Come ogni 14 dicembre ho ricevuto messaggi e qualche telefonata. Sono la prima a dimenticare ricorrenze e avvenimenti e agli auguri di compleanno non ci ho mai tenuto molto. Il mio compleanno sono 24 ore di bilanci al termine dei quali avrei voglia di sotterrarmi e mettermi a piangere, se solo fossi il tipo di ragazza che piange - motivo per cui, se il mondo resta indifferente a questa data non si può dire che mi dispiaccia, e se io stessa me ne dimenticassi sarebbe anche meglio. Il problema però non è il mondo. Il problema è che qualcuno che dice di tenere a me se ne è dimenticato. Mi ha dimenticata. E non è bello per niente. A ben vedere è molto interessante soffermarsi su chi invece se ne è ricordato. Tutti loro conoscono anche mia sorella gemella. Un caso? Non credo.
Sembra proprio che Lieve come nome mi si addica. Resto impressa come un'orma sulla sabbia, in riva al mare.
sabato, dicembre 15, 2007
giovedì, dicembre 13, 2007
Quel motivetto che mi piace tanto...
Alegria/ come la rabbia d'amar/Alegria/ come un assalto di gioia/bella ruggente pena...
La conoscete? E' la canzone del Cirque du Soleil, ed è una bella canzone, che in questo periodo prenatalizio mi gira nel cervello, forse perchè la ascolto ogni volta che accendo il televisore. E come questo, ci sono decine di motivi che, con piacere o per forza, a dicembre ascoltiamo più che in qualsiasi altro mese dell'anno. Jingle Bells naturalmente, ma quella un po' la odio...meglio Imagine o Happy Christmas, Astro del cielo oppure...ma sì, una canzone che viene canticchiata per tutto il film di About a Boy, che io associo al Natale per quella scena indimenticabile dell'apertura dei regali, la canzone è Killing me softly... Lo so che alla fine ne avrò a noia di queste note però mentre passeggiavo tra i venti gelidi di questa città, erano l'unica cosa che mi dava un po' di calore...queste canzoni strafamose, di cui nessuno conosce esattamente le parole ma che tutti canticchiano tra sè e sè, quando pensano di non essere ascoltati...Queste canzoni dall'anima triste ma non tristi. Stafamose e commerciali, ma solo perchè la gente continua a cantarle anche se dice di odiarle...
Alegria/Como la luz de la vida/Alegria/Como un payaso que grita/Alegria
La conoscete? E' la canzone del Cirque du Soleil, ed è una bella canzone, che in questo periodo prenatalizio mi gira nel cervello, forse perchè la ascolto ogni volta che accendo il televisore. E come questo, ci sono decine di motivi che, con piacere o per forza, a dicembre ascoltiamo più che in qualsiasi altro mese dell'anno. Jingle Bells naturalmente, ma quella un po' la odio...meglio Imagine o Happy Christmas, Astro del cielo oppure...ma sì, una canzone che viene canticchiata per tutto il film di About a Boy, che io associo al Natale per quella scena indimenticabile dell'apertura dei regali, la canzone è Killing me softly... Lo so che alla fine ne avrò a noia di queste note però mentre passeggiavo tra i venti gelidi di questa città, erano l'unica cosa che mi dava un po' di calore...queste canzoni strafamose, di cui nessuno conosce esattamente le parole ma che tutti canticchiano tra sè e sè, quando pensano di non essere ascoltati...Queste canzoni dall'anima triste ma non tristi. Stafamose e commerciali, ma solo perchè la gente continua a cantarle anche se dice di odiarle...
Alegria/Como la luz de la vida/Alegria/Como un payaso que grita/Alegria
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Leggerezze,
Papaveri e Papere
martedì, dicembre 11, 2007
Disordine
A volte lo riconosco come qualcosa di familiare e in qualche modo rassicurante, ma poi mi accorgo che non c'è niente di rassicurante nel non trovare le pantofole ai piedi del letto o nel frugare per le chiavi dentro la borsa.
E il disordine è anche nei miei pensieri, sempre razionali, per carità...ma così male assortiti con quello che sento che spesso è illogico e tormentato.
E c'è disordine nei sentimenti, abbinati evidentemente alle persone sbagliate, in maniera crudele se mi è concesso dirlo.
