Lo so, ho già parlato dell'orribile donna solo pochi mesi fa, e odio ripetermi però è anche vero che questo è un blog, e se non scrivo quello mi gira per la testa, che lo tengo a fare?
Tutto nasce da un'amena conversazione con mia cugina. Lei sostiene che nella vita tutto torna. E' un concetto semplice: fai del bene? Qualcuno farà del bene a te. Fai del male? Qualcuno ti farà del male. A dire il vero mia cugina va molto più nello specifico: copi il taglio di capelli della tua amica? Qualcuno copierà il tuo, e probabilmente sarà nel giorno in cui ritirerai il tuo Oscar. Tradisci? Sarai tradito, e qualcuno scriverà un articolo a riguardo, nella sezione "Lo sapevate che" del giornale locale. Sulle prime io non ero molto convinta di queste teorie, poi lei ha tirato fuori un libro sul cosiddetto pensiero positivo, e forse, tutto sommato, con l'aiuto del pensiero positivo, questa cosa della giustizia cosmica potrebbe anche funzionare.
Anche il pensiero positivo è un concetto semplice: se desideri qualcosa, tanto tanto, e indirizzi i tuoi pensieri ogni giorno affichè quella cosa accada, quella cosa accadrà.. Quindi, se io desidero che a quell'orribile Sandra ritorni indietro tutto il male che ha fatto, tra l'impegno del cosmo e l'impegno dei miei pensieri possiamo dire che a Sandra qualcosa accadrà. Che cosa, esattamente, ce lo potrebbe dire solo lei, perchè solo la sua infame coscienza ha misura del male che ha procurato agli altri.
Potreste dirmi che anche così, l'orribile donna potrebbe salvarsi e in quel caso non mi resta che sperare che la Pessima sia cattolica e sappia che la sua punizione l'attende nell'aldilà. Ma se neanche questo è il caso, mi spingo ad essere possibilista e considerare la reincarnazione. Io potrei essere un gatto o, chissà, considerata la mia bontà, perfino una cheerleader, ma sul fatto che Sandra rinasca come scarafaggio non ho il minimo dubbio e in quel caso, cheerleader o no, mi armerei di bomboletta e passerei alla disinfestazione.
Ora vorrei spiegare il perchè del mio accanimento. Il problema di fondo, nella vita di Sandra e di molti altri come lei, è pensare di poter costruire la propria felicità sulla sofferenza delle altre persone. Le motivazioni sono ininfluenti, quello che fanno non è mai giusto. Non so se servirà credere nella ruota che gira, nel pensiero positivo, nel paradiso e nell'inferno, nelle cheerleader e nelle bombolette spray, però di una cosa sono sicura: le Sandre esistono, e anche Sandra lo sa.
E sono sicura che un po' di paura, di incontrare se stessa, la fuori nel mondo, ce l'ha.
mercoledì, agosto 03, 2011
lunedì, luglio 25, 2011
Chiedimi se sono felice
Sei felice?
E' una domanda che nessuno pone mai. Si chiede sempre "Come stai?", "Come va la vita?", si va sempre sul generico, eppure la felicità dovrebbe essere la cosa che ci interessa se teniamo a una persona, no?
Secondo me è una domanda che evitiamo di fare per paura della risposta, e non intendo solo il dispiacere di sentirci dire "No", ma il fatto che, a quel punto dovremmo fare qualcosa per rimediare a quella infelicità, o almeno provarci. E cosa siamo disposti a fare per le persone che amiamo?
E' bello crogiolarsi nell'idea che la semplice nostra compagnia, e la piacevolissima essenza del nostro essere sia da sola la condizione indispensabile per la gioia di un'altro, ma è bene guardare in faccia la realtà: verosimilmente non lo è.
E' un punto di partenza, poi dipende dalle persone. A qualcuno non basteranno castelli, gioielli e nemmeno l'autobiografia di Paris Hilton con dedica dell'autrice (che ovviamente non è Paris), per altri invece sarà sufficiente una parola, un fiore, un impegno cancellato, un minuto rubato.
