Sono convinta che ci sia qualcosa di fiabesco nel freddo.
Sarà perchè nelle fiabe ci sono sempre lunghi inverni da attraversare, tormente e bufere cui sopravvivere, o perchè le fiabe sono belle quando qualcuno le racconta intorno al fuoco, fatto sta che in questi giorno mi sembra di vivere in un crudo incanto alla Stephen King. Non che ci sia niente di spaventoso, ma non saprei in che altro modo comunicare quel senso di inquietudine e di bellezza che mi trasmettono alcuni scenari natalizi. Ecco, nonostante i bambini sorridenti e i babbi Natale grassi, dicembre ha delle atmosfere noir e suggerisce, a volte, un forte senso di contraddizione. Come una fiaba triste. Per quanto non sempre sia stato così, è opinione comune che le fiabe non debbano essere tristi...Voglio proprio vedere chi va a raccontare a un bambino che nella versione originale la Sirenetta muore! E la Sirenetta non è nemmeno la peggiore.
Osservando degli accattoni per le strade della capitale, tra tutte le luci sfavillanti e le decorazioni, non ho potuto fare a meno di pensare alla Piccola Fiammiferaia. Quella sì che mi sconvolgeva da piccola... La ascoltavo e riascoltavo (ricordate le fiabe in cassetta?
A mille ce n'è...) e credevo che prima o poi il finale sarebbe cambiato.
Ma ci sono casi in cui il finale non può essere cambiato e per quanto si possa riascoltare la storia, resta sempre lo stesso.