domenica, maggio 15, 2011

Ogni cosa è illuminata

Delle volte nuvoloni neri si ammassano all'orizzonte. Sappiamo che portano catastrofe e sventura ma il massimo che possiamo fare è rifugiarci in casa. Sempre che la casa non ci crolli in testa. Il sereno invece non è annunciato proprio da niente, risultando improvviso e per questo ancora più gradito.  Accade anche però che mentre fuori il cielo si rischiara tu continui a startene al riparo nella tua cantina, giocando con la muffa e innaffiando il gatto...O forse il contrario, ma non è questo il punto. Negli ultimi tempi Qualcuno mi ha fatto notare che l'uragano me lo stavo solo immaginando. Naturalmente non basta che una cosa sia detta perchè diventi vera ma  le frasi giuste, dette dalle persone giuste hanno il potere di rendere tutto reale. In passato ho  avuto poca fiducia nell'umanità, io ho fatto di tutto per lei, perfino donare l'8 per mille, e lei cosa faceva per me? Niente! Per cui se una persona qualsiasi mi dicesse all'improvviso cose del tipo "Sei arguta! Sei spiritosa! Sei bella! Sei una blogger di talento! Hai dei capelli stupendi! "  io lo guarderei con sospetto, ma fortunatamente non è stata una persona a caso nell'umanità a dirmi che non c'era motivo per stare male. E stata una persona che aveva il potere di renderlo reale. La vita fa percorsi incredibili e poi si rimette sui binari che le sono destinati da sempre. Tutte le cose accadono per un motivo. Ogni cosa è illuminata e la bellezza è negli occhi di chi ti guarda.
Il significato di tutto ciò ve lo spiego un'altra volta. O forse no.

domenica, maggio 01, 2011

Sandra, io ti disprezzo.

Poi ti chiedi com'è che la gente si inventa cose tipo il Voodoo. Voglio dire, il primo esaurito che ha fatto una bambola di paglia e ha cominciato a trafiggerla con degli spilloni  non deve essere stato visto positivamente dalla comunità: adulto e responsabile, tutto a un tratto comincia a lanciare maledizioni e a fare esperimenti con i giocattoli della figlia. Effettivamente suona un pochino male. In seguito ha fatto scuola, ma sono certa che sulle prime non fosse socialmente accettato e bisogna essere mooolto motivati per sfidare la società. La giusta motivazione può spingere un uomo o una donna a compiere azioni che di regola non compirebbero. 

martedì, aprile 26, 2011

Italiani popolo di poeti, navigatori e...

Fruttaroli! Sì, avete capito bene, fruttaroli! E con fruttaroli non intendo i semplici fruttivendoli, quelli che la frutta, per l'appunto, la vendono. I fruttaroli sono persone connesse alla frutta in modi misteriosi e, alle volte, lasciatemelo dire, sospetti!
Come spiegare infatti la chiave di ricerca che da anni, campeggia in cima alle statistiche del mio blog? Ragazzi, non parlo di giorni o di settimane, parlo di ANNI! 
Una quantità strabiliante di persone è giunta in questo blog cercando "L'altra metà della mela". E se digitate su google queste parole il primo risultato è proprio il mio blog! Ma siamo pazzi? Vuol dire che se un giorno il signor google scopre che in realtà forse quel primo posto non me lo merito, sul mio blog non ci arriva più nessuno! Per quanto io mi sforzi di riempire queste pagine di argomenti arguti e accattivanti, circa un quarto dei miei lettori viene qui per sentir parlare di mele, kiwi e carciofi. Forse è  un messaggio che la rete mi invia per farmi aprire un banchetto al mercato.
E chissà che non sia davvero quello il mio destino.
Ma tanto per non tradire la tradizionale profondità dei miei post, lasciate che chiuda con una massima.
Fruttaroli d'Italia, voi che  digitate "cerco l'altra metà della mela", forse vi stupirà ma google non vi può aiutare. E nemmeno internet, e perquanto sia zeppo di foto di mele  e fragole, nemmeno questo blog. Per trovare la buona frutta bisogna andare al mercato. E sceglierla di persona.

