venerdì, aprile 16, 2010

Ascoltami

 Un giorno mi piacerebbe sapere  come le persone con cui ogni giorno sono a contatto per lavoro percepiscono me. Io, per il momento posso solo dire di loro, e lo faccio cogliendo l'occasione dell'ennesimo cambio di lavoro. Visto  che il mio primo capo era una ex modella cocainomane da allora in poi la mia strada, in questo senso, e' sempre stata in discesa: peggio di quella vuol dire che mi dimetto subito.
Chi mi segue su fb sa delle lunghe ore passate a  ascoltare la neomamma amministrativa. Riusciva a parlare di sua figlia in qualsiasi contesto, anche a proposito dello sbarco sulla luna! Ciò che mi faceva sorridere di lei era il modo in cui sbandierava la sua modernità e  il suo anticonvenzionalismo che, per lei, coincidevano con il suo essere cosa a parte  da tutte quelle donne/mamme che vivono per la famiglia e per fare foto alla loro prole. Anche a scuola sono stata a contatto con soggetti interessanti, ma più che ai colleghi mi riferisco agli alunni. Un'esperienza  quasi shokkante: meno di 10 anni di differenza ma un universo a parte. Alcuni di loro mi piace ricordarli come erano, bonaccioni e poco interessati all'economia, con il cuore  in tumulto per le appassionanti avventure di Elisa di Rivombrosa o in attesa che il loro fidanzato galeotto tornasse in libertà per lasciare la scuola e metter su famiglia con lui. Altri li immagino li' dove dovrebbero essere, a fare corse su moto truccate, risse o, piu probabilmente, in galera. Ma questa è storia.
Attualmente condivido l' ufficio con uno dei soggetti piu strambi che mi siano mai capitati. Lei parla. Ma non ascolta. No, non e' sorda ma le conversazioni con lei hanno un che di irreale. Conversazione tipo. Mentre chatta su msn, la soggetta, che chiamerò V. mi chiede:
"Cosa fai stasera?"
"Faccio Bungee Jumping con Fabrizio Frizzi."
"Ah, carino."  Non era la risposta che voleva e continua a chattare. Dopo poco V. ritorna all'attacco. "Che cucini stasera?"

-"Qualcosa di leggero...bistecca di dinosauro."
"Ah, carino." E torna al pc. Poi.-"Che ne pensi di una borsa gialla o rosa, per l'estate invece della solita bianca, sono colori che vanno su tutto, vero?"

"Belle entrambe, ma personalmente opterei per la gialla."
"Eh si, rosa e'proprio bella e poi va su tutto, vero?"
"...Si, certo, dipende anche dalla tonalita...Come la vuoi, rosa chiaro?"
"Si la voglio rosa scuro,  bel colore va su tutto...Cosa fai stasera"
"....Sto a casa a farmi un'insalata."
"Ah buona l'insalata!Anche io la faccio stasera! L'insalata fa bene, non  come le bistecche di dinosauro che sono indigeste e ...  "
Si commenta da sola, vero?

giovedì, febbraio 11, 2010

Dammi solo un minuto

 "Che...Scende alla prossima?"
Mi sono voltata verso di lei, poi mi sono guardata intorno: la metro era mezzo vuota, un ragazzino si arrampicava come una scimmia sui pali rossi, io potevo quasi immaginare le balle di fieno dei film western che rotolavano pigre al centro della carrozza, una signora grassa con 4 borse aveva allegramente occupato 4 sedili. Ero vicina a un'uscita ma nemmeno tanto e comunque non sarei stata un ostacolo per nessuno che volesse scendere. Tuttavia ho risposto: "No" e mi sono fatta da parte. Tutto perchè si levasse di mezzo non appena le porte si fossero aperte. Che posso farci? 'Sta gente mi mette ansia. Corrono sulle scale mobili, strombazzano al semaforo, accampano scuse per saltare la fila alla posta. Mi fan venire voglia di dire "Ma ti dai una calmata? Il tempo è prezioso per tutti, non solo per te. Non sprecarlo per farti venire un infarto!". Non sono questi i modi per "guadagnare tempo". Il tempo guadagnato è quello speso bene. Non la pensate così anche voi?

mercoledì, gennaio 13, 2010

Un tuffo dove l'acqua è più blu...