E a volte è più difficile ottenere un minuto che un castello, un fiore che un gioiello. è davvero difficile dimostrare l'affetto giorno per giorno. E' facile convivere con il pensiero di rendere felice qualcuno, più difficile pensare di renderlo infelice. E pensare che a volte basterebbe davvero così poco.
che vaneggiava di
Cause Perse,
Deliri e Catastrofi,
DolceMente
giovedì, giugno 30, 2011
Ti vedo tutte le mattine
I don't think that I'll see him again but/ We shared a moment that will last till the end...Chi come me gestisce da anni un blog, frequenta forum, social network e appartiene alla generazione delle chat, di messenger e skype, trova di una stupefacente normalità avere amici che non si sono mai realmente incontrati. Iniziare una conversazione, rompere il ghiaccio, chiedere un'amicizia su facebook non ci comporta nessuno sforzo eppure quando usciamo dalla realtà virtuale, queste stesse azioni non ci riescono più così spontanee. Leggevo di alcuni ragazzi che hanno provato ad adottare nella vita off line gli stessi comportamenti comuni nelle loro vite on line...Inutile dire che ogni qualvolta si avvicinavano a un estraneo e gli dicevano "Ciao, vuoi stringere amicizia con me?" raramente erano accolti a braccia aperte. Il punto è che siamo sospettosi delle persone che incontriamo lungo la strada ma pronti a dare fiducia a una fotografia a lato di una finestra di conversazione. Non penso che i due comportamenti siano sbagliati in senso assoluto, ritengo invece che non siano giusti in senso assoluto e che cautela e coraggio dovrebbero essere dosati con la testa e con il cuore. Forse qualcuno troverà gratificante avere mille amici, tra i quali un battaglione di William, Toshio, Rudolf e Waikiki che non divideranno mai nulla con lui o lei, ma io spero invece di riuscire a scambiare ogni giorno una parola in più con coloro che incontro al bar, tutte le mattine o lungo il tragitto per l'ufficio. E chissà, forse riuscire a dire la cosa giusta, al momento giusto, quando in coda alla posta qualcuno mi sorride in un modo che non posso fare a meno di ricambiare.
Perchè capita, a volte, di voler dire qualcosa a persone che passano lievemente nella nostra vita, ma tutto ciò che viene in mente sembra sbagliato e pronunciare qualsiasi frase difficile e senza senso considerando che l'altro non è che una comparsa nella nostra esistenza. Quella stessa riluttanza non ci coglie quando ci nascondiamo dietro uno schermo o un nick name.
A volte la vita reale ci mette di fronte a un compito durissimo: guardare negli occhi una persona e dirle, magari, la cosa sbagliata. E' qualcuno che, con molta probabilità non rivedremo. Per conoscerci avremo soltanto quell'occasione e quella stupida frase sgangherata. Avremo soltanto quell'occasione. E quello è esattamente il motivo per cui bisogna tentare.
martedì, maggio 24, 2011
E ti giuro non volevo...!
La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Lo sa bene Brooke, la bionda di Beautiful che tra le tante avventure rimane incinta del marito della figlia. Brooke non aveva intenzione di ferire i sentimenti della povera Bridget e ad ogni buon conto amava Deacon!
Senza scomodare le telenovelas, la storia moderna è piena di casi in cui gli eventi prendono, per i protagonisti, una piega inaspettata. Ma era davvero così inaspettata?
"Non volevo far male a nessuno!", dice l'ubriaco al volante dell'autobus dopo aver fatto strage di una famiglia di porcospini che attraversavano ignari la strada. Ma ci sarà un motivo se 90 è il limite di velocità e non del tasso alcolemico?
"Non volevo attirare l'attenzione!" dice Pippa Middleton all'indomani delle nozze di Kate.
E allora perchè ti sei vestita da sposa anche tu?!
E Zidane, certo non voleva prendere a testate Materazzi...Quindi ha avuto uno spasmo muscolare?
Il problema è che di questi tempi nessuno si assume le proprie responsabilità. Cioè non puoi dire che tu "non volevi" quando l'unica conseguenza logica di ciò che hai fatto non poteva che essere quella. Se compri vernice fuxia e la usi per dipingere casa, poi non puoi venirmi a dire che non volevi una casa fuxia. Se ti iscrivi a un corso di sanscrito ma poi mi dici che in realtà il tuo sogno è studiare norvegese io non posso che pensare che hai seri problemi mentali.