E se in alcune zone delle mia vita i pensieri, le persone e le sensazioni, i fatti belli e brutti, si ammucchiano e si sovrappongono, come montagne di vestiti su una sedia, altre zone restano vuote e disadorne e...sì...forse nel vuoto ci sarà pure ordine una buona volta, eppure neanche quel vuoto mi da sicurezza, ma ispira soltanto tanta tristezza.
che vaneggiava di
Deliri e Catastrofi,
Vaneggiamenti inutili
lunedì, dicembre 10, 2007
Una voce nel silenzio
mercoledì, dicembre 05, 2007
E se l'anatroccolo della fiaba fosse stato semplicemente brutto?
Siamo cresciuti ascoltando la fiaba che racconta di come un brutto anatroccolo fosse in realtà un cigno, tanto bello da far schiattare di invidia i suoi presunti fratelli una volta divenuto adulto. E' una storia da non prendere alla leggera perchè a mio avviso inculca nella mente dei bambini un concetto non da poco. Inculca cioè che siamo destinati a qualcosa di più, che non siamo quello che sembriamo, che siamo crisalidi in attesa di diventare farfalle...Spesso è vero, ma se ci accorgiamo che non è così? Voglio dire, esistono le farfalle, esistono i cigni orfani ma esistono anche i vermetti che restano vermetti e gli anatroccoli senza problemi di paternità e a tutti gli effetti brutti. E cosa mai possiamo raccontare a questi (veri) brutti anatroccoli? Di sicuro non che un giorno si sveglieranno con il collo lungo e le piume bianche. Io credo che la verità non andrebbe celata, ma servita nuda e cruda se pur con con alcune precisazioni. Ecco...si può essere un anatroccolo poco piacente ma con tante altre buone qualità, o magari con poche qualità o anche con una sola qualità ma l'importante è mettere a frutto quelle doti che si hanno e che l'anatroccolo sappia di averle. Come disse qualcuno più saggio di me, "Siate un cespuglio se non potete essere un albero. Se non potete essere una via maestra siate un sentiero. Siate il meglio di qualsiasi cosa siate."
lunedì, dicembre 03, 2007
E' solo un gioco...non era un fuoco...
Parlo sempre tanto ma troppo spesso evito gli argomenti che mi fanno sentire nelle sabbie mobili, quando ogni parola in più mi fa affondare in un qualche ansiogeno sentimento oscuro. Ecco perchè vorrei dire a chi mi è vicino di ascoltare anche e soprattutto quello che non dico, che è tanto, a volte troppo e mi porta ogni giorno più in giù anche se taciuto.
Ci sono tante cose che vorrei imparare a fare, come catturare le farfalle con le mani o disegnare ma nella lista dei desideri da realizzare ce ne sono milioni , piccoli e grandi, a cui penso e per cui mi sforzo, ma che non sono pronta a condividere con il mondo. Baciare è una parola piuttosto impegnativa se bisogna associarle un nome senza pentirsene dopo, ma sperando di fargli cosa gradita, un bacino lo mando a Lorenzo, rigorosamente sul naso :P. Lettera...una è troppo poco, dico piuttosto "lettere", quelle che ho scritto e scriverò perchè di certe conversazioni e di certi pensieri mi resti per sempre una traccia. Testamento, non saprei da dove cominciare, perchè non credo di avere molto da lasciare ad altri, ma mi auguro che quel poco che c'è adesso possa crescere giorno per giorno.
E con questo sono arrivata alla fine del "gioco-catena" al quale sono stata chiamata a partecipare da Mushin. Ora tocca a me nominare qualcuno, e la mia scelta cade su Nuvola e su Lorenzo, sperando che la loro vendetta non sia tremenda o_0
Ci sono tante cose che vorrei imparare a fare, come catturare le farfalle con le mani o disegnare ma nella lista dei desideri da realizzare ce ne sono milioni , piccoli e grandi, a cui penso e per cui mi sforzo, ma che non sono pronta a condividere con il mondo. Baciare è una parola piuttosto impegnativa se bisogna associarle un nome senza pentirsene dopo, ma sperando di fargli cosa gradita, un bacino lo mando a Lorenzo, rigorosamente sul naso :P. Lettera...una è troppo poco, dico piuttosto "lettere", quelle che ho scritto e scriverò perchè di certe conversazioni e di certi pensieri mi resti per sempre una traccia. Testamento, non saprei da dove cominciare, perchè non credo di avere molto da lasciare ad altri, ma mi auguro che quel poco che c'è adesso possa crescere giorno per giorno.
