Tutto scorre, dicevano i greci, ed è una verità immutabile. Non serve che sia io ad esporvi il modo in cui il tempo consuma le vite, simile a una candela la cui fiamma risplende nel buio e alla fine si spegne.
La diretta conseguenza del Panta rei è il carpe diem di oraziana memoria. Cogliere l'attimo però, di questi tempi, non sembra più un consiglio ma un imperativo categorico.
Sperimentare tutto ciò che la vita può offrire è una tendenza che in tanti vivono con una urgenza senza fine. Il carpe diem è diventato l'alibi per attraversare tutti i confini, giustifica coloro che si buttano alla cieca nel futuro. E' anche la scusa più frequente per molti gesti egoisti.
Non sto rinnegando un pensiero che ha una sua innegabile saggezza, penso solo che la sua evoluzione moderna tradisca il significato originario. Carpe Diem significa vivere il presente. Significa saper riconoscere l'importanza del qui e adesso. Non ha nulla a che fare con l'angoscia di un piacere futuro che si può perdere se non si è abbastanza pronti. Ci sono infinite vie che potenzialmente è possibile percorrere, ma questo non significa dover cambiare direzione ad ogni bivio.
Si può perdere completamente la strada e infine anche il momento in cui è possibile tornare indietro, passa.
Eh, lo so, per essere Lieve, questa volta sono stata pesante :P
mercoledì, aprile 06, 2011
martedì, marzo 01, 2011
Perdonami ma io non ti perdonerò...
Sarà vero poi che quando si fa qualcosa di veramente brutto, e alla fine ci si pente, il dolore che si prova è maggiore di quello provocato agli altri? A volte penso di sì, se si è abbastanza sensibili... Però penso anche che se si è buoni e sensibili difficilmente si fa soffrire il prossimo. Ma la vera domanda è: si può perdonare chi ci fa del male se si mostra pentito? Voi perdonate? Io credo di avere una altissima soglia di sopportazione (ebbene sì, se mi fai inc@**are vuol dire che hai fatto cose di una cattiveria indicibile, tipo mangiare l'ultimo biscotto della mia scatola, di quelli con le gocce di cioccolato, spammato sul mio blog o ironizzato sui miei capelli...O fatto un altro centinaio di azioni che feriscono il mio animo delicato), ma nonostante la mia tolleranza, io non perdono.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Ciarle,
Deliri,
Vaneggiamenti inutili
martedì, febbraio 15, 2011
Lo que tu sientes se llama obsession...
Avete presente quando venite illuminati da un pensiero? Che dico un pensiero?! Può essere una persona, una cosa, un'idea che, nella vostra mente diventa la soluzione a tutti (i vostri) mali: la chiave della felicità.
Nella maggior parte dei casi quell'idea è sbagliata. E non servirà a niente che ve lo facciano, con varie gradazioni di gentilezza, notare. I timidi e riservati amanti del quieto vivere, i placidi e rassegnati rinunciatari della domenica, gli sconfitti, trovano finalmente la forza di lottare, e perdono. E' per questo che arriva quel momento topico della vita in cui ci si dice "Ma come ho fatto a essere così imbecille?". (E non mi venite a dire che a voi non è mai successo!).
Vette di stupidità e abissi di inadeguatezza fanno da sfondo a tutte le nostre ossessioni: il gratta e vinci, le chat infinite, la forma fisica, gli investimenti in borsa, hello kitty, il calcio, la nutella...E solo per citare le più pericolose! Sembrano la Mecca dei poveri penitenti di questa valle di lacrime, ma non funzionano. A malincuore ci si accorge che non c'è niente di salvifico in un gattino dal naso a patata, per quanto grazioso possa essere, o nei digiuni mascherati da mal di pancia, in realtà la vera salvezza è...
Ma cosa volete che ne sappia!? Davvero vi aspettavate di sentire da me non solo le domande, ma anche le risposte, e che abbinassi le domande alle risposte giuste? Suvvia, se ne fossi capace non starei a scarabocchiare su questo blog, che è poi un'altra delle mie ossessioni, un'altro surrogato dii tutto ciò che realmente voglio: attenzione, successo, amore e naturalmente, conquistare il mondo!