"Non è la donna con cui voglio passare la vita" e allora perdindirindina, perchè la sposi?!
E tu, sì dico a te Miss Italia! Basta con questa storia che in realtà al concorso ti ha iscritto tua madre! Vuoi davvero farmi credere che mentre tu piangevi disperata perchè desideravi preparare l'esame di matematica lei ti urlava "Debosciata, fila a fare la manicure!"?
Occorre davvero prendersi le proprie responsabilità. Su alcuni eventi non abbiamo il controllo, su altri sì. Ricordatevelo quando scoprirete di vivere in una casa Fuxia e non smettete mai di chiedervi "Se non lo voglio, allora perchè lo faccio?"
Lo sa bene Brooke, la bionda di Beautiful che tra le tante avventure rimane incinta del marito della figlia. Brooke non aveva intenzione di ferire i sentimenti della povera Bridget e ad ogni buon conto amava Deacon!
Senza scomodare le telenovelas, la storia moderna è piena di casi in cui gli eventi prendono, per i protagonisti, una piega inaspettata. Ma era davvero così inaspettata?
"Non volevo far male a nessuno!", dice l'ubriaco al volante dell'autobus dopo aver fatto strage di una famiglia di porcospini che attraversavano ignari la strada. Ma ci sarà un motivo se 90 è il limite di velocità e non del tasso alcolemico?
"Non volevo attirare l'attenzione!" dice Pippa Middleton all'indomani delle nozze di Kate.
E allora perchè ti sei vestita da sposa anche tu?!
E Zidane, certo non voleva prendere a testate Materazzi...Quindi ha avuto uno spasmo muscolare?
Il problema è che di questi tempi nessuno si assume le proprie responsabilità. Cioè non puoi dire che tu "non volevi" quando l'unica conseguenza logica di ciò che hai fatto non poteva che essere quella. Se compri vernice fuxia e la usi per dipingere casa, poi non puoi venirmi a dire che non volevi una casa fuxia. Se ti iscrivi a un corso di sanscrito ma poi mi dici che in realtà il tuo sogno è studiare norvegese io non posso che pensare che hai seri problemi mentali.
"Non è la donna con cui voglio passare la vita" e allora perdindirindina, perchè la sposi?!
E tu, sì dico a te Miss Italia! Basta con questa storia che in realtà al concorso ti ha iscritto tua madre! Vuoi davvero farmi credere che mentre tu piangevi disperata perchè desideravi preparare l'esame di matematica lei ti urlava "Debosciata, fila a fare la manicure!"?
Occorre davvero prendersi le proprie responsabilità. Su alcuni eventi non abbiamo il controllo, su altri sì. Ricordatevelo quando scoprirete di vivere in una casa Fuxia e non smettete mai di chiedervi "Se non lo voglio, allora perchè lo faccio?"
domenica, maggio 15, 2011
Ogni cosa è illuminata
Delle volte nuvoloni neri si ammassano all'orizzonte. Sappiamo che portano catastrofe e sventura ma il massimo che possiamo fare è rifugiarci in casa. Sempre che la casa non ci crolli in testa. Il sereno invece non è annunciato proprio da niente, risultando improvviso e per questo ancora più gradito. Accade anche però che mentre fuori il cielo si rischiara tu continui a startene al riparo nella tua cantina, giocando con la muffa e innaffiando il gatto...O forse il contrario, ma non è questo il punto. Negli ultimi tempi Qualcuno mi ha fatto notare che l'uragano me lo stavo solo immaginando. Naturalmente non basta che una cosa sia detta perchè diventi vera ma le frasi giuste, dette dalle persone giuste hanno il potere di rendere tutto reale. In passato ho avuto poca fiducia nell'umanità, io ho fatto di tutto per lei, perfino donare l'8 per mille, e lei cosa faceva per me? Niente! Per cui se una persona qualsiasi mi dicesse all'improvviso cose del tipo "Sei arguta! Sei spiritosa! Sei bella! Sei una blogger di talento! Hai dei capelli stupendi! " io lo guarderei con sospetto, ma fortunatamente non è stata una persona a caso nell'umanità a dirmi che non c'era motivo per stare male. E stata una persona che aveva il potere di renderlo reale. La vita fa percorsi incredibili e poi si rimette sui binari che le sono destinati da sempre. Tutte le cose accadono per un motivo. Ogni cosa è illuminata e la bellezza è negli occhi di chi ti guarda.