E con questo sono arrivata alla fine del "gioco-catena" al quale sono stata chiamata a partecipare da Mushin. Ora tocca a me nominare qualcuno, e la mia scelta cade su Nuvola e su Lorenzo, sperando che la loro vendetta non sia tremenda o_0
venerdì, novembre 30, 2007
Che ne sai tu di un campo di grano...?
Ho aperto le imposte della porta-finestra del terrazzo e sono rimasta ad ascoltare il vento che soffiava giù, nel giardino.
Non so, forse un po' di quel vento mi è rimasto dentro e adesso è come se mi rombasse nel cuore. E mi è rimasta dentro anche la pioggia, e il freddo e qualche nuvolone oscuro, di passaggio.
C'era una promessa di inverno nell'aria e di tutte quelle che il tempo lascia è la più pericolosa. I giorni sempre più brevi e la luce sempre meno calda non fanno per me, vorrei averli solo sognati, come sollievo all'arsura in un campo, d'estate.
Che malinconia, la metereopatia...
Non so, forse un po' di quel vento mi è rimasto dentro e adesso è come se mi rombasse nel cuore. E mi è rimasta dentro anche la pioggia, e il freddo e qualche nuvolone oscuro, di passaggio.
C'era una promessa di inverno nell'aria e di tutte quelle che il tempo lascia è la più pericolosa. I giorni sempre più brevi e la luce sempre meno calda non fanno per me, vorrei averli solo sognati, come sollievo all'arsura in un campo, d'estate.
Che malinconia, la metereopatia...
giovedì, novembre 29, 2007
Niente è più affascinante di una chiave, finchè non scopriamo cosa apre.
Italiani popolo di ricercatori! Nel senso più bislacco del termine, se me lo concedete... Oggi giochicchiavo con quel mirabolante strumento che è shinystat e mi divertivo a scoprire quali stupefacenti chiavi di ricerca avessero condotto navigatori ignari della rete, da google al mio maldestro sito. E' stata un'interessante escursione tra stralci di pensieri, desideri accennati e perplessità di ogni sorta con le quali il mio blogghino raramente aveva a che fare. Ma non indugio oltre e riporto subito qualche fatto. C'era davvero di tutto. Certe cose me le aspettavo, come per esempio che chiunque ultimamente avesse cercato informazioni su delle lettere, sia stato giudiziosamente condotto qui dal motore di ricerca: lettere d'amore, di ragazze stupide, di solitudine, d'amore particolare (?), di perdono, dolci...E io che pensavo che le lettere non le scrivesse più nessuno, e invece c'è chi cerca le istruzioni 0_0. C'era poi chi cercava simpatiche esclamazioni, tipo "Ammazza la vecchia" o "Siam streghe!" ma sono state le domande, che gli italiani pongono a google come all'oracolo di Delfi, che mi hanno maggiormente colpita. Domande tecniche: "Esistono calamite che fanno male?" . Domande sociologiche: "Come si fa a capire quando una ragazza ti viene dietro?". Domande di cui nessuno vuole conoscere la risposta: "La mia ragazza si sente fredda, cosa significa?" Domande che neanche il mago Otelma: "Sogni: cosa svelano?" E l'immancabile domanda indiretta- retorico- esistenziale "A volte mi chiedo se esistano ancora valori assoluti". Per me è stato molto interessante scoprire che se che se s digita su google la frase "Tutto e più sui viaggi mentali" il secondo link che propone è quello per questo blog...lo avreste mai detto o_°? Ma in tutto questo non poteva mancare una di quelle frasi che fanno capire che là fuori c'è qualcuno capace di elaborare pensieri che avresti voluto elucubrare tu: per me è colui/colei che ha scritto questo "ho fatto degli errori nella mia vita mi vengono in mente e mi esauriscono".
Meditate gente, meditate.
che vaneggiava di
Cianfrusaglie,
Deliri,
Gossip,
Parola d'ordine,
Vaneggiamenti inutili
martedì, novembre 27, 2007
Autoritratto
Vorrei aver imparato a disegnare. E invece sembra che l'unica cosa che possa fare con una matita sia scrivere. Oggi pensavo a quale potrebbe essere il modo più opportuno di fare un autoritratto di parole. Potrebbe essere il più realistico possibile, a partire dalla descrizione fisica, e quindi dovrei elencare tutti i miei particolari, dai capelli ricci alle lunghe dita delle mani. Oppure potrebbe essere un quadro impressionista, con forme indistinte e macchie di colore e dovrei almeno accennare alla mia pelle pallida e agli occhi verdi. Una descrizione un po' cubista necessiterebbe di un accenno al mio profilo greco- per così dire del mio naso- o magari, passando a forme più astratte e concettuali, potrei rivolgermi al'interiorità del mio essere e dire come sono a volte sognante, come sono, a volte, Lieve... Perchè è così che sono.