Sarà successo anche a voi di pensare che una determinata esperienza della vostra vita sarebbe rimasta unica e irripetibile e poi, immancabilmente vi siete resi conto di aver sbagliato. Tipo "Non andrò più al centro commerciale il primo giorno dei saldi" o " Patatine fritte e marmellata: assolutamente da non rifare" o ancora "Resterà per sempre il mio unico amore". Come diceva un noto telefilm, mai dire mai, perchè la cosa interessante del futuro è che nasconde infinite sorprese...Oddio, sapevamo fin dall'inizio che saremmo ricaduti nella trappola dei saldi, e soltanto Romeo poteva credere che di Giulietta ce ne fosse una sola... Ma le patate fritte con la marmellata...Chi può mai dire che strane voglie possano prendere alle 4 del mattino?
E anch'io, di ritorno da questa vacanza nel Sol Levante, sapevo che, al solito sarebbe stato un viaggio travolgente, ma come aspettarmi di ritrovare con le persone che avevo lasciato 5 anni fa, lo stesso identico feeling,  come se da allora non fosse passato neanche un giorno? Non lo sapevo, non lo immaginavo. Ma adesso posso immaginarmi tornare laggiù, ancora una volta e so che certe cose, nemmeno il tempo le cambia.
Ed un pensiero le passa per la testa / "forse la vita non è stata tutta persa  /forse qualcosa s'è salvato / forse davvero non è stato poi tutto sbagliato".

lunedì, dicembre 21, 2009

Sognami, se nevica...

 Se solo ci si riflette, i desideri sembrano poter non finire mai. Se dovessi compilare una di quelle liste  di tutte le cose che si vogliono fare, provare o possedere almeno una volta nella vita, sarebbe lunga un chilometro e tuttavia sono consapevole che realizzare quei desideri non sarebbe essenziale per la mia felicità...o almeno lo sarebbe solo una piccola parte. Credo davvero che la felicità stia nel mezzo: una vita di rinunce, se pure per un più alto ideale, non è per me, ma neanche una vita spesa alla ricerca di ogni forma di appagamento. Desiderare è come far ardere una fiamma : non deve spegnersi, non deve divampare e distruggere quello che sta intorno, deve illuminare e riscaldare e se lo fa riempie il mondo di colori e, per qualcuno, indica una via.
Il protagonista di Novecento nel suo lungo monologo dice una cosa bellissima e tremenda " I desideri stavano strappandomi l'anima, potevo viverli ma non ci sono riuscito, allora li ho incantati, uno ad uno...". Da parte mia posso solo suggerire di non incantarli, i vostri desideri, non so, mi sembra un buon suggerimento, sotto Natale.
Buone feste amici miei, ci si risente nel 2010 :)

martedì, dicembre 15, 2009

Fiabe Tristi


Sono convinta che ci sia qualcosa di fiabesco nel freddo.
Sarà perchè nelle fiabe ci sono sempre lunghi inverni da attraversare, tormente e bufere cui sopravvivere, o perchè le fiabe sono belle quando qualcuno le racconta intorno al fuoco, fatto sta che in questi giorno mi sembra di vivere in un crudo incanto alla Stephen King. Non che ci sia niente di spaventoso, ma non saprei in che altro modo comunicare quel senso di  inquietudine e di bellezza che mi trasmettono alcuni scenari natalizi. Ecco, nonostante i bambini sorridenti e i babbi Natale grassi, dicembre ha delle atmosfere noir e suggerisce, a volte, un forte senso di contraddizione. Come una fiaba triste. Per quanto non sempre sia stato così, è opinione comune che le fiabe non debbano essere tristi...Voglio proprio vedere chi va a raccontare a un bambino che nella versione originale la Sirenetta muore! E la Sirenetta  non è nemmeno la peggiore.
Osservando degli accattoni per le strade della capitale, tra tutte le luci sfavillanti e le decorazioni, non ho potuto fare a meno di pensare alla Piccola Fiammiferaia. Quella sì che mi sconvolgeva da piccola... La ascoltavo e riascoltavo (ricordate le fiabe in cassetta? A mille ce n'è...) e credevo che prima o poi il finale sarebbe cambiato.
Ma ci sono casi in cui il finale non può essere cambiato e per quanto si possa riascoltare la storia,  resta sempre lo stesso.