Il significato di tutto ciò ve lo spiego un'altra volta. O forse no.
Il significato di tutto ciò ve lo spiego un'altra volta. O forse no.
domenica, maggio 01, 2011
Sandra, io ti disprezzo.
Poi ti chiedi com'è che la gente si inventa cose tipo il Voodoo. Voglio dire, il primo esaurito che ha fatto una bambola di paglia e ha cominciato a trafiggerla con degli spilloni non deve essere stato visto positivamente dalla comunità: adulto e responsabile, tutto a un tratto comincia a lanciare maledizioni e a fare esperimenti con i giocattoli della figlia. Effettivamente suona un pochino male. In seguito ha fatto scuola, ma sono certa che sulle prime non fosse socialmente accettato e bisogna essere mooolto motivati per sfidare la società. La giusta motivazione può spingere un uomo o una donna a compiere azioni che di regola non compirebbero.
martedì, aprile 26, 2011
Italiani popolo di poeti, navigatori e...
Fruttaroli! Sì, avete capito bene, fruttaroli! E con fruttaroli non intendo i semplici fruttivendoli, quelli che la frutta, per l'appunto, la vendono. I fruttaroli sono persone connesse alla frutta in modi misteriosi e, alle volte, lasciatemelo dire, sospetti!
Come spiegare infatti la chiave di ricerca che da anni, campeggia in cima alle statistiche del mio blog? Ragazzi, non parlo di giorni o di settimane, parlo di ANNI!
Una quantità strabiliante di persone è giunta in questo blog cercando "L'altra metà della mela". E se digitate su google queste parole il primo risultato è proprio il mio blog! Ma siamo pazzi? Vuol dire che se un giorno il signor google scopre che in realtà forse quel primo posto non me lo merito, sul mio blog non ci arriva più nessuno! Per quanto io mi sforzi di riempire queste pagine di argomenti arguti e accattivanti, circa un quarto dei miei lettori viene qui per sentir parlare di mele, kiwi e carciofi. Forse è un messaggio che la rete mi invia per farmi aprire un banchetto al mercato.
E chissà che non sia davvero quello il mio destino.
Ma tanto per non tradire la tradizionale profondità dei miei post, lasciate che chiuda con una massima.
Fruttaroli d'Italia, voi che digitate "cerco l'altra metà della mela", forse vi stupirà ma google non vi può aiutare. E nemmeno internet, e perquanto sia zeppo di foto di mele e fragole, nemmeno questo blog. Per trovare la buona frutta bisogna andare al mercato. E sceglierla di persona.
Per quanto criptica, vi assicuro che è una buona massima.
Poi dipende da voi. Io nella teoria sono bravissima, nella pratica un po' meno.
E' per questo che sono sempre sola come un gambo di sedano.
Come spiegare infatti la chiave di ricerca che da anni, campeggia in cima alle statistiche del mio blog? Ragazzi, non parlo di giorni o di settimane, parlo di ANNI!
Una quantità strabiliante di persone è giunta in questo blog cercando "L'altra metà della mela". E se digitate su google queste parole il primo risultato è proprio il mio blog! Ma siamo pazzi? Vuol dire che se un giorno il signor google scopre che in realtà forse quel primo posto non me lo merito, sul mio blog non ci arriva più nessuno! Per quanto io mi sforzi di riempire queste pagine di argomenti arguti e accattivanti, circa un quarto dei miei lettori viene qui per sentir parlare di mele, kiwi e carciofi. Forse è un messaggio che la rete mi invia per farmi aprire un banchetto al mercato.