Per quanto criptica, vi assicuro che è una buona massima.
Poi dipende da voi. Io nella teoria sono bravissima, nella pratica un po' meno.

E' per questo che sono sempre sola come un gambo di sedano.



giovedì, aprile 14, 2011

C’è un fiore…Credo che mi abbia addomesticato.

Esiste al mondo qualcuno che vi ha fatto pensare "C'è riuscito, mi ha addomesticato" ? E con questo non mi aspetto che vi abbia tenuto sul bordo di una piscina con una palla sul naso, anche se ammetto che sarebbe interessante vedervi in una tale circostanza.  E non mi riferisco nemmeno a tutti quelli che per amore di qualcuno in certo modo e in certa misura, cambiano.  Che poi, diciamo la verità, i cambiamenti spesso sono un fatto esteriore, una finzione o, nel migliore dei casi, un compromesso per il quieto vivere.  "Da quando sto con Richard sono diventata vegetariana anche io"... E te credo! Chi lo sopporta altrimenti il signor Gere quando ti mangi una bistecca?
"Il mio Puffino è un te-so-ro. Tutte le domeniche si alza alle 7 per aiutarmi a fare le pulizie". Ma quello che non ti dice di Puffino è che la sua alternativa è dormire in giardino e, sulla lunga distanza, il divorzio.
"Da quando mi conosce il mio Totò è un altro uomo. Ha chiuso con la droga, la malavita e le donne di malaffare!" Ed è vero! Il suo Totò è davvero un altro uomo!
E' il fratello gemello per l'esattezza.  Il vecchio Totò è scappato 10 anni fa, quando ha capito che volevi incastrarlo. Le persone non cambiano facilmente, sicuramente non lo fanno per gli altri. I cambiamenti sono innescati soltanto da una convinzione profonda.  L'addomesticamento è un'altra cosa.
E' la creazione di un legame. E' rendere familiare ciò che prima era estraneo. E' una fiducia continuamente messa alla prova e eternamente rinnovata. E' un'accettazione graduale e reciproca della propria vicinanza. Non pensiate che sia facile accettare la vicinanza di qualcuno! Provate a infilarvi in un ascensore affollato, o a dividere il bracciolo della poltrona con il vostro vicino al cinema! Ma quando qualcuno arriva, un po' sporco e con rimasugli di cibo agli angoli della bocca, e  prende posto accanto a voi sul divano, e a voi sembra la cosa più naturale del mondo, e non provate nemmeno un briciolo di fastidio, è allora che vi hanno addomesticato. E credo sia una cosa buona. 
E' per questo che a volte ho voglia di prendermi un cucciolo.

In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.  Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….

mercoledì, aprile 06, 2011

L'attimo fuggente

 Tutto scorre, dicevano i greci, ed è una verità immutabile. Non serve che sia io ad esporvi il modo in cui il tempo consuma le vite, simile a una candela la cui fiamma risplende nel buio e alla fine si spegne.
La diretta conseguenza del Panta rei  è il carpe diem di oraziana memoria. Cogliere l'attimo però, di questi tempi,  non sembra più un consiglio ma un imperativo categorico.
Sperimentare tutto ciò che la vita può offrire è una tendenza che in tanti vivono con una urgenza senza fine. Il carpe diem è diventato l'alibi per attraversare tutti i confini,  giustifica coloro che si buttano alla cieca nel futuro. E' anche la scusa più frequente per molti gesti egoisti.