Nella maggior parte dei casi quell'idea è sbagliata. E non servirà a niente che ve lo facciano, con varie gradazioni di gentilezza, notare. I timidi e riservati amanti del quieto vivere, i placidi e rassegnati rinunciatari della domenica, gli sconfitti, trovano finalmente la forza di lottare, e perdono. E' per questo che arriva quel momento topico della vita in cui ci si dice "Ma come ho fatto a essere così imbecille?". (E non mi venite a dire che a voi non è mai successo!).
Vette di stupidità e abissi di inadeguatezza fanno da sfondo a tutte le nostre ossessioni: il gratta e vinci, le chat infinite, la forma fisica, gli investimenti in borsa, hello kitty, il calcio, la nutella...E solo per citare le più pericolose! Sembrano la Mecca dei poveri penitenti di questa valle di lacrime, ma non funzionano. A malincuore ci si accorge che non c'è niente di salvifico in un gattino dal naso a patata, per quanto grazioso possa essere, o nei digiuni mascherati da mal di pancia, in realtà la vera salvezza è...
Ma cosa volete che ne sappia!? Davvero vi aspettavate di sentire da me non solo le domande, ma anche le risposte, e che abbinassi le domande alle risposte giuste? Suvvia, se ne fossi capace non starei a scarabocchiare su questo blog, che è poi un'altra delle mie ossessioni, un'altro surrogato dii tutto ciò che realmente voglio: attenzione, successo, amore e naturalmente, conquistare il mondo!
giovedì, febbraio 03, 2011
Never been a number one
A volte mi chiedo come ci si sente ad essere al centro del mondo. Non robe del tipo "essere il sultano del Brunei " o Bill Gates o Mark Zuckerberg... Come ci si sente a fare qualcosa e capire di aver dato vita a un capolavoro? Anche se nessuno lo sa, non dovrebbe dare un senso di pienezza? E senza scomodare Van Gogh o Mozart, com'è essere la più bella della classe, o magari la vincitrice di Velone? Essere quello che si è fatto da solo, la persona il cui parere tutti vogliono ascoltare? Cosa ha provato la casalinga che ha vinto il milione da Jerry Scotti?
Perfino alla persona più semplice può accadere di scoprirsi speciale. Capire ad esempio di essere il centro del mondo di un'altra persona, di aver lasciato un segno indelebile in un'altra anima senza aver fatto altro che vivere.
In certi momenti mi sembra terribilmente ingiusto che non tutti vivano un momento così. Io non l'ho mai avuto. Se ho vinto qualcosa, non ero da sola. Mai stata la prima scelta, sempre un'alternativa. Indelebile come un tatuaggio all'hennè. Eppure, come tutti, ci ho provato.
Qual è il segreto dei numeri uno? Sarà fortuna? Sarà che ci provano più degli altri? E soprattutto, lo sanno, lo capiscono di vivere in una situazione di grazia? Troppe domande per un unico post. Meditate gente, meditate.
Perfino alla persona più semplice può accadere di scoprirsi speciale. Capire ad esempio di essere il centro del mondo di un'altra persona, di aver lasciato un segno indelebile in un'altra anima senza aver fatto altro che vivere.
In certi momenti mi sembra terribilmente ingiusto che non tutti vivano un momento così. Io non l'ho mai avuto. Se ho vinto qualcosa, non ero da sola. Mai stata la prima scelta, sempre un'alternativa. Indelebile come un tatuaggio all'hennè. Eppure, come tutti, ci ho provato.
Qual è il segreto dei numeri uno? Sarà fortuna? Sarà che ci provano più degli altri? E soprattutto, lo sanno, lo capiscono di vivere in una situazione di grazia? Troppe domande per un unico post. Meditate gente, meditate.
lunedì, gennaio 31, 2011
I tried so hard and got so far

Ogni volta che inizio a desiderare qualcosa intensamente, la perdo.