E chissà che non sia davvero quello il mio destino.
Ma tanto per non tradire la tradizionale profondità dei miei post, lasciate che chiuda con una massima.
Fruttaroli d'Italia, voi che digitate "cerco l'altra metà della mela", forse vi stupirà ma google non vi può aiutare. E nemmeno internet, e perquanto sia zeppo di foto di mele e fragole, nemmeno questo blog. Per trovare la buona frutta bisogna andare al mercato. E sceglierla di persona.
Per quanto criptica, vi assicuro che è una buona massima.
Poi dipende da voi. Io nella teoria sono bravissima, nella pratica un po' meno.
E' per questo che sono sempre sola come un gambo di sedano.
giovedì, aprile 14, 2011
C’è un fiore…Credo che mi abbia addomesticato.
Esiste al mondo qualcuno che vi ha fatto pensare "C'è riuscito, mi ha addomesticato" ? E con questo non mi aspetto che vi abbia tenuto sul bordo di una piscina con una palla sul naso, anche se ammetto che sarebbe interessante vedervi in una tale circostanza. E non mi riferisco nemmeno a tutti quelli che per amore di qualcuno in certo modo e in certa misura, cambiano. Che poi, diciamo la verità, i cambiamenti spesso sono un fatto esteriore, una finzione o, nel migliore dei casi, un compromesso per il quieto vivere. "Da quando sto con Richard sono diventata vegetariana anche io"... E te credo! Chi lo sopporta altrimenti il signor Gere quando ti mangi una bistecca?
"Il mio Puffino è un te-so-ro. Tutte le domeniche si alza alle 7 per aiutarmi a fare le pulizie". Ma quello che non ti dice di Puffino è che la sua alternativa è dormire in giardino e, sulla lunga distanza, il divorzio.
"Da quando mi conosce il mio Totò è un altro uomo. Ha chiuso con la droga, la malavita e le donne di malaffare!" Ed è vero! Il suo Totò è davvero un altro uomo!
E' il fratello gemello per l'esattezza. Il vecchio Totò è scappato 10 anni fa, quando ha capito che volevi incastrarlo. Le persone non cambiano facilmente, sicuramente non lo fanno per gli altri. I cambiamenti sono innescati soltanto da una convinzione profonda. L'addomesticamento è un'altra cosa.
E' la creazione di un legame. E' rendere familiare ciò che prima era estraneo. E' una fiducia continuamente messa alla prova e eternamente rinnovata. E' un'accettazione graduale e reciproca della propria vicinanza. Non pensiate che sia facile accettare la vicinanza di qualcuno! Provate a infilarvi in un ascensore affollato, o a dividere il bracciolo della poltrona con il vostro vicino al cinema! Ma quando qualcuno arriva, un po' sporco e con rimasugli di cibo agli angoli della bocca, e prende posto accanto a voi sul divano, e a voi sembra la cosa più naturale del mondo, e non provate nemmeno un briciolo di fastidio, è allora che vi hanno addomesticato. E credo sia una cosa buona. E' per questo che a volte ho voglia di prendermi un cucciolo.
"Il mio Puffino è un te-so-ro. Tutte le domeniche si alza alle 7 per aiutarmi a fare le pulizie". Ma quello che non ti dice di Puffino è che la sua alternativa è dormire in giardino e, sulla lunga distanza, il divorzio.
"Da quando mi conosce il mio Totò è un altro uomo. Ha chiuso con la droga, la malavita e le donne di malaffare!" Ed è vero! Il suo Totò è davvero un altro uomo!
E' il fratello gemello per l'esattezza. Il vecchio Totò è scappato 10 anni fa, quando ha capito che volevi incastrarlo. Le persone non cambiano facilmente, sicuramente non lo fanno per gli altri. I cambiamenti sono innescati soltanto da una convinzione profonda. L'addomesticamento è un'altra cosa.