Non sto rinnegando un pensiero che ha una sua innegabile saggezza, penso solo che la sua evoluzione moderna tradisca il significato originario. Carpe Diem significa vivere il presente. Significa saper riconoscere l'importanza del qui e adesso. Non ha nulla a che fare con l'angoscia di un piacere futuro che si può perdere se non si è abbastanza pronti. Ci sono infinite vie che potenzialmente è possibile percorrere, ma questo non significa dover cambiare direzione ad ogni bivio.
Si può perdere completamente la strada e infine anche il momento in cui è possibile tornare indietro, passa.


Eh, lo so, per essere Lieve, questa volta sono stata pesante :P

martedì, marzo 01, 2011

Perdonami ma io non ti perdonerò...

Sarà vero poi che quando si fa qualcosa di veramente brutto, e alla fine ci si pente, il dolore che si prova  è maggiore di quello provocato agli altri? A volte penso di sì, se si è abbastanza sensibili... Però penso anche  che se si è buoni e sensibili difficilmente si fa soffrire il prossimo. Ma la vera domanda è: si può perdonare chi ci fa del male se si mostra pentito? Voi perdonate? Io credo di avere una altissima soglia di sopportazione (ebbene sì, se mi fai inc@**are  vuol dire che hai fatto cose di una cattiveria indicibile, tipo mangiare l'ultimo biscotto della mia scatola, di quelli con le gocce di cioccolato, spammato sul mio blog o ironizzato sui miei capelli...O fatto un  altro centinaio di azioni che feriscono il mio animo delicato), ma nonostante la mia tolleranza, io non perdono.

martedì, febbraio 15, 2011

Lo que tu sientes se llama obsession...

Avete presente quando venite illuminati da un pensiero? Che dico un pensiero?! Può essere una persona, una cosa, un'idea che, nella vostra mente diventa la soluzione a tutti (i vostri) mali:  la chiave della felicità.
Nella maggior parte dei casi quell'idea è sbagliata. E non servirà a niente che ve lo facciano, con  varie gradazioni di gentilezza, notare. I timidi e  riservati amanti del quieto vivere, i placidi e rassegnati rinunciatari della domenica, gli sconfitti, trovano finalmente la forza di lottare, e perdono. E' per questo che arriva quel momento topico della vita in cui ci  si dice "Ma come ho fatto a essere così imbecille?". (E non mi venite a dire che a voi non è mai successo!).
Vette di stupidità e abissi di inadeguatezza fanno da sfondo a tutte le nostre ossessioni: il gratta e vinci, le chat infinite,  la forma fisica,  gli investimenti in borsa, hello kitty, il calcio, la nutella...E solo per citare le più pericolose! Sembrano la Mecca dei poveri penitenti di questa valle di lacrime, ma non funzionano. A malincuore ci si accorge che non c'è niente di salvifico in un gattino dal naso a patata, per quanto grazioso possa essere,  o nei digiuni mascherati da mal di pancia,  in realtà la vera salvezza è...
Ma cosa volete che ne sappia!? Davvero vi aspettavate di sentire da me non solo le domande, ma anche le risposte, e che abbinassi le domande alle risposte giuste? Suvvia, se ne fossi capace non starei  a scarabocchiare su questo blog, che è poi un'altra delle mie ossessioni, un'altro surrogato dii tutto ciò che realmente voglio: attenzione, successo, amore e naturalmente, conquistare il mondo!