Non mi sarei mai stancata dei giochi sull’erba, delle margherite fra i capelli, delle farfalle che catturava per me con le sue mani di biancospino, mani grandi, dove le ali fremevano fragili, quasi immateriali, in attimi che sfioravano la perfezione.
Ma forse qualche pallida fata ebbe invidia di noi.
Di quell’alba ricordo il gelo e il modo spettrale in cui la luce sorse bianca dal buio.
Quando non aprì gli occhi e giacque freddo nel giaciglio vicino, il mio dolore si trasformò in spiriti della tempesta, la prima di quel lungo inverno.
Mai credere alle leggende dei cacciatori, e non perché mentano, ma perché raccontano meno di ciò che è vero.
C’è un luogo nella foresta, in cui i fantasmi di coloro che hai amato ritornano. E io l’ho cercato quel luogo, in un giorno che sembrò durare mille anni. Una volta lì ho urlato il suo nome, con tutto il mio amore, con tutta la mia disperazione.
E poi apparve. Il viso bianco come nebbia e il vento freddo che riempiva i fragili contorni del suo corpo di foglie secche e di grida raccolte lontano. Era lui, ed era lì, ma al tempo stesso era incredibilmente lontano. E quando tesi le braccia verso la sua figura diafana avvertii d’un tratto tutta quella distanza, un’eternità incalcolabile, uno spazio senza confini. Un passo in più non sarebbe servito eppure tentai e strinsi le braccia per abbracciare il niente.
Come una nuvola spazzata via dal vento, quello spettro impalpabile della sua esistenza si era dissolto al caldo tepore del mio corpo.
Non lo avevo ritrovato ma soltanto perso di nuovo.
domenica, gennaio 23, 2011
Mono no aware
Letteralmente è il sentimento delle cose. Nella concezione estetica giapponese è quel fremito che si prova nel contemplare qualcosa di bello e amabile e realizzare la sua inevitabile precarietà. Tutto scorre, anche in questo momento, e si precipita verso la fine. La bellezza di una rosa non durerà intatta fino al mattino successivo e la stessa vita umana con tutte le sue ineffabili esperienze è quanto di più effimero possa esistere. Eppure, per quanto queste constatazioni siano dolorose e suscitino nell'animo un sentimento di malinconia mista a pietà, nulla tolgono alla meraviglia e al piacere di quella bellezza. Meglio ancora, dal momento che ogni esperienza e ogni manifestazione materiale del mondo è di per sè unica, proprio la sua natura transitoria la rende mirabile agli occhi di chi sa vedere.
Una iniezione di filosofia della domenica mattina? Solo qualche pensiero a proposito del presente e del per sempre. Dentro di noi, queste cose le conosciamo già, ma non fa male analizzarle ogni tanto, e esternalizzare il pensiero. Riscoprire l'importanza dell'attimo in cui il sole sfiora il mare al tramonto, la pioggia cade, una carezza viene donata con amore.