E' la creazione di un legame. E' rendere familiare ciò che prima era estraneo. E' una fiducia continuamente messa alla prova e eternamente rinnovata. E' un'accettazione graduale e reciproca della propria vicinanza. Non pensiate che sia facile accettare la vicinanza di qualcuno! Provate a infilarvi in un ascensore affollato, o a dividere il bracciolo della poltrona con il vostro vicino al cinema! Ma quando qualcuno arriva, un po' sporco e con rimasugli di cibo agli angoli della bocca, e prende posto accanto a voi sul divano, e a voi sembra la cosa più naturale del mondo, e non provate nemmeno un briciolo di fastidio, è allora che vi hanno addomesticato. E credo sia una cosa buona. E' per questo che a volte ho voglia di prendermi un cucciolo.
In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Leggerezze,
Pensieri strani
mercoledì, aprile 06, 2011
L'attimo fuggente
Tutto scorre, dicevano i greci, ed è una verità immutabile. Non serve che sia io ad esporvi il modo in cui il tempo consuma le vite, simile a una candela la cui fiamma risplende nel buio e alla fine si spegne.
La diretta conseguenza del Panta rei è il carpe diem di oraziana memoria. Cogliere l'attimo però, di questi tempi, non sembra più un consiglio ma un imperativo categorico.
Sperimentare tutto ciò che la vita può offrire è una tendenza che in tanti vivono con una urgenza senza fine. Il carpe diem è diventato l'alibi per attraversare tutti i confini, giustifica coloro che si buttano alla cieca nel futuro. E' anche la scusa più frequente per molti gesti egoisti.
Non sto rinnegando un pensiero che ha una sua innegabile saggezza, penso solo che la sua evoluzione moderna tradisca il significato originario. Carpe Diem significa vivere il presente. Significa saper riconoscere l'importanza del qui e adesso. Non ha nulla a che fare con l'angoscia di un piacere futuro che si può perdere se non si è abbastanza pronti. Ci sono infinite vie che potenzialmente è possibile percorrere, ma questo non significa dover cambiare direzione ad ogni bivio.
Si può perdere completamente la strada e infine anche il momento in cui è possibile tornare indietro, passa.
Eh, lo so, per essere Lieve, questa volta sono stata pesante :P
La diretta conseguenza del Panta rei è il carpe diem di oraziana memoria. Cogliere l'attimo però, di questi tempi, non sembra più un consiglio ma un imperativo categorico.
Sperimentare tutto ciò che la vita può offrire è una tendenza che in tanti vivono con una urgenza senza fine. Il carpe diem è diventato l'alibi per attraversare tutti i confini, giustifica coloro che si buttano alla cieca nel futuro. E' anche la scusa più frequente per molti gesti egoisti.
Non sto rinnegando un pensiero che ha una sua innegabile saggezza, penso solo che la sua evoluzione moderna tradisca il significato originario. Carpe Diem significa vivere il presente. Significa saper riconoscere l'importanza del qui e adesso. Non ha nulla a che fare con l'angoscia di un piacere futuro che si può perdere se non si è abbastanza pronti. Ci sono infinite vie che potenzialmente è possibile percorrere, ma questo non significa dover cambiare direzione ad ogni bivio.
Si può perdere completamente la strada e infine anche il momento in cui è possibile tornare indietro, passa.
Eh, lo so, per essere Lieve, questa volta sono stata pesante :P
martedì, marzo 01, 2011
Perdonami ma io non ti perdonerò...
Sarà vero poi che quando si fa qualcosa di veramente brutto, e alla fine ci si pente, il dolore che si prova è maggiore di quello provocato agli altri? A volte penso di sì, se si è abbastanza sensibili... Però penso anche che se si è buoni e sensibili difficilmente si fa soffrire il prossimo. Ma la vera domanda è: si può perdonare chi ci fa del male se si mostra pentito? Voi perdonate? Io credo di avere una altissima soglia di sopportazione (ebbene sì, se mi fai inc@**are vuol dire che hai fatto cose di una cattiveria indicibile, tipo mangiare l'ultimo biscotto della mia scatola, di quelli con le gocce di cioccolato, spammato sul mio blog o ironizzato sui miei capelli...O fatto un altro centinaio di azioni che feriscono il mio animo delicato), ma nonostante la mia tolleranza, io non perdono.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Ciarle,
Deliri,
Vaneggiamenti inutili
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