lunedì, dicembre 07, 2009

Serendipity

 E' una scoperta causale, non cercata. E', per dirlo con le parole del film, un fortunato incidente. Ma quello che mi chiedo,   che chiedo a chi mi legge, è se davvero le coincidenze esistono o se non ci sia un disegno nascosto, lì da qualche parte, nelle trame confuse delle nostre vite. Caso o destino? Libero arbitrio o predestinazione? A volte credo che se in qualche modo alcune cose o alcune persone mi fossero destinate, la mia esistenza potrebbe scorrere con molti meno affanni, sicura che tanto prima o poi ciò che deve essere si compia, ma poi mi dico che sarebbe ben poca cosa l'essere gli attori inconsapevoli di un film scritto da altri...E tuttavia perfino Truman, in certi momenti ha conosciuto la felicità...Perchè non sapeva, perchè era convinto di essere l'artefice del suo destino...E quindi , forse la cosa importante è non sapere,  è credere che con le nostre azioni possiamo far sì che accada qualsiasi cosa e che il caso possa mettere sul nostro cammino fortunati incidenti che, visti da un'altra ottica possono essere un miracolo, o il nostro destino.
Anni fa lessi un libro di Luciano De Crescenzo che aveva un'idea precisa sull'argomento. Con una serie di esempi da romanzo invitava a credere che gli esseri umani hanno il libero arbitrio e che il loro agire ha influenza su come e quando i fatti avvengono nel mondo, allo stesso tempo però esiste  una sorta di mano invisibile che porta alcuni eventi a compiersi, a prescindere da tutto e da tutti. Era un modo per trovare la solita verità che è nel mezzo ma fui lieta di scoprire un matematico e pensatore che crede fortemente che un libro ti capita tra le mani perchè non poteva che andare così o che una persona la incontri perchè, fosse in Africa o al bar sotto casa, qualcuno voleva che ti dicesse ciao, e non ti lasciasse mai più.

lunedì, novembre 30, 2009

The morning rain clouds up my window and I can't see at all...

 Gli americani sono i funesti inventori di tutta una serie di cose di cui potevamo benissimo fare a meno, fra le altre L'isola dei famosi, McDonald, la bomba atomica, Britney Spears e la musica house. Mi dicono che ogni tanto ne hanno imbroccata qualcuna giusta anche loro,  ma ciononostante  io sono prevenuta rispetto a qualsiasi "americanata" (a parte i film di Hollywood, che mi aiutano a spegnere il cervello e rilassarmi e che quindi apprezzo a prescindere). Ieri però sono stata portata a rivalutare una delle loro tradizioni, che fino a quel momento avevo bellamente ignorato, bollandola come l'ennesima festa consumistica: il Thanksgiving.
E' stata la mia prima festa del ringraziamento,  un po' atipica se vogliamo, dal momento che si è svolta tra un mix multietnico di italiani e espatriati, e per questo non so dire se anche negli USA il clima con cui si festeggia sia quello che ho vissuto io ma non ho motivo di dubitarne. Quello che ho captato è stato un grande desiderio di aggregazione e di rispetto per la tradizione,   ma senza retorica o ostentazione, solo esserci per il piacere di esserci e stare insieme, un po' come dovrebbe essere stare al mondo. Ieri l'unico ringraziamento corale è stato per l'organizzatrice della festa, ma credo che non sia sbagliato avere un giorno in cui ci si prenda del tempo per capire quali siano le cose per cui valga la pena essere grati.

lunedì, novembre 23, 2009

Chi disprezza compra?

 E' una tecnica così infantile che quasi quasi mi fa tenerezza. Pargoli che usano i loro giocattoli a mo' di arma su altri pargoli, bimbi che tirano le trecce alle loro compagniucce di gioco, adolescenti vestite da Braz che riempiono  di insulti  altri adolescenti che portano le mutande sopra i pantaloni, babbuini  maschi che inseguono babbuine femmine...sono scene di una semplicità a dir poco disarmante. L'idea di fondo è che dissimulando il nostro apprezzamento per qualcosa o evidenziandone i difetti, si possa in qualche modo ottenere "un prezzo migliore". Nel campo delle relazioni umane funziona? Secondo me è tutto tranne che una tecnica infallibile. Per come è il mio carattere se qualcuno fa il difficile con me, lascio stare. Non ho tempo nè voglia di chiedermi se sta applicando qualche oscura tecnica appresa su Men's Health o i consigli del sessuologo di Loveline. Parlare serve per comunicare. Se diciamo una cosa e ne pensiamo un'altra non comunichiamo. Le nostre azioni comunicano i nostri pensieri, quindi le nostre azioni devono essere coerenti! Di solito sono le donne a montare i più strambi castelli in aria a proposito di una relazione (o presunta tale) sulla base di congetture e elucubrazioni mentali (ma attenzione, anche i maschietti non sono immuni!). In questo senso è  illuminante  un film che ho visto di recente  "La verità è che non gli piaci abbastanza". E' inutile farsi viaggi mentali: nel 90% dei casi chi ha interesse per qualcuno lo dimostra, volontariamente  o meno. Certo, quel 10% complica di un po' l'equazione, come se la vita, già di per sè, non lo fosse abbastanza...