Una iniezione di filosofia della domenica mattina? Solo qualche pensiero a proposito del presente e del per sempre. Dentro di noi, queste cose le conosciamo già, ma non fa male analizzarle ogni tanto, e esternalizzare il pensiero. Riscoprire l'importanza dell'attimo in cui il sole sfiora il mare al tramonto, la pioggia cade, una carezza viene donata con amore.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Deliri,
DolceMente,
Pseudofilosofia di terz'ordine
domenica, gennaio 16, 2011
A noi ce piace strano
Come sono felice che le parole "buon gusto" non abbiano lo stesso significato per tutti! Se lo avessero, la terra sarebbe un posto ben triste, e con meno senso dell'umorismo. L'occasione per tale riflessione nasce nell'osservare la classica tavolata di diciottenni in pizzeria (a questo punto anche io mi merito un "Ma che posti frequenti?!", e avete ragione anche voi...) con tanto di festeggiata con coroncina in testa e reggiseno a vista. E non iniziamo a dire cose del tipo "Sì, però volevo vedere te da giovane", perché ringraziando il Cielo, gli anni '80 e '90 ci regalarono gilè, spalline, fuseaux e altri simboli di sobrietà ma tutto ciò che riguarda le mutande fuori dai pantaloni e le schiene scoperte con l'elastico del reggiseno in mezzo, è venuto dopo. E comunque perché prendersela solo con le nuove generazioni? Una passeggiata su via del Corso in certe stagioni diventa quasi un safari: le donne in completi maculati neanche si contano più e nella maggioranza dei casi vale l'assioma per cui l'età di una donna è direttamente proporzionale al numero di macchie leopardesche sui suoi vestiti! E poi ci sono quelli decisi di fare di un evento indimenticabile qualcosa di veramente indimenticabile. Provate a immaginare la scena: ricevimento di nozze, un'ignara invitata che, in attesa degli sposi, cerca il suo posto tra decine di tavoli... E' allora che apprende che le è stato assegnato il tavolo Legolas, proprio a metà strada tra Gandalf e Frodo, e casomai si sbagliasse una semigigantografia del biondo elfo campeggia al centro del tavolo. E deve ancora riprendersi dallo shoc di essersi magicamente teletrasportata nella Terra di Mezzo che d'improvviso la sala è invasa dai fumogeni e nell'aria comincia a vibrare la colonna sonora di Rocky, una tenda viene spostata ed ecco che gli sposi fanno il loro ingresso trionfale in sala, scendendo dal secondo piano in un ascensore di vetro trasparente. Questo al mio paese si chiama stile. Oh yeah. Inutile dire che la mia mente semplice non potrà mai concepire niente di altrettanto grandioso. Ma non si sa mai. Resterò qui, affacciata alla mia finestra, osservando i ragazzi che sfrecciano con le loro decappottabili e lasciando che l' Unz Unz delle loro autoradio mi ispiri.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Ciarle,
Cronaca Fuxia,
Leggerezze,
Papaveri e Papere
giovedì, dicembre 23, 2010
Uomini e re
Guardare le persone può essere fonte di ispirazione. Se ne stanno lì, a passeggiare per i fatti loro, intenti in pensieri che non ci riguardano. Hanno vite, in quelle case e in quegli uffici in cui non entreremo mai, e sogni. C'è qualcosa di più insondabile dei sogni di un altro? Non che sia tutto oro quello che luccica: immaginiamo quante monetine vengono sperperate nelle fontane o quante stelle cadenti consumano le loro scie nel cielo affinchè un'umanità senza fantasia invochi amore, soldi o ritorni. Non c'è nulla di vile in questo, ma credo che nella regione del Desiderio bisognerebbe osare in quanto la volontà cambia la realtà. C'è questo ragazzo. Lo potresti incontrare in discoteca o a una festa perchè ama la compagnia e divertirsi, non diresti mai che in TV guarda sempre solo la pubblicità o che quando cammina in fretta per strada con aria distratta è perchè ascolta The Economist con la sua nuova applicazione. Dimentica o tralascia tutto ciò che riguarda se stesso, compreso il sonno, ma gestisce milioni di altre cose con precisione. Sa rimanere senza parole, ma conosce tante lingue. Lavora tanto e a volte si sente perso, ma un giorno vorrebbe diventare presidente. Non si è scelto un sogno facile, ma i sogni non dovrebbero esserlo!
Lo sanno bene ballerine, astronauti, piloti e piccoli re.
Lo sanno bene ballerine, astronauti, piloti e piccoli re.
mercoledì, novembre 24, 2010
Se la signora Flo ordina tu obbedisci!
