. Musicisti e scrittori, poeti e cantanti, pittori, vignettisti, attori e fotografi: degli italiani tutto si può dire tranne che manchi loro inventiva e creatività anche se come è ovvio (e giusto) solo a pochi è dato coltivare da professionisti queste passioni. Notavo però come, soprattutto tra i più giovani - ma non solo - sia diffusa una certa "arroganza" o se preferite mancanza di umiltà che si esplica nel ritenere superflua per se stessi la gavetta e l'apprendimento. Sembra quasi che la predisposizione per un determinato campo sia di per se stessa l'unica qualità richiesta ai nostri artisti del futuro e non la base minima di partenza per intraprendere un percorso lungo, duro e quantomai difficile. Ammesso che questa predisposizione si abbia - perchè, permettetemi, c'è un buonismo diffuso che induce tutti a credere che "volere è potere", quando ciò non è vero: non si può cavar sangue dalle rape- dicevo, ammesso che questa predisposizione si abbia il nostro aspirante artista, prima di potersi definire tale, dovrà apprendere tecniche e metodi, con sudore e se necessario, sangue! Intendiamoci, non c'è niente di male a strinpellare una chitarra pur non avendo le doti di Jimi Hendrix o tentare un gorgheggio senza la maestria della Callas, ma è giusto avere coscenza della differenza tra se stessi e un Pavarotti! Non rifugiamoci dietro frasi tipo "Sì, lui forse ha la tecnica, ma vuoi mettere Pallino, quanto era espressivo?!!!" Ma per favore...Un'altra cosa: l'arte secondo me va vissuta prima di tutto come uno stimolo interiore a fare e creare, no, più di uno stimolo, un bisogno, per se stessi. Se poi il proprio messaggio è compreso e condiviso, se è apprezzato, se piace, se ha una sua universalità e se davvero si ha talento, le porte del successo si potrebbero spalancare, in caso contrario...Be', non importa. Non è successo niente. Ma ultimamente sembra che non vada così. Avverto su tutti i media, la smania di certi personaggi dalle dubbie capacità di esibirsi, di mostrarsi, di rivendicare allori che, in tutta onestà, non mi sembra che meritino e in tutta questa loro foga non avverto affatto il loro bisogno di fare e creare. La spinta è quella di ottenere successo, di arricchirsi, firmare autografi. Eccolo il sacro amore per l'arte! A tutti loro posso dire solo...Ma andate a lavorare... Lo ammetto...Sono incappata in un paio di programmi televisivi che avrei dovuto evitare come la peste :P
sabato, ottobre 18, 2008
Il mio sesto senso e mezzo
Oggi pioverà o ci sarà il sole, lui arriverà in ritardo, qualcuno mi chiamerà dopo tanto tempo, succederà qualcosa di bello...Sensazioni a fior di pelle che nella mente non si articolano in veri pensieri ma fermentano a livello incoscente e colpiscono come una rivelazione quando accadono davvero. Non riusciamo a spiegarci come facevamo a saperlo, ma in certi giorni è come se un suggeritore segreto ci avvertisse di quello che ci aspetta. Certo, a livello statistico sono più le volte che non ci prendiamo che quelle in cui le nostre intuizioni sono giuste e nel caso di un pronostico esatto, anche involontariamente, abbiamo tenuto conto di tutta una serie di indizi che, messi insieme, potevano aiutarci a risalire alla verità. Ma ci sarà un caso su mille in cui quel che avviene avviene senza un motivo palese, eppure noi "ce lo sentivamo".
"Sarà la volta buona", "Mi parlerà", "Qualcosa cambierà"... Anche a me capita di rado, ma mi capita e in quei frangenti mi sento un po' veggente, un po' chiromante, un po' sensitiva nei confronti del mondo e di chi mi circonda. Senza spingersi nel campo dei superpoteri, qualcuno ha qualche sesto senso e, magari anche un altro mezzo in più? =)
"Sarà la volta buona", "Mi parlerà", "Qualcosa cambierà"... Anche a me capita di rado, ma mi capita e in quei frangenti mi sento un po' veggente, un po' chiromante, un po' sensitiva nei confronti del mondo e di chi mi circonda. Senza spingersi nel campo dei superpoteri, qualcuno ha qualche sesto senso e, magari anche un altro mezzo in più? =)
che vaneggiava di
Deliri,
Leggerezze,
Papaveri e Papere,
Pensieri strani
lunedì, ottobre 06, 2008
Pimpuru pampuru parimpampù!
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Pseudofilosofia di terz'ordine
venerdì, settembre 26, 2008
The importance of saying goodbye
Buongiorno, bentrovato, arrivederci, addio. Ti dicono che la persona che hai di fronte, iniziando quella giornata, volente o nolente, e qualunque sia il suo umore, all'occorrenza interagirà con te. Vogliono indicare che qualcuno ti sta dicendo "Io ci sono, ti ho visto, voglio che tu sappia che potrei voler scambiare qualche altra parola con te." Significano "Sto andando via, per un po'non mi vedrai e starò lontano, ma tornerò" Significano "Non ci vedremo più, non mi aspettare". I saluti sono porte che si aprono e che si chiudono. Per entrare devi salutare e aprire la porta, quando esci devi salutare e chiuderla, perchè nessun altro lo farà al tuo posto ed il freddo avrà tutto il tempo di entrare e sarà il gelo che troverai se e quando tornerai.
domenica, settembre 21, 2008
Equinozio d'autunno
Al caldo dell'ultimo sole dell'estate musicisti e artisti di strada hanno improvvisato uno strano concerto e insolite danze lungo i marciapiedi.
Mi guardavo intorno e quello che vedevo mi piaceva. Mi guardavo intorno e mi sentivo fortunata a vivere qui.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Ciarle,
DolceMente,
Leggerezze
venerdì, settembre 05, 2008
Strambità
Ma senza andare così lontani nello spazio, posso dire che un mio amico si è messo a vendere occhiali decorati con conchiglie e che, sempre più spesso mi è capitato di vedere gente con un simpatico cappellino con ombrello incorporato, per le giornate di sole.
Voi cosa mi dite? Ci sono stati oggetti che vi hanno fatto pensare "E questo chi se lo compra?" o_0
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