lunedì, novembre 16, 2009

Il dono della sintesi

 Scarsamente considerato, il dono della sintesi è uno di quelli che apprezzo di più. Scarse capacità di sintesi minacciano fortemente il mio sistema nervoso.
Esempio:

- Con chi esce Fernanda questa sera?
- Ah, Fernanda... Non so se ti ricordi quell'omino basso che abitava accanto a Giuseppa, tu ricordi, vero, Giuseppa? L'ex babysitter di tuo cugino Gioppy...
- ... Gioppy non è mio cugino e  non ricordo Giuseppa ma, insomma esce con questo ometto basso...
- No, non esce con lui. Ma come, Gioppy non è tuo cugino?!
- ... Lo saprò se lo è, e lui non lo è!
E non ricordi Giuseppa?
- Ma insomma! Con chi esce Fernanda?
- Ah, Fernanda, non lo so.
- Ma come, e l'omino basso che  c'entrava?
- No niente, io non so con chi esce Fernanda, ma io e l'amica della zia (conosci la zia, partecipo' allo Zecchino d'oro e fu la più brava di tutti ma Topo Gigio corruppe la giuria e quindi lei fu eliminata al primo turno...), io e la zia avremmo voluto che lui le presentasse il nipote del figlio, che è tanto bravo perchè...bla bla.. bla...bla ..ecc. ecc...
Ora, sono io strana o sarebbe stato meglio che la conversazione si svolgesse invece così:
- Con chi esce Fernanda?
- Non lo so.

Ok, adesso mi direte che manco di poesia, sono fredda e poco comunicativa ma un'altro dialogo del genere e sparo a qualcuno...

lunedì, novembre 09, 2009

Potevi pensarci!

 Odio dover scrivere di questo ma al momento ritengo  sia doveroso farlo...Ecco, diciamo che è un servizio che rivolgo alla comunità per evitare che altri siano colpiti dalla calamità che si è abbattuta qui, sì, proprio qui, nel mio ufficio!
Allora ragazzi, ripetete tutti dopo di me: "Anche se mi fidanzo non smetterò di avere una vita sociale".
Insomma, ormai siamo adulti (o almeno parlo per me), qualcosa dalla vita dovremmo averla imparata. Io ho imparato che bisogna avere sempre un piano B. Aspetti una telefonata che non arriva? Chiama tu, e possilmente qualcunaltro. Lui ti dà buca a un appuntamento?  Invita un paio di amiche a cena. La persona con la quale avevi progettato il tuo futuro ti molla? Ebbene devi avere un futuro di riserva lì da quache parte sul quale metterti  a lavorare. Certo, prima puoi piangere, strapparti i capelli, disperarti, ma poi conviene rimboccarsi le maniche, perchè qualcuno può anche avere il potere di rovinarti la giornata, ma nessuno ha il diritto di rovinarti la vita. Chiaro no? Ma perchè il piano B sia attuabile in tempi non biblici la condizione necessaria è non aver mollato tutti gli amici durante i bei vecchi tempi in cui "Io e Te, Te e Io" sembrava essere l'unica realtà possibile. Certo, se si è fortunati qualcuno accanto rimane lo stesso, magari può accoglierti con uno scappellotto e dirti "Te l'avevo detto", ma personalmente, la mia dose di fortuna preferisco giocarmela nella buona salute e nel superenalotto, per cui, perfavore, una telefonata a Tizio e a Caio fatela ogni tanto. Qui in ufficio siamo inondati dalle lacrime e  dai pianti e il motivo è che, per la poveretta, la vita d'ora in poi si prospetta tutta in salita. Ma anche senza andare a immaginare tragici scenari che non auguro a nessuno, tenersi stretti gli amici non è mai una cattiva idea ;-)