Lo sapete, vero, che cambio lavoro quasi con la stessa frequenza con cui si cambiano i calzini? Si, certo che lo sapete, solo pochi mesi fa vi ho fatto conoscere la straordinaria capacità di concentrazione di V. mentre oggi mi ritrovo a rimpiangere quelle amene conversazioni su insalate, borsette e dinosauri. Ora la vita è diventata più dura, ora, nella MIA vita c'è lei! Colei che per motivi di privacy chiamerò la Signora Flo. No, non cambiate pagina! Non dovete credere che la Signora Flo sia solo un mio problema! Perchè quando finirete di leggere avrete scoperto che le Signore Flo sono un problema comune! Un problema di tutti! Una piaga che affligge l'umanità! La signora Flo è all'apparenza giovane ma se la conosci bene capisci che non è vero: non può essere giovane chi non ride mai e per quel che ne so io lei è coetanea dell''uomo di Neanderthal. La signora Flo va pazza per il cinema di avanguardia francese, in lingua originale, anche se non ne capisce una parola. La Signora Flo ha le gambe blu perchè il supertacco da 15 le provoca danni alla circolazione, ma non se ne lamenta, perchè è il suo modo in più di guardarti dall'alto in basso. La signora Flo veste i suoi tailler e le sue camicette ricamate anche se l'abbigliamento comune è jeans e maglietta, perchè la Signora Flo non scende al livello degli altri! Lei fa finta di non vederti se ti incontra per strada o simula una telefonata per non parlare con te.
E poi, la signora Flo è intransigente. Mai, mai sia detto che la signora Flo non si affretti a far notare che la colpa, una colpa qualsiasi, sia tua, sia vero o no non importa, sta a te dimostrare la tua innocenza! E dimostrarla non basta: perchè la Signora Flo sia contenta devi trovare un nuovo colpevole! E se, ahimè, la colpa è invero della Signora Flo, rassegnati, perchè in quel caso la colpa resta sempre tua, perchè sì! Non dice mai grazie, perchè non è chic, non sorride, per prevenire le rughe, ti chiede se hai un minuto quantunque sia evidente che non ce l'hai e quando pronuncia il tuo nome l'unico pensiero che ti attraversa la mente è "Numi dell'Olimpo, e adesso cosa vorrà ancora da me!?"
La signora Flo è il male, un male che fa la manicure, ma pur sempre il male! E non dirmi che non ne conosci anche tu una così, perchè in quel caso l'unica alternativa possibile è che anche tu sei una signora Flo!
E poi, la signora Flo è intransigente. Mai, mai sia detto che la signora Flo non si affretti a far notare che la colpa, una colpa qualsiasi, sia tua, sia vero o no non importa, sta a te dimostrare la tua innocenza! E dimostrarla non basta: perchè la Signora Flo sia contenta devi trovare un nuovo colpevole! E se, ahimè, la colpa è invero della Signora Flo, rassegnati, perchè in quel caso la colpa resta sempre tua, perchè sì! Non dice mai grazie, perchè non è chic, non sorride, per prevenire le rughe, ti chiede se hai un minuto quantunque sia evidente che non ce l'hai e quando pronuncia il tuo nome l'unico pensiero che ti attraversa la mente è "Numi dell'Olimpo, e adesso cosa vorrà ancora da me!?"
La signora Flo è il male, un male che fa la manicure, ma pur sempre il male! E non dirmi che non ne conosci anche tu una così, perchè in quel caso l'unica alternativa possibile è che anche tu sei una signora Flo!
giovedì, novembre 11, 2010
Zero Gradi di separazione
Avevo un lettore svedese. Non è una cosa veramente rara, non come sbancare il superenalotto, eppure da bambina potevo sognare di vincere la lotteria ma non potevo certo immaginare di avere, un giorno, un lettore svedese! In un certo senso, avere un lettore svedese, è qualcosa al di là di ogni immaginazione, al di là della mia immaginazione almeno. Il mio lettore svedese, inconsapevolmente, ha aperto la mia mente perché la sua silenziosa presenza mi ha reso possibile immaginare lettori e scrittori di ogni altra parte del mondo, mi ha reso possibile realizzare, veramente che non esistono più separazioni. Un concetto palese, nell’era di internet, ma che solo questo fatto concreto mi ha fatto metabolizzare.
Ora che non lo trovo più nelle statistiche mi manca un po’.
Come può essere strano il mondo. Legami insospettabili, potenziali e mai nati, persone che non sanno chi sei, eppure, un po’ ti conoscono.
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