E li fuori? Qualcuno ha voglia di lasciare su queste pagine qualche pennellata di sè? ;-)
E li fuori? Qualcuno ha voglia di lasciare su queste pagine qualche pennellata di sè? ;-)
domenica, novembre 25, 2007
Il gabbiano
"Cosa sono i sogni?" chiese il figlio di Lia alla sua balia, con la voce infantile spezzata dal sonno."Sono fiabe dimenticate, storie perdute, abbandonate" rispose lei dolcemente "Ogni sogno é un mondo che raggiungiamo nel sonno, quando le nostre anime volano sulle ali degli uccelli. Da quando sono giunta in questa casa, la mia anima viaggia con un gabbiano. Non saprei dire perché, ma da questa camera che da sul mare ogni notte partiamo per terre lontane e sono nuovamente qui quando il sole irrompe nel giorno. Solo una volta ho rischiato di non tornare e di recidere il filo che mi ancorava qui. Simile ai bimbi delle fiabe che smarriscono la via di casa sedotti dai richiami delle fate, ho rischiato di perdermi nelle nebbie dei sogni, ammaliata da voci che non potrò mai dimenticare."
Il bambino si agitò nel lettino, deciso ad ascoltare la nuova storia.
"Il gabbiano é arrivato come ogni sera, le piume bianche confuse nella luce della luna. L'ho visto posarsi lieve sulle lenzuola di seta mentre già mi assaliva un noto torpore. Cullata dal respiro del bimbo nel letto accanto al mio, assopita dal profumo di sandalo e di lavanda del guanciale, la parte che custodisce la mia più profonda essenza é volata nelle terrre dell'Eterno Crepuscolo, dove non c'é conoscenza e non c'é dolore. Lì ho visto le danze del Popolo Minuto, i suoi giochi sulla riva del lago. Ho visto esseri di bellezza infinita invitarmi a ballare. Il ritmo dei tamburi era tutt'uno con il mio cuore e quando la musica cessò per un attimo fu come morire. Ma mani leggere mi condussero al banchetto nel bosco, fra cibi squisiti, aromi di incensi e foglie di agrifoglio. Seguiva i miei passi un uomo dall'aria cortese. Non aveva armi con sé ma lo distinguevano i lineamenti decisi di un guerriero. Quando ci venne offerto del vino, con gli occhi mi supplicò di non bere.
- É il succo dell'oblio- Sussurrò, e presami per mano si lanciò in una corsa furiosa tra gli alberi. Mille voci argentine ci inseguivano, rabbiose e confuse ma molto vicine. Io mi affidai al cavaliere come a un amico da tempo noto, senza neanche chiedere dove andavamo e se era davvero possibile trovare un riparo in quel paese fatato. Giungemmo sulla riva del mare, un cielo plumbeo si specchiava sulla superficie delle onde in tempesta e di colpo vidi l'uomo accasciarsi sulla sabbia, colpito in petto da una freccia d'oro. Morì tra le mie braccia... Un falco dalle piume lucide comparve nel cielo, rimasi un istante incantata a contemplare il suo volo e nella testa mi nacque un pensiero.
- Cercalo nel mondo dei tuoi ricordi, quello oltre il mare- Diceva.
Gli esseri magici erano intorno a me, decisi a ricondurmi nella città nella foresta, ma questa volta sapevo cosa avrei perduto andando via con loro e non ero disposta a pagare il prezzo. Sollevai le braccia e chiamai il gabbiano. Mi destai nel mio letto che non era ancora giorno e da allora cerco l'uomo del sogno..."
La balia sorrise guardando gli occhi del piccolo chiudersi sempre più.
"E non sei triste?" chiese il bambino con l'ultimo sforzo di volontà.
"No bimbo caro. Perché so che il mio destino é da questa parte del mare. E ora dormi".
Un pettirosso si fermò un istante sul davanzale della finestra e si rituffò nel cielo, volava sereno.
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