giovedì, febbraio 03, 2011

Never been a number one

A volte mi chiedo come ci si sente ad essere al centro del mondo. Non robe del tipo "essere il sultano del Brunei " o Bill Gates o Mark Zuckerberg... Come ci si sente a fare qualcosa e capire di aver dato vita a un capolavoro? Anche se nessuno lo sa, non dovrebbe dare un senso di pienezza? E senza scomodare Van Gogh o Mozart, com'è essere la più bella della classe, o magari la vincitrice di Velone? Essere quello che si è fatto da solo, la persona il cui parere tutti vogliono ascoltare? Cosa ha provato la casalinga che ha vinto il milione da Jerry Scotti?
Perfino alla persona più semplice può accadere di scoprirsi speciale. Capire ad esempio di essere il centro del mondo di un'altra persona, di aver lasciato un segno indelebile in un'altra anima senza aver fatto altro che vivere.
In certi momenti mi sembra terribilmente ingiusto che non tutti vivano un momento così. Io non l'ho mai avuto. Se ho vinto qualcosa, non ero da sola. Mai stata la prima scelta, sempre un'alternativa. Indelebile come un tatuaggio all'hennè. Eppure, come tutti, ci ho provato.
Qual è il segreto dei numeri uno? Sarà fortuna? Sarà che ci provano più degli altri? E soprattutto, lo sanno, lo capiscono di vivere in una situazione di grazia? Troppe domande per un unico post. Meditate gente, meditate.

lunedì, gennaio 31, 2011

I tried so hard and got so far


Ogni volta che inizio a desiderare qualcosa intensamente, la perdo.  

Non mi sarei mai stancata dei giochi sull’erba, delle margherite fra i capelli, delle farfalle che catturava per me con le sue mani di biancospino, mani grandi, dove le ali fremevano fragili, quasi immateriali, in attimi che sfioravano la perfezione. 
Ma forse qualche pallida fata ebbe invidia di noi. 

 Di quell’alba ricordo il gelo e il modo spettrale in cui la luce sorse bianca dal buio. 
Quando non aprì gli occhi e giacque freddo nel giaciglio vicino, il mio dolore si trasformò in spiriti della tempesta, la prima di quel lungo inverno. 

Mai credere alle leggende dei cacciatori, e non perché mentano, ma perché raccontano meno di ciò che è vero. 

C’è un luogo nella foresta, in cui i fantasmi di coloro che hai amato ritornano. E io l’ho cercato quel luogo, in un giorno che sembrò durare mille anni. Una volta lì ho urlato il suo nome, con tutto il mio amore, con tutta la mia disperazione. 
E poi apparve. Il viso bianco come nebbia e il vento freddo che riempiva i fragili contorni del suo corpo di foglie secche e di grida raccolte lontano. Era lui, ed era lì, ma al tempo stesso era incredibilmente lontano. E quando tesi le braccia verso la sua figura diafana avvertii d’un tratto tutta quella distanza, un’eternità incalcolabile, uno spazio senza confini. Un passo in più non sarebbe servito eppure tentai e strinsi le braccia per abbracciare il niente. 
Come una nuvola spazzata via dal vento, quello spettro impalpabile della sua esistenza si era dissolto al caldo tepore del mio corpo. 

Non lo avevo ritrovato ma soltanto perso di nuovo.

domenica, gennaio 23, 2011

Mono no aware

Letteralmente è il sentimento delle cose. Nella concezione estetica giapponese è quel fremito che si  prova nel contemplare qualcosa di bello e amabile e realizzare la sua inevitabile precarietà. Tutto scorre, anche in questo momento, e si precipita verso la fine. La bellezza di una rosa non durerà intatta fino al mattino successivo e la stessa vita umana con tutte le sue ineffabili esperienze è quanto di più effimero possa esistere. Eppure, per quanto queste constatazioni siano dolorose e suscitino nell'animo un sentimento di malinconia mista a pietà, nulla tolgono alla meraviglia e al piacere di quella bellezza. Meglio ancora, dal momento che ogni esperienza e ogni manifestazione materiale del mondo è di per sè unica, proprio la sua natura transitoria la rende mirabile agli occhi di chi sa vedere.
Una iniezione di filosofia della domenica mattina? Solo qualche pensiero a proposito del presente e del per sempre. Dentro di noi, queste cose le conosciamo già, ma non fa male analizzarle ogni tanto, e esternalizzare il pensiero. Riscoprire l'importanza dell'attimo in cui il sole sfiora il mare al tramonto, la pioggia cade, una carezza viene donata con amore.